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Vaccini, le correzioni dei giudici

La magistratura italiana dimentica il ruolo che la Costituzione le assegna
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Il "disappunto" del Quirinale consegnato in una telefonata. Lo "stupore" di Marta Cartabia. Il post su Facebook di Ezia Maccora, vice capo dei gip a Milano, una toga che con suo marito stava per morire di Covid, e scrive "non voglio passare avanti a nessuno e aspetto il mio turno com'è giusto che sia". E subito dopo la pm di Roma Maria Rosaria Guglielmi, la segretaria delle toghe rosse di Md, che dice "abbiamo commesso un errore". Nelle chat si moltiplicano le critiche al documento dell'Anm che rompe una tranquilla domenica e alle sette di sera parla di "sospensione dell'attività giudiziaria non urgente" se il governo non garantisce i processi a distanza, dopo aver rifiutato la corsia preferenziale al vaccino ai giudici. A memoria, non si ricorda una minaccia così pesante, e al contempo in qualche modo eversiva, neppure nei tempi più duri dello scontro con Berlusconi.

Bisogna, come sempre, parti…
Il "disappunto" del Quirinale consegnato in una telefonata. Lo "stupore" di Marta Cartabia. Il post su Facebook di Ezia Maccora, vice capo dei gip a Milano, una toga che con suo marito stava per morire di Covid, e scrive "non voglio passare avanti a nessuno e aspetto il mio turno com'è giusto che sia". E subito dopo la pm di Roma Maria Rosaria Guglielmi, la segretaria delle toghe rosse di Md, che dice "abbiamo commesso un errore". Nelle chat si moltiplicano le critiche al documento dell'Anm che rompe una tranquilla domenica e alle sette di sera parla di "sospensione dell'attività giudiziaria non urgente" se il governo non garantisce i processi a distanza, dopo aver rifiutato la corsia preferenziale al vaccino ai giudici. A memoria, non si ricorda una minaccia così pesante, e al contempo in qualche modo eversiva, neppure nei tempi più duri dello scontro con Berlusconi.

Bisogna, come sempre, partire dalla cronaca per capire cosa può aver spinto l'Associazione nazionale magistrati a compiere un passo così sconsiderato. Perché le toghe tante volte hanno richiamato la Costituzione come il baluardo della loro esistenza. Ma stavolta pare proprio che se ne siano dimenticate. Con una drammatica conseguenza. Quella di sentirsi dire, dagli stessi colleghi, "non in mio nome".

E allora. Da dove può essere nato quello che, dopo 24 ore, la stessa Anm derubrica a errore d'interpretazione e a fraintendimento? C'è un morto in questa storia. E nessuno di noi deve dimenticarlo. A Napoli, dopo tre mesi di ospedale, il 25 marzo è scomparso il procuratore aggiunto Luigi Frunzio che coordinava le toghe antimafia. Aveva 62 anni. Ha lottato duramente per farcela, ma alla fine il Covid ha avuto la meglio. Non è certo il primo magistrato che se n'è andato in servizio. Ma in una categoria che da anni, ben prima della pandemia, soffre condizioni di lavoro difficili, questa morte ha lasciato un segno forte.

Un segno che ha rinfocolato corporativismi mai sopiti all'interno della magistratura. E che, evidentemente, hanno avuto il sopravvento nella stesura del documento. Salvo poi, di fronte alle rimostranze delle toghe stesse, subire subito un ridimensionamento interpretativo, ma quando ormai era troppo tardi. Un corporativismo che esiste nell'ala destra della magistratura, ma giocato questa volta fuori tempo massimo. Evidentemente le parole di Mario Draghi contro gli equilibrismi delle Regioni a proposito delle categorie da vaccinare non sono arrivate fino al sesto piano di piazza Cavour, nella minuscola sede dell'Anm.

Ma l'effetto è dirompente perché la magistratura italiana dimentica il ruolo che la Costituzione le assegna. Certo, le toghe possono scioperare per rivendicare il loro ruolo, ma proprio per questo non possono dimenticarlo, o peggio far finta che non esista neppure. Una conseguenza nefasta del Covid che arriva perfino ad annebbiare la consapevolezza delle proprie responsabilità di fronte al Paese? Di certo si tratta di un segnale grave che indica il livello massimo di confusione raggiunta. Se anche un solo magistrato dimentica il suo status istituzionale, se pensa - come ricordano in via Arenula - di valere di più di una delle tante cassiere dei supermercati che in questo lungo anno ci hanno consentito di mangiare e quindi di sopravvivere, allora vuol dire solo che ha perso la testa. Il suo compito è stato ed è quello di portare avanti i processi. E questo è avvenuto, grazie anche alle misure del governo. Misure che con il decreto Covid saranno riproposte. Lo ha garantito Cartabia. Che finora ha dato prova di avere una sola parola. Proprio per questo le fughe corporative in avanti sono inaccettabili.