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Giuseppe Conte (ansa)

Quegli strani silenzi di Conte

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L'uomo che si prepara a guidare il secondo o terzo partito italiano avrebbe cento ragioni per intervenire
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Verso i giochi di potere e di corrente nel Movimento Cinque Stelle (i due mandati, la piattaforma di Casaleggio, le invettive di Grillo) è più che lecito mostrare disinteresse. Qualcuno li saluta come l'approdo del non-partito alla quotidianità decadente della politica romana, altri vi leggono un altro passo verso la disintegrazione di una forza che un tempo si pretendeva anti-sistema e oggi anela a essere una ruota dell'establishment. In entrambi i casi il M5S sarà valutato per le scelte che vorrà compiere rispetto al governo Draghi, della cui maggioranza è parte significativa. Nonché per l'uso che intende fare, probabilmente in abbinata con il Pd lettiano, di quel 17 per cento circa che i sondaggi gli attribuiscono.

Resta il fatto che il futuro del "grillismo" passa in un modo o nell'altro per il ruolo di Giuseppe Conte. La popolarità dell'ex premier è ancora notevole, una specie di onda lu…
Verso i giochi di potere e di corrente nel Movimento Cinque Stelle (i due mandati, la piattaforma di Casaleggio, le invettive di Grillo) è più che lecito mostrare disinteresse. Qualcuno li saluta come l'approdo del non-partito alla quotidianità decadente della politica romana, altri vi leggono un altro passo verso la disintegrazione di una forza che un tempo si pretendeva anti-sistema e oggi anela a essere una ruota dell'establishment. In entrambi i casi il M5S sarà valutato per le scelte che vorrà compiere rispetto al governo Draghi, della cui maggioranza è parte significativa. Nonché per l'uso che intende fare, probabilmente in abbinata con il Pd lettiano, di quel 17 per cento circa che i sondaggi gli attribuiscono.

Resta il fatto che il futuro del "grillismo" passa in un modo o nell'altro per il ruolo di Giuseppe Conte. La popolarità dell'ex premier è ancora notevole, una specie di onda lunga di cui i 5S non possono in alcun modo fare a meno. Infatti vi si aggrappano come a un mantello in grado di coprire tutto il peggio del movimento e di esaltarne invece la residua vitalità. O forse solo la nuova immagine moderata. Conte attende che le grane interne siano risolte, ma non è chiara la sua posizione sui vari aspetti che stanno appunto mettendo alla frusta il vecchio sodalizio "grillino": dai due mandati come limite massimo ai rapporti politico-commerciali con Casaleggio. E mentre attende, l'avvocato lascia che circolino le voci più disparate, compresa quella che lo vorrebbe alla testa di un nuovo partito personale, lasciando i 5S "miracolati" alle loro risse intestine.

Al momento l'idea della lista autonoma ha tutta l'aria di un'astuzia per premere sul gruppo e condizionarlo. Ma non è questo l'aspetto che colpisce di più. Ciò che rende un po' bizzarro il rapporto tra l'ex premier e il mondo "grillino" è il silenzio. L'assenza dal dibattito pubblico di un personaggio che si era fatto conoscere durante i suoi due governi per essere fin troppo ciarliero. Ora invece Conte tace. Non ha niente da dire, in apparenza, rispetto alle mille questioni che si aggrovigliano sul tavolo del governo e in Parlamento. Perché? La spiegazione che viene data - la più ovvia - è che la ferita della defenestrazione da Palazzo Chigi è ancora troppo recente. Ma si osserva anche come la riservatezza sia d'obbligo fintanto che la leadership del M5S non sarà resa ufficiale.

In realtà i silenzi di Conte sono singolari. L'uomo che si prepara a guidare il secondo o terzo partito italiano avrebbe cento ragioni per intervenire. Per esempio sulle critiche che serpeggiano, anche da fonte autorevole, circa i ritardi e le inadempienze del suo esecutivo riguardo al piano per i vaccini. E ora addirittura si parla di una grave lacuna nel prendere atto dell'emergenza in Lombardia, un anno fa. Conte non ha bisogno di una veste formale per replicare a chi lo attacca; come non ne avrebbe per dire la sua sull'economia a pezzi e sul Recovery tutto da riscrivere, secondo un'altra accusa. Difficile capire se tale invisibilità dipende dalla scarsità di argomenti a disposizione o invece dalla volontà di non creare tensioni con Draghi: perché è inevitabile che ciò accadrebbe, basta vedere la linea editoriale della stampa più vicina all'avvocato. Il quale si affida in via esclusiva alla sua popolarità per supplire alla debolezza politica. Ma i sondaggi sono effimeri e a maggior ragione lo è la popolarità man mano che il tempo passa e i ricordi sbiadiscono.