Libera nos a maschera! Potenza del vaccino: è ufficiale, l'immunità ci esime dall'uso delle mascherine, non solo all'aperto ma perfino nei locali chiusi. Grazie a Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, torneremo a goderci il sorriso dei nostri simili. O perfino a baciare degli sconosciuti, se consenzienti. Lo decreta la massima autorità sanitaria degli Stati Uniti: i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). È la fine di un semi-obbligo, applicato a chiazza di leopardo (poco in Texas e in Florida, molto a New York e in California), ma tassativo nei luoghi sotto giurisdizione federale: aerei e treni, uffici pubblici. L'annuncio della più importante agenzia federale per la prevenzione delle epidemie ha un impatto pratico limitato: nessun sindaco manderà i poliziotti in giro a chiedere ai "non mascherati" il tesserino del vaccino; molte aziende private per adesso preferiscono mantenere certe regole di sicurezza ne…
Libera nos a maschera! Potenza del vaccino: è ufficiale, l'immunità ci esime dall'uso delle mascherine, non solo all'aperto ma perfino nei locali chiusi. Grazie a Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, torneremo a goderci il sorriso dei nostri simili. O perfino a baciare degli sconosciuti, se consenzienti. Lo decreta la massima autorità sanitaria degli Stati Uniti: i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). È la fine di un semi-obbligo, applicato a chiazza di leopardo (poco in Texas e in Florida, molto a New York e in California), ma tassativo nei luoghi sotto giurisdizione federale: aerei e treni, uffici pubblici. L'annuncio della più importante agenzia federale per la prevenzione delle epidemie ha un impatto pratico limitato: nessun sindaco manderà i poliziotti in giro a chiedere ai "non mascherati" il tesserino del vaccino; molte aziende private per adesso preferiscono mantenere certe regole di sicurezza negli uffici onde rassicurare i dipendenti più paurosi. Ma l'annuncio ha un impatto enorme sul piano simbolico, e pedagogico. Una rinascita si consolida anche usando con astuzia questi effetti-annuncio.
È l'ultimo atto in un crescendo di buone notizie. Più di metà della popolazione americana è già stata vaccinata. L'abbondante disponibilità di scorte Pfizer e Moderna consente di vaccinare chiunque lo voglia, e ora tocca anche agli adolescenti sotto i 15 anni per una riapertura delle scuole più sicura. Tutti gli indicatori volgono al bello, il calo dei contagi e dei decessi è costante. In parallelo abbiamo una ripresa economica robusta, la disoccupazione cala, i consumi sono ripartiti. Dopo il contagio della paura, è il momento di arrenderci al contagio dell'ottimismo. L'avallo autorevole dei Cdc serve a contrastare una sindrome psicologica post-traumatica: la pandemia lascia una traccia in una frazione della popolazione afflitta da una germofobia patologica, paure irrazionali. "E se il vaccinato fosse portatore sano?". "Ma non vi è certezza al 100% che il vaccinato non possa ammalarsi". Leggende metropolitane, fake news; o probabilità statistiche microscopiche. Le società funzionanti non scrivono le regole erga omnes basandosi sull'incidente anomalo dell'un per mille. Il rispetto per la Scienza deve valere anche ora che il suo messaggio è lieto: tornate a vivere tranquilli. Guai se la pandemia dovesse avere come effetto collaterale quello di costringerci per sempre a una vita in tono minore, rattrappita dalle paure. Se ci rintaniamo in casa gli effetti sono mortali su intere categorie di lavoratori.
C'è anche da parte dell'autorità sanitaria americana un evidente scopo politico-pedagogico. "Potete togliervi la maschera in tutte le circostanze, voi vaccinati": è un messaggio rivolto a tutti coloro che hanno paura, diffidano, o sono anti-vax militanti. Il rallentamento nelle inoculazioni è visibile da qualche settimana. Non è dovuto a mancanza di vaccini (anzi l'America ne ha troppi e aumenta le donazioni ai Paesi poveri) né tantomeno a una macchina organizzativa e logistica di un'efficienza esemplare. Il fatto è che avendo superato la soglia del 50% cominciamo a toccare quelle zone della popolazione dove si annidano resistenze, timori, pregiudizi. Che sono di tutte le coloriture culturali. Sappiamo da mesi che esiste un'estrema destra no-vax, meno noto è il nucleo duro di salutisti-ambientalisti della sinistra radicale che boicotta Big Pharma. Poi ci sono le sacche di resistenza etniche, per esempio in alcune congregazioni religiose afroamericane. Antiche ferite dell'epoca dello schiavismo diventano moderne teorie del complotto nell'era di Black Lives Matter: qualche minoranza etnica teme di essere "cavia" di chissà quale esperimento.
Perciò il messaggio dell'autorità sanitaria accentua la distinzione tra i vaccinati "liberi di fare tutto", e gli altri. Si vogliono massimizzare gli incentivi, con gli accessi fluidi a teatri concerti stadi: tutto viene facilitato con app digitali come la Excelsior dello Stato di New York, lasciapassare per tornare a godersi feste, spettacoli, sport. Ci vogliono preparare anche a una nuova routine: i vaccini del terzo richiamo in arrivo forse già a settembre, la vaccinazione a ritmo annuo che dovrà proteggerci dalle varianti future. L'idea forte è questa: indietro non si torna. La nostra linea di difesa migliore è quella della protezione immunitaria; non quella dei lockdown sulla cui limitata efficacia discuteremo per i secoli venturi. Quest'America che ha già deciso la riapertura di tutte le scuole in presenza, che discute un piano decennale d'investimenti in infrastrutture e Green Economy quattro volte superiore al Recovery Fund, ha gli occhi puntati sull'Estremo Oriente dove la crisi era già finita un anno fa. La gara del futuro è quella con la Cina, non c'è un minuto da perdere. Giù la maschera.
È l'ultimo atto in un crescendo di buone notizie. Più di metà della popolazione americana è già stata vaccinata. L'abbondante disponibilità di scorte Pfizer e Moderna consente di vaccinare chiunque lo voglia, e ora tocca anche agli adolescenti sotto i 15 anni per una riapertura delle scuole più sicura. Tutti gli indicatori volgono al bello, il calo dei contagi e dei decessi è costante. In parallelo abbiamo una ripresa economica robusta, la disoccupazione cala, i consumi sono ripartiti. Dopo il contagio della paura, è il momento di arrenderci al contagio dell'ottimismo. L'avallo autorevole dei Cdc serve a contrastare una sindrome psicologica post-traumatica: la pandemia lascia una traccia in una frazione della popolazione afflitta da una germofobia patologica, paure irrazionali. "E se il vaccinato fosse portatore sano?". "Ma non vi è certezza al 100% che il vaccinato non possa ammalarsi". Leggende metropolitane, fake news; o probabilità statistiche microscopiche. Le società funzionanti non scrivono le regole erga omnes basandosi sull'incidente anomalo dell'un per mille. Il rispetto per la Scienza deve valere anche ora che il suo messaggio è lieto: tornate a vivere tranquilli. Guai se la pandemia dovesse avere come effetto collaterale quello di costringerci per sempre a una vita in tono minore, rattrappita dalle paure. Se ci rintaniamo in casa gli effetti sono mortali su intere categorie di lavoratori.
C'è anche da parte dell'autorità sanitaria americana un evidente scopo politico-pedagogico. "Potete togliervi la maschera in tutte le circostanze, voi vaccinati": è un messaggio rivolto a tutti coloro che hanno paura, diffidano, o sono anti-vax militanti. Il rallentamento nelle inoculazioni è visibile da qualche settimana. Non è dovuto a mancanza di vaccini (anzi l'America ne ha troppi e aumenta le donazioni ai Paesi poveri) né tantomeno a una macchina organizzativa e logistica di un'efficienza esemplare. Il fatto è che avendo superato la soglia del 50% cominciamo a toccare quelle zone della popolazione dove si annidano resistenze, timori, pregiudizi. Che sono di tutte le coloriture culturali. Sappiamo da mesi che esiste un'estrema destra no-vax, meno noto è il nucleo duro di salutisti-ambientalisti della sinistra radicale che boicotta Big Pharma. Poi ci sono le sacche di resistenza etniche, per esempio in alcune congregazioni religiose afroamericane. Antiche ferite dell'epoca dello schiavismo diventano moderne teorie del complotto nell'era di Black Lives Matter: qualche minoranza etnica teme di essere "cavia" di chissà quale esperimento.
Perciò il messaggio dell'autorità sanitaria accentua la distinzione tra i vaccinati "liberi di fare tutto", e gli altri. Si vogliono massimizzare gli incentivi, con gli accessi fluidi a teatri concerti stadi: tutto viene facilitato con app digitali come la Excelsior dello Stato di New York, lasciapassare per tornare a godersi feste, spettacoli, sport. Ci vogliono preparare anche a una nuova routine: i vaccini del terzo richiamo in arrivo forse già a settembre, la vaccinazione a ritmo annuo che dovrà proteggerci dalle varianti future. L'idea forte è questa: indietro non si torna. La nostra linea di difesa migliore è quella della protezione immunitaria; non quella dei lockdown sulla cui limitata efficacia discuteremo per i secoli venturi. Quest'America che ha già deciso la riapertura di tutte le scuole in presenza, che discute un piano decennale d'investimenti in infrastrutture e Green Economy quattro volte superiore al Recovery Fund, ha gli occhi puntati sull'Estremo Oriente dove la crisi era già finita un anno fa. La gara del futuro è quella con la Cina, non c'è un minuto da perdere. Giù la maschera.