Si sta celebrando in tutto il mondo la nona edizione della Global Money Week, la settimana dedicata all'educazione finanziaria dei giovani. Una manifestazione promossa dall'Ocse che ha coinvolto negli anni ben 175 Paesi. In Italia quest'anno è il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria ad organizzare l'appuntamento. Ma cos'è la conoscenza finanziaria e perché se ne parla così tanto a livello globale? L'ha riassunto bene il progetto Pisa (Programme for International Student Assessment) dell'Ocse, definendola una conoscenza di base essenziale nel ventunesimo secolo per partecipare alla società, importante come saper leggere, conoscere la matematica e le scienze.
Le ragioni per cui questa conoscenza è essenziale hanno a che fare con i cambiamenti che stanno avvenendo ovunque. Oggi abbiamo la fortuna di vivere più a lungo rispetto al passato e questo ha t…
Le ragioni per cui questa conoscenza è essenziale hanno a che fare con i cambiamenti che stanno avvenendo ovunque. Oggi abbiamo la fortuna di vivere più a lungo rispetto al passato e questo ha t…
Si sta celebrando in tutto il mondo la nona edizione della Global Money Week, la settimana dedicata all'educazione finanziaria dei giovani. Una manifestazione promossa dall'Ocse che ha coinvolto negli anni ben 175 Paesi. In Italia quest'anno è il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria ad organizzare l'appuntamento. Ma cos'è la conoscenza finanziaria e perché se ne parla così tanto a livello globale? L'ha riassunto bene il progetto Pisa (Programme for International Student Assessment) dell'Ocse, definendola una conoscenza di base essenziale nel ventunesimo secolo per partecipare alla società, importante come saper leggere, conoscere la matematica e le scienze.
Le ragioni per cui questa conoscenza è essenziale hanno a che fare con i cambiamenti che stanno avvenendo ovunque. Oggi abbiamo la fortuna di vivere più a lungo rispetto al passato e questo ha trasformato ad esempio il mercato del lavoro e le pensioni. Un secondo cambiamento riguarda i mercati finanziari, che sono diventati molto più complessi; per gestire i nostri risparmi è cruciale averne adeguata consapevolezza. Un terzo cambiamento è stato indotto dalle crisi. Come ho scritto spesso guardando i dati recenti, la conoscenza finanziaria di base si è rivelata uno scudo per attutire i colpi delle crisi. Non averla ha portato a commettere errori. Pensiamo anche all'esperienza degli Stati Uniti con i mutui subprime. Quella crisi ha avuto costi enormi che si sono ripercossi non solo sugli individui ma anche sull'intera società.
È giunto il momento di dare una svolta nella formazione delle giovani generazioni e questo può avvenire soltanto coinvolgendo la scuola. Da anni i Paesi anglosassoni (ad esempio, il Regno Unito, la Nuova Zelanda, l'Australia) hanno inserito l'educazione finanziaria nei programmi scolastici. Più recentemente anche il Portogallo ha reso l'educazione finanziaria obbligatoria nelle scuole. La Finlandia ha annunciato l'obiettivo di diventare la nazione con la migliore conoscenza finanziaria entro il 2030. Gli organismi internazionali non sono stati da meno. L'Ocse ha di recente emesso una Raccomandazione sull'alfabetizzazione finanziaria, che di fatto richiama tutti i Paesi che l'hanno sottoscritta a mettere in campo programmi per accrescere la conoscenza finanziaria dei giovani e degli adulti. Anche la Commissione Europea ha riconosciuto la conoscenza finanziaria tra gli elementi essenziali per costruire un mercato unico dei capitali e promuovere il risparmio e gli investimenti di lungo periodo.
È necessario insomma introdurre l'educazione finanziaria a scuola. Come fare? In Italia si è resa da poco obbligatoria una materia dalla vocazione interdisciplinare: l'educazione civica, che secondo le linee guida del ministero dell'Istruzione comprende anche l'insegnamento degli aspetti economici della società. L'educazione finanziaria può e deve essere inserita come insegnamento obbligatorio all'interno dell'educazione civica e questo dovrebbe essere previsto per legge. In questo modo l'Italia si allineerebbe ai numerosi Stati che lo hanno già fatto e inizierebbe il percorso per colmare le differenze che la vedono fanalino di coda nei confronti internazionali. L'Italia ha firmato la raccomandazione dell'Ocse e per attuarla non può non partire dalla scuola, perché la scuola è il luogo dell'inclusione per eccellenza e della lotta alle disuguaglianze.
Dobbiamo farlo anche per dare il segnale chiaro e forte ai nostri giovani che intendiamo investire su di loro. Il futuro appartiene ai giovani ed è nostro compito dare loro gli strumenti affinché lo possano affrontare e costruire con successo. Gli altri Paesi lo stanno facendo.
La Global Money Week è organizzata quest'anno con il supporto della presidenza italiana del G20. Uno studente che ha partecipato nel passato scrive: "Questo programma ha cambiato la mia vita, adesso penso ai soldi e al mio futuro in modo molto diverso e per il meglio". Uso queste parole non solo per ricordare i benefici concreti dell'educazione finanziaria, ma anche per dire che non possiamo più aspettare. Il futuro è adesso.
Annamaria Lusardi è docente di Economia alla George Washington University e direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria
Le ragioni per cui questa conoscenza è essenziale hanno a che fare con i cambiamenti che stanno avvenendo ovunque. Oggi abbiamo la fortuna di vivere più a lungo rispetto al passato e questo ha trasformato ad esempio il mercato del lavoro e le pensioni. Un secondo cambiamento riguarda i mercati finanziari, che sono diventati molto più complessi; per gestire i nostri risparmi è cruciale averne adeguata consapevolezza. Un terzo cambiamento è stato indotto dalle crisi. Come ho scritto spesso guardando i dati recenti, la conoscenza finanziaria di base si è rivelata uno scudo per attutire i colpi delle crisi. Non averla ha portato a commettere errori. Pensiamo anche all'esperienza degli Stati Uniti con i mutui subprime. Quella crisi ha avuto costi enormi che si sono ripercossi non solo sugli individui ma anche sull'intera società.
È giunto il momento di dare una svolta nella formazione delle giovani generazioni e questo può avvenire soltanto coinvolgendo la scuola. Da anni i Paesi anglosassoni (ad esempio, il Regno Unito, la Nuova Zelanda, l'Australia) hanno inserito l'educazione finanziaria nei programmi scolastici. Più recentemente anche il Portogallo ha reso l'educazione finanziaria obbligatoria nelle scuole. La Finlandia ha annunciato l'obiettivo di diventare la nazione con la migliore conoscenza finanziaria entro il 2030. Gli organismi internazionali non sono stati da meno. L'Ocse ha di recente emesso una Raccomandazione sull'alfabetizzazione finanziaria, che di fatto richiama tutti i Paesi che l'hanno sottoscritta a mettere in campo programmi per accrescere la conoscenza finanziaria dei giovani e degli adulti. Anche la Commissione Europea ha riconosciuto la conoscenza finanziaria tra gli elementi essenziali per costruire un mercato unico dei capitali e promuovere il risparmio e gli investimenti di lungo periodo.
È necessario insomma introdurre l'educazione finanziaria a scuola. Come fare? In Italia si è resa da poco obbligatoria una materia dalla vocazione interdisciplinare: l'educazione civica, che secondo le linee guida del ministero dell'Istruzione comprende anche l'insegnamento degli aspetti economici della società. L'educazione finanziaria può e deve essere inserita come insegnamento obbligatorio all'interno dell'educazione civica e questo dovrebbe essere previsto per legge. In questo modo l'Italia si allineerebbe ai numerosi Stati che lo hanno già fatto e inizierebbe il percorso per colmare le differenze che la vedono fanalino di coda nei confronti internazionali. L'Italia ha firmato la raccomandazione dell'Ocse e per attuarla non può non partire dalla scuola, perché la scuola è il luogo dell'inclusione per eccellenza e della lotta alle disuguaglianze.
Dobbiamo farlo anche per dare il segnale chiaro e forte ai nostri giovani che intendiamo investire su di loro. Il futuro appartiene ai giovani ed è nostro compito dare loro gli strumenti affinché lo possano affrontare e costruire con successo. Gli altri Paesi lo stanno facendo.
La Global Money Week è organizzata quest'anno con il supporto della presidenza italiana del G20. Uno studente che ha partecipato nel passato scrive: "Questo programma ha cambiato la mia vita, adesso penso ai soldi e al mio futuro in modo molto diverso e per il meglio". Uso queste parole non solo per ricordare i benefici concreti dell'educazione finanziaria, ma anche per dire che non possiamo più aspettare. Il futuro è adesso.
Annamaria Lusardi è docente di Economia alla George Washington University e direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria