Londra e le aperture: la vita ricomincia dal pub
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniDopo più di quattro mesi di lockdown si potrà ordinare una pinta con gli amici
Una giovane londinese di mia conoscenza ha prenotato con cinque settimane di anticipo: dopo più di quattro mesi di lockdown, lunedì 12 aprile riaprono i pub e lei sarà in prima fila nel suo preferito a ordinare una pinta con gli amici del cuore. Ha fatto bene a muoversi in anticipo: il Times scrive che in molti locali di Londra i posti sono esauriti fino a maggio.
Quella tra gli inglesi e la birra è una nota love story, ma non è soltanto una dipendenza alcolica ad avere scatenato il conto alla rovescia per la riapertura: se uno vuole bere, in fondo, può farlo anche a casa propria. Come dice la parola stessa, in questo Paese la Public House, di cui pub è l'abbreviazione, rappresenta anche qualcos'altro: una "casa pubblica" in cui stare insieme, dopo il lavoro o nei giorni di riposo, l'equivalente del caffè o dell'osteria in Italia. Il luogo che già nel 17esimo secolo il grande diarista Samuel Pepy…
Quella tra gli inglesi e la birra è una nota love story, ma non è soltanto una dipendenza alcolica ad avere scatenato il conto alla rovescia per la riapertura: se uno vuole bere, in fondo, può farlo anche a casa propria. Come dice la parola stessa, in questo Paese la Public House, di cui pub è l'abbreviazione, rappresenta anche qualcos'altro: una "casa pubblica" in cui stare insieme, dopo il lavoro o nei giorni di riposo, l'equivalente del caffè o dell'osteria in Italia. Il luogo che già nel 17esimo secolo il grande diarista Samuel Pepy…
Una giovane londinese di mia conoscenza ha prenotato con cinque settimane di anticipo: dopo più di quattro mesi di lockdown, lunedì 12 aprile riaprono i pub e lei sarà in prima fila nel suo preferito a ordinare una pinta con gli amici del cuore. Ha fatto bene a muoversi in anticipo: il Times scrive che in molti locali di Londra i posti sono esauriti fino a maggio.
Quella tra gli inglesi e la birra è una nota love story, ma non è soltanto una dipendenza alcolica ad avere scatenato il conto alla rovescia per la riapertura: se uno vuole bere, in fondo, può farlo anche a casa propria. Come dice la parola stessa, in questo Paese la Public House, di cui pub è l'abbreviazione, rappresenta anche qualcos'altro: una "casa pubblica" in cui stare insieme, dopo il lavoro o nei giorni di riposo, l'equivalente del caffè o dell'osteria in Italia. Il luogo che già nel 17esimo secolo il grande diarista Samuel Pepys descriveva come "il cuore dell'Inghilterra" e che ha radici ancora più antiche, derivando dalle taverne romane esportate da Giulio Cesare dopo avere attraversato la Manica con le sue legioni.
Ora quel cuore ricomincia a battere. Boris Johnson, che aveva sbagliato tutto nella prima fase della pandemia, come dimostra il record europeo di vittime (127 mila) per il suo Paese, non ha sbagliato niente nella campagna di vaccinazione: 32 milioni di persone hanno ricevuto una dose, 7 milioni ne hanno ricevute due e si pensa già a un "richiamo" in autunno che probabilmente dovrà diventare una tradizione annuale, per fare i conti con le varianti del Covid così come si fa con l'influenza.
Insieme a severe misure di restrizione in vigore da Natale, ciò permette al Regno Unito di iniziare il viaggio di ritorno verso la normalità: oltre ai pub riaprono i ristoranti (entrambi limitatamente agli spazi aperti, ma molti hanno un giardino, un cortile o un marciapiede, e la gente da queste parti non ha mai freddo, come ben sa chi ha visto le ragazze in coda senza calze davanti alle discoteche di Soho in pieno inverno), i negozi, i parrucchieri, i barbieri, le palestre, dal prossimo week-end comincia a tornare il pubblico negli stadi di calcio, quindi sarà il turno di cinema e teatri, a fine giugno si spera che tutto torni come prima. Downing Street proverà a venderlo come il benefico effetto della Brexit, ma l'uscita dall'Unione Europea non c'entra: ci sono riusciti anche Israele e America.
Di certo c'è che, toccando legno come si usa qui, a Londra si intravede la fine dell'incubo: una buona ragione per ordinare una pinta di birra, magari due. Perché dopo tanti lutti, parafrasando il titolo di una vecchia canzone di Gianni Morandi, al pub si vive.
Quella tra gli inglesi e la birra è una nota love story, ma non è soltanto una dipendenza alcolica ad avere scatenato il conto alla rovescia per la riapertura: se uno vuole bere, in fondo, può farlo anche a casa propria. Come dice la parola stessa, in questo Paese la Public House, di cui pub è l'abbreviazione, rappresenta anche qualcos'altro: una "casa pubblica" in cui stare insieme, dopo il lavoro o nei giorni di riposo, l'equivalente del caffè o dell'osteria in Italia. Il luogo che già nel 17esimo secolo il grande diarista Samuel Pepys descriveva come "il cuore dell'Inghilterra" e che ha radici ancora più antiche, derivando dalle taverne romane esportate da Giulio Cesare dopo avere attraversato la Manica con le sue legioni.
Ora quel cuore ricomincia a battere. Boris Johnson, che aveva sbagliato tutto nella prima fase della pandemia, come dimostra il record europeo di vittime (127 mila) per il suo Paese, non ha sbagliato niente nella campagna di vaccinazione: 32 milioni di persone hanno ricevuto una dose, 7 milioni ne hanno ricevute due e si pensa già a un "richiamo" in autunno che probabilmente dovrà diventare una tradizione annuale, per fare i conti con le varianti del Covid così come si fa con l'influenza.
Insieme a severe misure di restrizione in vigore da Natale, ciò permette al Regno Unito di iniziare il viaggio di ritorno verso la normalità: oltre ai pub riaprono i ristoranti (entrambi limitatamente agli spazi aperti, ma molti hanno un giardino, un cortile o un marciapiede, e la gente da queste parti non ha mai freddo, come ben sa chi ha visto le ragazze in coda senza calze davanti alle discoteche di Soho in pieno inverno), i negozi, i parrucchieri, i barbieri, le palestre, dal prossimo week-end comincia a tornare il pubblico negli stadi di calcio, quindi sarà il turno di cinema e teatri, a fine giugno si spera che tutto torni come prima. Downing Street proverà a venderlo come il benefico effetto della Brexit, ma l'uscita dall'Unione Europea non c'entra: ci sono riusciti anche Israele e America.
Di certo c'è che, toccando legno come si usa qui, a Londra si intravede la fine dell'incubo: una buona ragione per ordinare una pinta di birra, magari due. Perché dopo tanti lutti, parafrasando il titolo di una vecchia canzone di Gianni Morandi, al pub si vive.