Movimento Cinque Stelle, Massimo Bugani: “Chi invoca Conte alla guida del M5S ha contribuito alla sua fine”
di Silvia Bignami , di Silvia BignamiIl capo dello staff della sindaca di Roma Virginia Raggi: “Di Battista ha una grande passione politica che viene penalizzata perché questa è l’era delle giravolte e dei tradimenti”
Massimo Bugani, nel M5S ci sono espulsioni, addii, tradimenti. Lei è attivista dal 2005: che succede?
"Ammetto d'esser molto addolorato. Sono stati colpiti amici che hanno dato l'anima per il M5S. Se qualcuno ha pilotato l'operazione "governo di tutti" con forzature incredibili, come quel quesito ridicolo su Rousseau, deve avere rispetto per chi al pensiero di governare con Berlusconi e Salvini si sente male".
Il primo a dire no al governo con loro è stato Alessandro Di Battista, che non risulta più iscritto al M5S. Farà un nuovo partito?
"Io e Alessandro siamo molto amici. È un ragazzo con grande cuore e vera passione politica. In questo momento purtroppo chi ha queste caratteristiche in politica viene penalizzato, perché siamo nell'era delle giravolte, dei tradimenti, delle parole che perdono significato. Spero che presto possano tornare al centro della scena le persone che ci credono veramente, in t…
"Ammetto d'esser molto addolorato. Sono stati colpiti amici che hanno dato l'anima per il M5S. Se qualcuno ha pilotato l'operazione "governo di tutti" con forzature incredibili, come quel quesito ridicolo su Rousseau, deve avere rispetto per chi al pensiero di governare con Berlusconi e Salvini si sente male".
Il primo a dire no al governo con loro è stato Alessandro Di Battista, che non risulta più iscritto al M5S. Farà un nuovo partito?
"Io e Alessandro siamo molto amici. È un ragazzo con grande cuore e vera passione politica. In questo momento purtroppo chi ha queste caratteristiche in politica viene penalizzato, perché siamo nell'era delle giravolte, dei tradimenti, delle parole che perdono significato. Spero che presto possano tornare al centro della scena le persone che ci credono veramente, in t…
Massimo Bugani, nel M5S ci sono espulsioni, addii, tradimenti. Lei è attivista dal 2005: che succede?
"Ammetto d'esser molto addolorato. Sono stati colpiti amici che hanno dato l'anima per il M5S. Se qualcuno ha pilotato l'operazione "governo di tutti" con forzature incredibili, come quel quesito ridicolo su Rousseau, deve avere rispetto per chi al pensiero di governare con Berlusconi e Salvini si sente male".
Il primo a dire no al governo con loro è stato Alessandro Di Battista, che non risulta più iscritto al M5S. Farà un nuovo partito?
"Io e Alessandro siamo molto amici. È un ragazzo con grande cuore e vera passione politica. In questo momento purtroppo chi ha queste caratteristiche in politica viene penalizzato, perché siamo nell'era delle giravolte, dei tradimenti, delle parole che perdono significato. Spero che presto possano tornare al centro della scena le persone che ci credono veramente, in tutti i partiti".
Lei ha parlato di un M5S che non sa più volare. Se ne andrà anche lei?
"Sono parte di questo progetto da settembre del 2005, per me questo momento è forse più difficile che per altri. Da più di un anno aspettiamo una nuova guida e una nuova struttura. A breve capiremo se ci sarà una svolta per iniziare a risalire o se si continuerà a scavare. Deciderò in base a questo".
Intanto rischiate la scissione?
"Il vero rischio è quello dell'evaporazione. Già oggi nel cuore di molti italiani non esistiamo più. Se in due anni passi dal 33% al 13%, la tua preoccupazione non deve essere la scissione, ma frenare l'emorragia".
C'è chi sostiene che solo Giuseppe Conte può salvarvi. Lei lo vorrebbe come presidente M5S? Modificherebbe lo statuto per dargli la leadership?
"Molti di quelli che oggi chiedono un ruolo apicale per Giuseppe sono gli stessi che hanno contribuito alla sua caduta per pavidità. Conte oltre a essere una persona per bene, è anche molto intelligente e non ha bisogno dei miei consigli: se decidesse di fare una scelta del genere, ne conoscerebbe la complessità. Io poi ho grande stima per lui. È stato un ottimo mediatore nel ruolo di premier, ma essere leader di una singola forza politica è un'altra cosa e deciderà lui se ha voglia di cimentarsi in questo. Detto questo, penso che la sua figura sarebbe rispettata anche senza ulteriori modifiche statutarie".
Eppure senza di lui il M5S fatica a darsi una guida. Anche il direttorio parte con l'esclusione di chi è stato sanzionato per il No a Draghi.
"Per me non andava sanzionato nessuno, soprattutto per questo motivo. Se il ristoratore ti chiede se vuoi un vino pregiato, tu rispondi "sì", e poi ti portano una cedrata, hai tutto il diritto di rifiutarla".
Agli esordi del M5S anche lei espelleva i dissidenti...
"Io non ho mai espulso né contribuito a espellere nessuno. C'erano delle regole chiare e chi non le rispettava veniva espulso. Oggi invece si è derogato su tutto e chi è rimasto fedele ai principi del M5S viene buttato fuori. Mi sembra che la differenza sia sotto gli occhi di tutti".
Lei è capogruppo del M5S a Bologna e capo staff di Virginia Raggi a Roma. Grillo ha detto sì al bis di Raggi, ma non ha accolto la richiesta di un voto su Rousseau sulla sua candidatura. Vi basta?
"Quello che conta davvero è la certificazione, un documento in cui si dice che Virginia è ufficialmente candidata sindaca. Spero che arrivi presto, anche successivamente a un voto degli iscritti, perché lei se lo stramerita".
Ma con Raggi non salterebbe l'accordo col Pd per Roma? È già la fine dei giallorossi?
"Non capisco l'accanimento di parte del Pd romano nei confronti di una donna retta e pura, che ha sistemato i conti, asfaltato chilometri di strade, scalato classifiche sulla innovazione, comprato centinaia di autobus, arginato affari sporchi che la costringono a muoversi su un'auto blindata. Virginia è una risorsa per la Capitale e chi pensa scavalcarla facilmente si sbaglia di grosso"
"Ammetto d'esser molto addolorato. Sono stati colpiti amici che hanno dato l'anima per il M5S. Se qualcuno ha pilotato l'operazione "governo di tutti" con forzature incredibili, come quel quesito ridicolo su Rousseau, deve avere rispetto per chi al pensiero di governare con Berlusconi e Salvini si sente male".
Il primo a dire no al governo con loro è stato Alessandro Di Battista, che non risulta più iscritto al M5S. Farà un nuovo partito?
"Io e Alessandro siamo molto amici. È un ragazzo con grande cuore e vera passione politica. In questo momento purtroppo chi ha queste caratteristiche in politica viene penalizzato, perché siamo nell'era delle giravolte, dei tradimenti, delle parole che perdono significato. Spero che presto possano tornare al centro della scena le persone che ci credono veramente, in tutti i partiti".
Lei ha parlato di un M5S che non sa più volare. Se ne andrà anche lei?
"Sono parte di questo progetto da settembre del 2005, per me questo momento è forse più difficile che per altri. Da più di un anno aspettiamo una nuova guida e una nuova struttura. A breve capiremo se ci sarà una svolta per iniziare a risalire o se si continuerà a scavare. Deciderò in base a questo".
Intanto rischiate la scissione?
"Il vero rischio è quello dell'evaporazione. Già oggi nel cuore di molti italiani non esistiamo più. Se in due anni passi dal 33% al 13%, la tua preoccupazione non deve essere la scissione, ma frenare l'emorragia".
C'è chi sostiene che solo Giuseppe Conte può salvarvi. Lei lo vorrebbe come presidente M5S? Modificherebbe lo statuto per dargli la leadership?
"Molti di quelli che oggi chiedono un ruolo apicale per Giuseppe sono gli stessi che hanno contribuito alla sua caduta per pavidità. Conte oltre a essere una persona per bene, è anche molto intelligente e non ha bisogno dei miei consigli: se decidesse di fare una scelta del genere, ne conoscerebbe la complessità. Io poi ho grande stima per lui. È stato un ottimo mediatore nel ruolo di premier, ma essere leader di una singola forza politica è un'altra cosa e deciderà lui se ha voglia di cimentarsi in questo. Detto questo, penso che la sua figura sarebbe rispettata anche senza ulteriori modifiche statutarie".
Eppure senza di lui il M5S fatica a darsi una guida. Anche il direttorio parte con l'esclusione di chi è stato sanzionato per il No a Draghi.
"Per me non andava sanzionato nessuno, soprattutto per questo motivo. Se il ristoratore ti chiede se vuoi un vino pregiato, tu rispondi "sì", e poi ti portano una cedrata, hai tutto il diritto di rifiutarla".
Agli esordi del M5S anche lei espelleva i dissidenti...
"Io non ho mai espulso né contribuito a espellere nessuno. C'erano delle regole chiare e chi non le rispettava veniva espulso. Oggi invece si è derogato su tutto e chi è rimasto fedele ai principi del M5S viene buttato fuori. Mi sembra che la differenza sia sotto gli occhi di tutti".
Lei è capogruppo del M5S a Bologna e capo staff di Virginia Raggi a Roma. Grillo ha detto sì al bis di Raggi, ma non ha accolto la richiesta di un voto su Rousseau sulla sua candidatura. Vi basta?
"Quello che conta davvero è la certificazione, un documento in cui si dice che Virginia è ufficialmente candidata sindaca. Spero che arrivi presto, anche successivamente a un voto degli iscritti, perché lei se lo stramerita".
Ma con Raggi non salterebbe l'accordo col Pd per Roma? È già la fine dei giallorossi?
"Non capisco l'accanimento di parte del Pd romano nei confronti di una donna retta e pura, che ha sistemato i conti, asfaltato chilometri di strade, scalato classifiche sulla innovazione, comprato centinaia di autobus, arginato affari sporchi che la costringono a muoversi su un'auto blindata. Virginia è una risorsa per la Capitale e chi pensa scavalcarla facilmente si sbaglia di grosso"