I grandi vecchi rimasti senza vaccino. I luoghi dove andarsi a vaccinare che restano vuoti non perché le persone "disertino", ma perché le convocazioni sembrano organizzate da un autore di Scherzi a parte. I fragili e i malati che sono stati sin qui, se non dimenticati, certamente emarginati.
Quello che sta accadendo in Lombardia è sotto gli occhi di tutti, ma come sanno fare gli illusionisti, Letizia Moratti sposta l'attenzione e prova una magia: "L'inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare. È inaccettabile!", esclama la nuova vicepresidente e assessora al Welfare della Regione. Non è però arrivata ieri sulla poltrona che fu di Giulio Gallera. È stata nominata l'8 gennaio. In questi mesi ha nominato tre addetti stampa, aperto un ufficio imperiale, cambiato parte del vecchio staff: possibile che si accorga oggi di quanto a…
Quello che sta accadendo in Lombardia è sotto gli occhi di tutti, ma come sanno fare gli illusionisti, Letizia Moratti sposta l'attenzione e prova una magia: "L'inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare. È inaccettabile!", esclama la nuova vicepresidente e assessora al Welfare della Regione. Non è però arrivata ieri sulla poltrona che fu di Giulio Gallera. È stata nominata l'8 gennaio. In questi mesi ha nominato tre addetti stampa, aperto un ufficio imperiale, cambiato parte del vecchio staff: possibile che si accorga oggi di quanto a…
I grandi vecchi rimasti senza vaccino. I luoghi dove andarsi a vaccinare che restano vuoti non perché le persone "disertino", ma perché le convocazioni sembrano organizzate da un autore di Scherzi a parte. I fragili e i malati che sono stati sin qui, se non dimenticati, certamente emarginati.
Quello che sta accadendo in Lombardia è sotto gli occhi di tutti, ma come sanno fare gli illusionisti, Letizia Moratti sposta l'attenzione e prova una magia: "L'inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare. È inaccettabile!", esclama la nuova vicepresidente e assessora al Welfare della Regione. Non è però arrivata ieri sulla poltrona che fu di Giulio Gallera. È stata nominata l'8 gennaio. In questi mesi ha nominato tre addetti stampa, aperto un ufficio imperiale, cambiato parte del vecchio staff: possibile che si accorga oggi di quanto avviene sotto le finestre del Pirellone?
Lo scaricabarile sta tornando in voga in una Lombardia che si trova, al di là del continuo successo elettorale del centrodestra, in una palude. Il riassunto è semplice. Roberto Formigoni, che sulla Sanità ("L'eccellenza lombarda") aveva puntato moltissimo, ha perso l'immagine e anche la libertà sulle corruzioni negli ospedali e nelle cliniche: condannato e incarcerato. Dopo di lui, forzista nella polvere, arrivò Roberto Maroni, leghista di antico lignaggio, al quale si deve in parte lo smantellamento del sistema dei medici di base. D'improvviso, Matteo Salvini ne stoppò la ricandidatura, imponendo Attilio Fontana. E così il forzista Giulio Gallera, assessore con Maroni, mantenne l'incarico con Fontana, diventando però il capro espiatorio perfetto dello "scaricabarile" tra Forza Italia e Lega. Parlava troppo, a volte con gaffe epocali. E sulla tragedia dei morti nelle Rsa (a cominciare dal Pio Albergo Trivulzio) era stato più che vago a dispetto delle necessità di sapere della pubblica opinione. Ma c'era sempre, in assessorato e sui vari fronti.
E quindi oggi s'impone una domanda: rispetto a Gallera, che cos'ha fatto di nuovo e di utile Letizia Moratti, se non chiamare Guido Bertolaso e prendersela con i vari "sottoposti"? Noi che abitiamo in Lombardia non abbiamo registrato alcun miglioramento pratico per la nostra salute individuale e collettiva. L'"inadeguatezza" non è solo di Aria, che non riesce nemmeno a organizzare un'agenda delle vaccinazioni, ma è di un'intera politica sanitaria. Il modello lombardo, un intreccio di cliniche private ben pagate e ospedali pubblici, ha portato a cure di prim'ordine, finché non è arrivata la pandemia - che colpisce le persone in massa e non distingue il ricco dal povero - a mostrarne i gravissimi limiti di struttura e strategia. Piangiamo i malati di Covid rimasti senza cure nella prima ondata, siamo preoccupati per i troppi anziani e fragili abbandonati con il telefono muto. Di questo dovrebbe occuparsi Letizia Moratti, ma sotto l'attacco continuo delle opposizioni preferisce sgambettare Aria e i leghisti che l'hanno creata: alleati di governo, sì, ma sino a un certo punto.
Quello che sta accadendo in Lombardia è sotto gli occhi di tutti, ma come sanno fare gli illusionisti, Letizia Moratti sposta l'attenzione e prova una magia: "L'inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare. È inaccettabile!", esclama la nuova vicepresidente e assessora al Welfare della Regione. Non è però arrivata ieri sulla poltrona che fu di Giulio Gallera. È stata nominata l'8 gennaio. In questi mesi ha nominato tre addetti stampa, aperto un ufficio imperiale, cambiato parte del vecchio staff: possibile che si accorga oggi di quanto avviene sotto le finestre del Pirellone?
Lo scaricabarile sta tornando in voga in una Lombardia che si trova, al di là del continuo successo elettorale del centrodestra, in una palude. Il riassunto è semplice. Roberto Formigoni, che sulla Sanità ("L'eccellenza lombarda") aveva puntato moltissimo, ha perso l'immagine e anche la libertà sulle corruzioni negli ospedali e nelle cliniche: condannato e incarcerato. Dopo di lui, forzista nella polvere, arrivò Roberto Maroni, leghista di antico lignaggio, al quale si deve in parte lo smantellamento del sistema dei medici di base. D'improvviso, Matteo Salvini ne stoppò la ricandidatura, imponendo Attilio Fontana. E così il forzista Giulio Gallera, assessore con Maroni, mantenne l'incarico con Fontana, diventando però il capro espiatorio perfetto dello "scaricabarile" tra Forza Italia e Lega. Parlava troppo, a volte con gaffe epocali. E sulla tragedia dei morti nelle Rsa (a cominciare dal Pio Albergo Trivulzio) era stato più che vago a dispetto delle necessità di sapere della pubblica opinione. Ma c'era sempre, in assessorato e sui vari fronti.
E quindi oggi s'impone una domanda: rispetto a Gallera, che cos'ha fatto di nuovo e di utile Letizia Moratti, se non chiamare Guido Bertolaso e prendersela con i vari "sottoposti"? Noi che abitiamo in Lombardia non abbiamo registrato alcun miglioramento pratico per la nostra salute individuale e collettiva. L'"inadeguatezza" non è solo di Aria, che non riesce nemmeno a organizzare un'agenda delle vaccinazioni, ma è di un'intera politica sanitaria. Il modello lombardo, un intreccio di cliniche private ben pagate e ospedali pubblici, ha portato a cure di prim'ordine, finché non è arrivata la pandemia - che colpisce le persone in massa e non distingue il ricco dal povero - a mostrarne i gravissimi limiti di struttura e strategia. Piangiamo i malati di Covid rimasti senza cure nella prima ondata, siamo preoccupati per i troppi anziani e fragili abbandonati con il telefono muto. Di questo dovrebbe occuparsi Letizia Moratti, ma sotto l'attacco continuo delle opposizioni preferisce sgambettare Aria e i leghisti che l'hanno creata: alleati di governo, sì, ma sino a un certo punto.