La sconfitta dell'Atalanta col Real: torti arbitrali e Var spento, diteci il perché
di Maurizio Crosetti
C’è un arbitro che al posto del cuore non ha un bidone dell’immondizia, ma un’intera discarica. Ancora per il Real, dev’essere destino. E se non fosse solo destino, invece, questa pioggia di errori contro le italiane? Ricapitolando, non per fare i piagnoni ma solo i cronisti: rigore netto per Ronaldo, ignorato; rigore netto per Milinkovic, come non detto; espulsione spropositata per Freuler, e così non solo si svuota una grande partita che comunque l’Atalanta ha ugualmente riempito di sé, ma si prende a sberle un sogno meritato. Certe topiche potevano essere ammesse prima del Var, non ora. L’utilizzo del marchingegno in Europa è depotenziato, quasi svilito, e questo è inaccettabile. Chi l’ha deciso? Esiste forse un potere arbitrale di casta che a livello internazionale non accetta di essere scavalcato dalla tecnologia?
Nella notte che ha probabilmente segnato il punto più alto di tutta la sua storia, …
Nella notte che ha probabilmente segnato il punto più alto di tutta la sua storia, …
C’è un arbitro che al posto del cuore non ha un bidone dell’immondizia, ma un’intera discarica. Ancora per il Real, dev’essere destino. E se non fosse solo destino, invece, questa pioggia di errori contro le italiane? Ricapitolando, non per fare i piagnoni ma solo i cronisti: rigore netto per Ronaldo, ignorato; rigore netto per Milinkovic, come non detto; espulsione spropositata per Freuler, e così non solo si svuota una grande partita che comunque l’Atalanta ha ugualmente riempito di sé, ma si prende a sberle un sogno meritato. Certe topiche potevano essere ammesse prima del Var, non ora. L’utilizzo del marchingegno in Europa è depotenziato, quasi svilito, e questo è inaccettabile. Chi l’ha deciso? Esiste forse un potere arbitrale di casta che a livello internazionale non accetta di essere scavalcato dalla tecnologia?
Nella notte che ha probabilmente segnato il punto più alto di tutta la sua storia, l’Atalanta non ha però perso il filo e il senso di sé stessa: dal diciottesimo minuto ha giocato ingiustamente in dieci, ma quei dieci sono stati una somma, una moltiplicazione, non una sottrazione. Più gli spagnoli cercavano di imbozzolarli con i loro passaggi esattissimi, più i nerazzurri hanno provato a conservare il ritmo e la meccanica atavica dei gesti. C’è ormai una memoria sterminata nei file di questa squadra inesausta, molto bella e stimabile proprio nella serata iniqua, dunque più forte della sorte. L’uomo in meno è diventato il significato in più. Era fatale, purtroppo, che il gran castello cadesse: è successo soltanto alla fine, ma è successo. Adesso passare a Madrid sarà durissima. Restano negli occhi i gesti di una gara speciale, piena di rimpianto, rabbia e contenuti. Così come restano le scene dei tifosi schiacciati uno sull’altro prima dell’inizio, fuori dallo stadio, molti senza mascherine: come se non ci fosse un domani, ma soprattutto come se non ci fosse stato niente prima, nella città italiana mortalmente ferita dal Covid come nessun’altra. Questo nuovo tipo di assembramento da stadio chiuso non è inedito, si era visto anche prima del derby di Milano, ma a Bergamo diventa tutto speciale, più intenso, anche più incredibile. L’anno scorso, proprio Atalanta-Valencia contagiò un sacco di gente e qualcuno ne morì. Come se niente fosse. Come se non fosse stato niente.
Nella notte che ha probabilmente segnato il punto più alto di tutta la sua storia, l’Atalanta non ha però perso il filo e il senso di sé stessa: dal diciottesimo minuto ha giocato ingiustamente in dieci, ma quei dieci sono stati una somma, una moltiplicazione, non una sottrazione. Più gli spagnoli cercavano di imbozzolarli con i loro passaggi esattissimi, più i nerazzurri hanno provato a conservare il ritmo e la meccanica atavica dei gesti. C’è ormai una memoria sterminata nei file di questa squadra inesausta, molto bella e stimabile proprio nella serata iniqua, dunque più forte della sorte. L’uomo in meno è diventato il significato in più. Era fatale, purtroppo, che il gran castello cadesse: è successo soltanto alla fine, ma è successo. Adesso passare a Madrid sarà durissima. Restano negli occhi i gesti di una gara speciale, piena di rimpianto, rabbia e contenuti. Così come restano le scene dei tifosi schiacciati uno sull’altro prima dell’inizio, fuori dallo stadio, molti senza mascherine: come se non ci fosse un domani, ma soprattutto come se non ci fosse stato niente prima, nella città italiana mortalmente ferita dal Covid come nessun’altra. Questo nuovo tipo di assembramento da stadio chiuso non è inedito, si era visto anche prima del derby di Milano, ma a Bergamo diventa tutto speciale, più intenso, anche più incredibile. L’anno scorso, proprio Atalanta-Valencia contagiò un sacco di gente e qualcuno ne morì. Come se niente fosse. Come se non fosse stato niente.