Nei giorni successivi all'elezione di Barack Obama, nel 2008, un piccolo gruppo di persone, fra cui il sottoscritto, occupò due piani di un anonimo edificio governativo a Washington. Il nostro compito primario era elaborare un piano per salvare l'economia americana, nel pieno della crisi finanziaria emergente. Quel piano si sarebbe tradotto in 787 miliardi di dollari di investimenti finalizzati a stimolare l'economia. Che i nostri sforzi abbiano avuto successo mentre le contromisure di austerità adottate da gran parte dei Paesi europei (Italia inclusa) abbiano fallito ormai è un articolo di fede. Ma vale la pena guardare più da vicino cosa ebbe successo e cosa no nel programma di investimenti americano, per contribuire a indirizzare le strategie del Governo Draghi per l'uso degli oltre 200 miliardi di euro del Fondo per la ripresa varato dall'Unione Europea in risposta alla crisi del coronavirus.
Per cominciare, un po' di umilt&agra…
Per cominciare, un po' di umilt&agra…
Nei giorni successivi all'elezione di Barack Obama, nel 2008, un piccolo gruppo di persone, fra cui il sottoscritto, occupò due piani di un anonimo edificio governativo a Washington. Il nostro compito primario era elaborare un piano per salvare l'economia americana, nel pieno della crisi finanziaria emergente. Quel piano si sarebbe tradotto in 787 miliardi di dollari di investimenti finalizzati a stimolare l'economia. Che i nostri sforzi abbiano avuto successo mentre le contromisure di austerità adottate da gran parte dei Paesi europei (Italia inclusa) abbiano fallito ormai è un articolo di fede. Ma vale la pena guardare più da vicino cosa ebbe successo e cosa no nel programma di investimenti americano, per contribuire a indirizzare le strategie del Governo Draghi per l'uso degli oltre 200 miliardi di euro del Fondo per la ripresa varato dall'Unione Europea in risposta alla crisi del coronavirus.
Per cominciare, un po' di umiltà. Sono convinto che se avessimo fatto scelte migliori, forse Donald Trump non sarebbe stato eletto presidente. Quando gli italiani mi chiedono com'è possibile che gli Stati Uniti siano passati dall'avere come presidente Obama all'avere come presidente Trump, rispondo che ci sono molte valide ragioni, ma una di queste è il drammatico incremento della disuguaglianza. I nostri programmi economici hanno salvato l'economia, ma hanno salvato e preservato il sistema finanziario esistente. Abbiamo soccorso istituzioni come le banche, ma non abbiamo soccorso le persone. Abbiamo preservato un sistema che stava già facendo crescere la disuguaglianza e i nostri investimenti hanno accelerato quel processo. La gente ha guardato il basso livello della disoccupazione e gli incrementi del Pil e ci ha detto che eravamo dei geni. Quelle statistiche però nascondevano il fatto che la gente aveva sì un lavoro, ma i salari non crescevano. E il Pil è una statistica sempre più irrilevante. Quando un numero così ristretto di aziende e individui ricchi gioca un ruolo così dominante nel Pil, allora è la dimostrazione che ha ragione chi dice che esistono tre tipi di bugie: "Le bugie, le bugie esagerate e le statistiche".
I tre aggettivi più importanti del piano di stimoli di Obama erano: tempestivo, mirato e temporaneo. Quello che sosteneva con più convinzione questa visione era Larry Summers, il famoso economista che Obama aveva chiamato a presiedere il Consiglio economico nazionale. Summers parlava con la sicurezza di un veterano delle maggiori istituzioni economiche e del potere geopolitico. Però si sbagliava. Introdurre miliardi di dollari o di euro dentro un'economia è come introdurre cibo dentro un corpo. L'idea di Summers e di qualche altro economista (ma non tutti) era che bisognasse investire i soldi in fretta per dare una spinta immediata all'economia, come quando una persona mangia carboidrati o dolci. Lo zucchero di questi investimenti offrì una piccola iniezione di energia, ma non rese l'economia più sana nel lungo periodo.
Io e un gruppo più ristretto e meno influente ci battevamo per un approccio diverso, che si sarebbe dispiegato su un arco temporale più lungo e non avrebbe aiutato altrettante persone altrettanto in fretta, ma avrebbe irrobustito i muscoli dell'economia, come fanno le proteine nel corpo umano. Un esempio di investimenti che hanno il valore nutritivo degli zuccheri è dare soldi alle amministrazioni municipali per qualsiasi progetto speciale vogliano finanziare, dal restauro di una fontana al finanziamento di una serie di iniziative artistiche. Sono progetti popolari e consentono ai politici locali di fare in tempi rapidi tanti piccoli investimenti che gli procurano consensi, ma una volta che la fontana è stata restaurata e che le iniziative artistiche sono finite, il beneficio per l'economia cessa.
Gli investimenti che hanno il valore nutritivo delle proteine sono quelli in aree come l'istruzione e la ricerca, i trasporti, i servizi sanitari e lo sviluppo di un'economia verde. Sono investimenti che si dispiegano su un arco temporale più lungo e inizialmente ci sono meno persone e istituzioni che ne beneficiano: ci saranno più mani tese che euro da dargli. Ma questi investimenti "proteici" sono l'infrastruttura necessaria per competere economicamente negli anni venti del XXI secolo e anche più in là. Una volta che un sistema di trasporto è stato costruito o modernizzato, i suoi benefici durano per decenni. Gli investimenti in istruzione e ricerca contribuiranno a modernizzare l'economia italiana come non succede da venticinque anni, mentre altri Paesi sono avanzati più rapidamente. Questo, a sua volta, produrrà la ricchezza privata necessaria per poter finanziare tutti i restauri di fontane e i programmi artistici che si vuole. La prova dell'efficacia dell'uso del Recovery Fund da parte dell'Italia non può essere misurata in base all'impatto che avrà sul Pil e l'occupazione nel 2022, ma in base ai suoi effetti più a lungo termine. Gli "investimenti-proteine" renderanno l'Italia più sana nel lungo periodo, mentre gli "investimenti-carboidrati" la renderanno più malata e potrebbero contribuire a produrre il Donald Trump italiano.
Alec Ross è Distinguished Visiting Professor alla Bologna Business School e ha svolto per quattro anni l'incarico di consulente esperto per l'innovazione nell'amministrazione Obama
(Traduzione di Fabio Galimberti)
Per cominciare, un po' di umiltà. Sono convinto che se avessimo fatto scelte migliori, forse Donald Trump non sarebbe stato eletto presidente. Quando gli italiani mi chiedono com'è possibile che gli Stati Uniti siano passati dall'avere come presidente Obama all'avere come presidente Trump, rispondo che ci sono molte valide ragioni, ma una di queste è il drammatico incremento della disuguaglianza. I nostri programmi economici hanno salvato l'economia, ma hanno salvato e preservato il sistema finanziario esistente. Abbiamo soccorso istituzioni come le banche, ma non abbiamo soccorso le persone. Abbiamo preservato un sistema che stava già facendo crescere la disuguaglianza e i nostri investimenti hanno accelerato quel processo. La gente ha guardato il basso livello della disoccupazione e gli incrementi del Pil e ci ha detto che eravamo dei geni. Quelle statistiche però nascondevano il fatto che la gente aveva sì un lavoro, ma i salari non crescevano. E il Pil è una statistica sempre più irrilevante. Quando un numero così ristretto di aziende e individui ricchi gioca un ruolo così dominante nel Pil, allora è la dimostrazione che ha ragione chi dice che esistono tre tipi di bugie: "Le bugie, le bugie esagerate e le statistiche".
I tre aggettivi più importanti del piano di stimoli di Obama erano: tempestivo, mirato e temporaneo. Quello che sosteneva con più convinzione questa visione era Larry Summers, il famoso economista che Obama aveva chiamato a presiedere il Consiglio economico nazionale. Summers parlava con la sicurezza di un veterano delle maggiori istituzioni economiche e del potere geopolitico. Però si sbagliava. Introdurre miliardi di dollari o di euro dentro un'economia è come introdurre cibo dentro un corpo. L'idea di Summers e di qualche altro economista (ma non tutti) era che bisognasse investire i soldi in fretta per dare una spinta immediata all'economia, come quando una persona mangia carboidrati o dolci. Lo zucchero di questi investimenti offrì una piccola iniezione di energia, ma non rese l'economia più sana nel lungo periodo.
Io e un gruppo più ristretto e meno influente ci battevamo per un approccio diverso, che si sarebbe dispiegato su un arco temporale più lungo e non avrebbe aiutato altrettante persone altrettanto in fretta, ma avrebbe irrobustito i muscoli dell'economia, come fanno le proteine nel corpo umano. Un esempio di investimenti che hanno il valore nutritivo degli zuccheri è dare soldi alle amministrazioni municipali per qualsiasi progetto speciale vogliano finanziare, dal restauro di una fontana al finanziamento di una serie di iniziative artistiche. Sono progetti popolari e consentono ai politici locali di fare in tempi rapidi tanti piccoli investimenti che gli procurano consensi, ma una volta che la fontana è stata restaurata e che le iniziative artistiche sono finite, il beneficio per l'economia cessa.
Gli investimenti che hanno il valore nutritivo delle proteine sono quelli in aree come l'istruzione e la ricerca, i trasporti, i servizi sanitari e lo sviluppo di un'economia verde. Sono investimenti che si dispiegano su un arco temporale più lungo e inizialmente ci sono meno persone e istituzioni che ne beneficiano: ci saranno più mani tese che euro da dargli. Ma questi investimenti "proteici" sono l'infrastruttura necessaria per competere economicamente negli anni venti del XXI secolo e anche più in là. Una volta che un sistema di trasporto è stato costruito o modernizzato, i suoi benefici durano per decenni. Gli investimenti in istruzione e ricerca contribuiranno a modernizzare l'economia italiana come non succede da venticinque anni, mentre altri Paesi sono avanzati più rapidamente. Questo, a sua volta, produrrà la ricchezza privata necessaria per poter finanziare tutti i restauri di fontane e i programmi artistici che si vuole. La prova dell'efficacia dell'uso del Recovery Fund da parte dell'Italia non può essere misurata in base all'impatto che avrà sul Pil e l'occupazione nel 2022, ma in base ai suoi effetti più a lungo termine. Gli "investimenti-proteine" renderanno l'Italia più sana nel lungo periodo, mentre gli "investimenti-carboidrati" la renderanno più malata e potrebbero contribuire a produrre il Donald Trump italiano.
Alec Ross è Distinguished Visiting Professor alla Bologna Business School e ha svolto per quattro anni l'incarico di consulente esperto per l'innovazione nell'amministrazione Obama
(Traduzione di Fabio Galimberti)