Un piccolo passo per una donna, un grande passo per l'umanità. La Nasa ha finalmente fatto la sua scelta: sarà SpaceX del visionario Elon Musk, fondatore pure di PayPal e Tesla e ultimamente autoproclamatesi imperatore di Marte, a realizzare il sistema di allunaggio del progetto Artemis. L'azienda spaziale privata dell'imprenditore di origine sudafricana sbaraglia Blue Origin del rivale patron di Amazon Jeff Bezos, accaparrandosi una commessa da 2,8 miliardi di dollari: insieme a un posto nella Storia. Altro che figlie delle stelle: con la missione che porta il nome della gemella del Dio alato Apollo (quello cui fu dedicata l'intera prima fase delle missioni esplorative sul nostro satellite naturale) l'America torna infatti ad abbracciare il vecchio sogno kennediano di esplorare lo spazio - poi abbandonato per mancanza di fondi negli anni Settanta - ripromettendosi di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2024. Per la prima volta insieme ad una don…
Un piccolo passo per una donna, un grande passo per l'umanità. La Nasa ha finalmente fatto la sua scelta: sarà SpaceX del visionario Elon Musk, fondatore pure di PayPal e Tesla e ultimamente autoproclamatesi imperatore di Marte, a realizzare il sistema di allunaggio del progetto Artemis. L'azienda spaziale privata dell'imprenditore di origine sudafricana sbaraglia Blue Origin del rivale patron di Amazon Jeff Bezos, accaparrandosi una commessa da 2,8 miliardi di dollari: insieme a un posto nella Storia. Altro che figlie delle stelle: con la missione che porta il nome della gemella del Dio alato Apollo (quello cui fu dedicata l'intera prima fase delle missioni esplorative sul nostro satellite naturale) l'America torna infatti ad abbracciare il vecchio sogno kennediano di esplorare lo spazio - poi abbandonato per mancanza di fondi negli anni Settanta - ripromettendosi di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2024. Per la prima volta insieme ad una donna. Già nel 2019 l'allora amministratore della Nasa Jim Bridenstine parlava di traguardo stellare: "Mia figlia di 11 anni finalmente potrà immaginare un futuro senza più limiti, immedesimandosi nelle prime donne a passeggiare sulla Luna" diceva. E pazienza se all'epoca qualcuno disse che con le sue parole intendeva soprattutto rimediare all'incidente, planetario davvero, del 29 marzo 2019. Quando EVA, la prima passeggiata spaziale di sole donne (quella di Anne McClain e Chistina Koch), fu rimandata perché a bordo della Stazione spaziale internazionale ci si accorse dell'impossibilità di trovare due tute di taglia piccola. Un caso che mise in luce come pur avendo figure femminili perfettamente capaci e preparate lo spazio restava ancora un ambito principalmente maschile.
Ma le astronaute non la pensano così: "Certo, cinquant'anni fa sul suolo lunare camminarono esclusivamente uomini" dice Nicole "Duke" Mann, una delle nove donne pre-selezionate per la missione Artemis, parlando al sito specializzato Space.com. "Ma da allora le cose sono profondamente cambiate. Le ultime due classi di astronauti, quelle del 2013 e nel 2017, hanno visto la più alta percentuale di donne selezionate della Storia: il 50 e il 45 per cento. Normale, dunque che si evolvano anche le missioni". Certo, a molte sue colleghe è chiaro che l'enfasi sulla conquista "al femminile" della Luna è ancora lo specchio di una profonda diseguaglianza: "Se è vero che sempre più donne stanno diventando astronaute, è anche vero che costituiscono ancora appena il 30 per cento delle persone selezionate per missioni importanti" ammette Peggy Whitson, già parte dell'equipaggio di Expedition 5 e (per due volte) a capo della Stazione Spaziale Internazionale. "Sogno di essere io quella donna sulla Luna" dice intanto Jessica Meir che allo Space Center sta ultimando il suo training spaziale. "Sogno di essere io" rilancia pure Stephanie Wilson che se prescelta sarà pure la prima afroamericana. Un piccolo passo per una donna un grande passo per l'umanità: comunque vada, il sogno di tante, sarà davvero un gran salto.
Ma le astronaute non la pensano così: "Certo, cinquant'anni fa sul suolo lunare camminarono esclusivamente uomini" dice Nicole "Duke" Mann, una delle nove donne pre-selezionate per la missione Artemis, parlando al sito specializzato Space.com. "Ma da allora le cose sono profondamente cambiate. Le ultime due classi di astronauti, quelle del 2013 e nel 2017, hanno visto la più alta percentuale di donne selezionate della Storia: il 50 e il 45 per cento. Normale, dunque che si evolvano anche le missioni". Certo, a molte sue colleghe è chiaro che l'enfasi sulla conquista "al femminile" della Luna è ancora lo specchio di una profonda diseguaglianza: "Se è vero che sempre più donne stanno diventando astronaute, è anche vero che costituiscono ancora appena il 30 per cento delle persone selezionate per missioni importanti" ammette Peggy Whitson, già parte dell'equipaggio di Expedition 5 e (per due volte) a capo della Stazione Spaziale Internazionale. "Sogno di essere io quella donna sulla Luna" dice intanto Jessica Meir che allo Space Center sta ultimando il suo training spaziale. "Sogno di essere io" rilancia pure Stephanie Wilson che se prescelta sarà pure la prima afroamericana. Un piccolo passo per una donna un grande passo per l'umanità: comunque vada, il sogno di tante, sarà davvero un gran salto.