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Il presidente del Consiglio Mario Draghi alla Camera dei Deputati 

Un futuro per il Parlamento

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Come rivedere il regolamento delle Camere
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La macchina del governo Draghi comincia a muoversi con efficacia. Le nuove responsabilità assegnate alla Protezione civile e al coordinamento vaccini, la decisione di bloccare l'esportazione verso l'Australia di prodotti AstraZeneca che servono all'Italia, la scelta, simile a quella di altri governi europei, di avvalersi di consulenze tecniche per il piano Recovery non sono solo il segno della progressiva attuazione di una linea strategica. Costituiscono l'effetto di una cultura prevalentemente economica che da Palazzo Chigi sta sostituendo la cultura prevalentemente giuridica della nostra tradizione.

In posti chiave, Economia, Transizione ecologica, Mobilità, Innovazione digitale, Sviluppo economico, Cultura, Lavoro, Salute, Pubblica amministrazione, Istruzione, Ricerca scientifica, prevalgono le competenze sui fatti, proprie dell'economia, rispetto a quella sulle norme, propria della cultura giuridica. È in corso un salutare riorientamento d…
La macchina del governo Draghi comincia a muoversi con efficacia. Le nuove responsabilità assegnate alla Protezione civile e al coordinamento vaccini, la decisione di bloccare l'esportazione verso l'Australia di prodotti AstraZeneca che servono all'Italia, la scelta, simile a quella di altri governi europei, di avvalersi di consulenze tecniche per il piano Recovery non sono solo il segno della progressiva attuazione di una linea strategica. Costituiscono l'effetto di una cultura prevalentemente economica che da Palazzo Chigi sta sostituendo la cultura prevalentemente giuridica della nostra tradizione.

In posti chiave, Economia, Transizione ecologica, Mobilità, Innovazione digitale, Sviluppo economico, Cultura, Lavoro, Salute, Pubblica amministrazione, Istruzione, Ricerca scientifica, prevalgono le competenze sui fatti, proprie dell'economia, rispetto a quella sulle norme, propria della cultura giuridica. È in corso un salutare riorientamento dalle leggi ai risultati.

Fermi questi positivi primi passi, il governo e i partiti dovrebbero affrontare un problema istituzionale, la cui mancata soluzione potrebbe vanificare i risultati che ci attendiamo. Si tratta del funzionamento delle Camere, nella prossima legislatura, dopo la riduzione del numero di parlamentari. Gli obbiettivi strategici messi a punto da Draghi e gli impegni derivanti dal Recovery Plan vanno ben oltre le elezioni politiche. Il governo ha impostato tre grandi transizioni che impegneranno l'intero decennio: la transizione energetica, digitale e ambientale. Occorrerà attuare con tempestività i progetti del Recovery, altrimenti verranno negate le rate del finanziamento. L'intento di superare il gender gap va tradotto in concreti atti politici. Infine, va messo in piedi un primo cauto programma di ridimensionamento del debito.

Se Parlamento e governo, indipendentemente dal colore delle maggioranze, non avranno gli strumenti per affrontare questi straordinari impegni, rischiamo di tornare indietro. Le elezioni politiche, salvo sorprese, si terranno nel 2023. Occorre quindi intervenire entro l'estate 2022, un anno circa da oggi. Dopo, tra legge di bilancio e incombenze di fine legislatura, non ci sarà più tempo.

Dovremmo inoltre approvare entro quei termini la nuova legge elettorale e adeguare i Regolamenti parlamentari al nuovo assetto delle Camere. Il metodo dovrebbe essere quello del minimo indispensabile e non del massimo possibile. Gli obbiettivi sono due: a) rafforzare il governo in Parlamento; b) aumentare la capacità di decisione e controllo delle Camere. Per il rafforzamento del governo è necessario introdurre la sfiducia costruttiva (non si può sfiduciare il governo senza indicare il nome del successivo presidente del Consiglio), come in Germania e in Spagna.

La fiducia e la sfiducia, inoltre, andrebbero votate dal Parlamento in seduta comune, per evitare la doppia discussione, alla Camera e al Senato, e i rischi di eventuali diverse maggioranze tra le due Camere. Il governo, nel momento in cui mette la fiducia su un articolo o emendamento, investe del voto tutta la legge; se la fiducia è approvata, la legge è approvata e il governo va avanti; se è respinta, la legge è respinta e il governo cade. Per aumentare la capacità di decisione delle Camere si potrebbe attribuire alla sola Camera il voto finale su tutte le leggi meno quelle costituzionali e i trattati internazionali, che resterebbero bicamerali; attribuire al Senato il controllo del bilancio, la costituzione di Commissioni di inchiesta, tutte le funzioni che la Costituzione oggi attribuisce alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Il Senato, inoltre, potrebbe richiamare entro termini brevi le leggi approvate dalla Camera proponendo modifiche; il voto finale resterebbe sempre a Montecitorio.

Sin qui si tratta di cose discusse e ridiscusse da decenni. Mi permetto di aggiungere la proposta di ridurre la durata della legislatura da cinque a quattro anni, come in Germania, Spagna, Olanda e Stati Uniti. Renderebbe i tempi parlamentari più adeguati alla velocità della vita civile. I problemi interni ai due maggiori partiti della coalizione sembrerebbero frenare tutti i processi di cambiamento. Ma se quei partiti ponessero in cima alle proprie preoccupazioni la necessità di dare al Paese quello di cui il Paese ha bisogno, i problemi interni risulterebbero responsabilmente superabili.