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(reuters)

Usa, il paradosso dei mercati

La reazione negativa allo stimolo fiscale
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Venerdì scorso l’amministrazione Biden ha ottenuto l’approvazione al Congresso dello stimolo fiscale da 1,9 trilioni di dollari. Di questi, 1,4 trilioni sono destinati al sostegno dei redditi. Il pacchetto adesso passa al Senato. I mercati finanziari americani, per un apparente paradosso hanno però reagito molto male e anche l’Europa rischia di finire penalizzata. Che succede?
In parallelo con l’approvazione dello stimolo fiscale, i bond americani hanno segnato un fortissimo aumento dei rendimenti, cioè una caduta dei prezzi, con un’ondata di vendite su tutte le scadenze. Il Treasury decennale, ad esempio, ha praticamente triplicato il rendimento, da 0,5 all’1,5 per cento. E Wall Street, in parallelo, ha registrato una notevole caduta dei mercati azionari, tra il 2,5 e il 3,5 per cento a seconda degli indici.

Questi eventi, di dimensione davvero straordinaria, sono legati tra loro. I tassi di interesse sui bond sono triplicati …
Venerdì scorso l’amministrazione Biden ha ottenuto l’approvazione al Congresso dello stimolo fiscale da 1,9 trilioni di dollari. Di questi, 1,4 trilioni sono destinati al sostegno dei redditi. Il pacchetto adesso passa al Senato. I mercati finanziari americani, per un apparente paradosso hanno però reagito molto male e anche l’Europa rischia di finire penalizzata. Che succede?
In parallelo con l’approvazione dello stimolo fiscale, i bond americani hanno segnato un fortissimo aumento dei rendimenti, cioè una caduta dei prezzi, con un’ondata di vendite su tutte le scadenze. Il Treasury decennale, ad esempio, ha praticamente triplicato il rendimento, da 0,5 all’1,5 per cento. E Wall Street, in parallelo, ha registrato una notevole caduta dei mercati azionari, tra il 2,5 e il 3,5 per cento a seconda degli indici.

Questi eventi, di dimensione davvero straordinaria, sono legati tra loro. I tassi di interesse sui bond sono triplicati in pochissimi giorni perché gli investitori pensano che l’economia Usa rischi di surriscaldarsi e l’inflazione di accendersi. Il mercato azionario si è molto preoccupato di questa tendenza. Ed è lo stimolo fiscale ad aver probabilmente innescato, paradossalmente, questi movimenti. Che succede? La sensazione diffusa sui mercati è che lo stimolo di Biden sia troppo grande e arrivi troppo tardi, anche se era stato un pilastro della campagna elettorale. Ed il timing, oltre che il contenuto delle misure di politica economica, ha in questo caso un valore fondamentale. Oggi, negli Stati Uniti, il piano di vaccinazioni è decollato con successo e l’attività economica è ormai in evidente ripresa. I rischi di inflazione, già presenti negli ultimi mesi, sono aumentati e i tassi di interesse, di conseguenza , salgono. L’aspetto paradossale dunque è che lo stimolo stia arrivando quando l’economia non ne ha più bisogno e possa addirittura essere dannoso. E le nuove linee di politica monetaria, varate la scorsa estate dalla Fed, con una maggiore tolleranza dell’inflazione nel ciclo, lavorano nella stessa direzione.

Queste sono le tesi di eminenti economisti che stanno alimentando il “dibattito sullo stimolo americano”: da Joe Stiglitz, a Larry Summers a James Galbraith. Ma soprattutto questa è la paura dei mercati che stanno aggiustando di conseguenza le aspettative e i portafogli propri e dei clienti. Senza considerare che i tassi più alti si ripercuotono subito sul costo di finanziamento del deficit federale, che quest’anno raggiungerà il 16 per cento del Pil Usa, e sul credito all’economia che potrebbe ridursi.

Fino alla scorsa settimana si stimava che i tassi sul Treasury decennale avrebbero raggiunto l’ 1,5 per cento alla fine del 2021. È bastata una settimana per sfondare quel livello. Può apparire paradossale, ma il mercato oggi teme che una misura invocata per mesi sia oggi prociclica e generi surriscaldamento e inflazione. In novembre l’elezione di Biden alle presidenziali aveva causato effetti positivi sui mercati perché si pensava che una maggioranza risicata avrebbe impedito mosse estreme. Ma in gennaio il rafforzamento della stessa maggioranza con l’elezione di due senatori democratici aveva spostato lo scenario. Ora, lo stimolo rischia di essere eccessivo soprattutto alla luce della ripresa Usa che sta accelerando più del previsto.

E l’ Europa in questo quadro? Il piano vaccinale nei Paesi dell’Unione Europea per un insieme di motivi procede in ritardo rispetto agli Usa e alla Gran Bretagna. Di riflesso, l’attività economica riprenderà in ritardo e più lentamente. Ma le turbolenze sul mercato Usa probabilmente sono destinate a ripercuotersi almeno in parte sin da subito sui mercati finanziari europei. Possiamo così ritrovarci in una situazione ove l’ attività economica europea ristagna, ma i tassi sono già in risalita.
Ecco perché le mosse della Bce sono cruciali ed ecco perché la politica di Mario Draghi di forte spinta sui vaccini in Europa e in Italia appare oggi l’unica strada praticabile per evitare conseguenze tragiche sul piano sanitario, ma anche per allontanare ripercussioni indesiderabili sul piano economico e finanziario.