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Il Reddito di cittadinanza non sta sul divano

Napoli, una manifestazione di disoccupati (ansa)

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La stragrande maggioranza dei percettori di Rdc vorrebbe un lavoro vero, decentemente pagato e con un orizzonte temporale che vada oltre la settimana o il mese
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L'ostilità nei confronti del Reddito di cittadinanza provoca ossessivamente la costruzione di fake news. Si evocano importi che non esistono e masse di beneficiari che preferiscono stare sdraiati sul divano, insensibili ad una domanda di lavoro che non aspetta che loro.


L'ultimo è stato De Luca, che pure dovrebbe conoscere bene sia le norme del Reddito di cittadinanza, sia le condizioni del mercato del lavoro della sua Regione. Partiamo dai 700 euro che prenderebbero i beneficiari di Rdc.


De Luca dovrebbe sapere che il massimo che può prendere una persona che vive da sola è 500 euro, se è totalmente privo di reddito e di risparmi, arrivando a 780 se riceve anche un contributo per l'affitto. Ma l'importo medio che riceve un nucleo familiare (di cui oltre il 50% è composto da 3 persone) di fatto è di 525 euro al mese per chi non ha l'integrazione per l'affitto, 568 euro se riceve anche l'integrazione, 641 s…

L'ostilità nei confronti del Reddito di cittadinanza provoca ossessivamente la costruzione di fake news. Si evocano importi che non esistono e masse di beneficiari che preferiscono stare sdraiati sul divano, insensibili ad una domanda di lavoro che non aspetta che loro.


L'ultimo è stato De Luca, che pure dovrebbe conoscere bene sia le norme del Reddito di cittadinanza, sia le condizioni del mercato del lavoro della sua Regione. Partiamo dai 700 euro che prenderebbero i beneficiari di Rdc.


De Luca dovrebbe sapere che il massimo che può prendere una persona che vive da sola è 500 euro, se è totalmente privo di reddito e di risparmi, arrivando a 780 se riceve anche un contributo per l'affitto. Ma l'importo medio che riceve un nucleo familiare (di cui oltre il 50% è composto da 3 persone) di fatto è di 525 euro al mese per chi non ha l'integrazione per l'affitto, 568 euro se riceve anche l'integrazione, 641 se riceve un contributo perché sta pagando un mutuo.

C'è poco da star stravaccati su un divano. Per mettere insieme pranzo e cena occorre darsi da fare. E in effetti una percentuale del 20% circa di questi nuclei vede al proprio interno almeno un adulto occupato, ma con un reddito da lavoro troppo basso per proteggere dalla povertà.


Nel 40% dei casi, inoltre, nelle famiglie che ricevono il Rdc sono presenti minorenni. È quindi difficile per un genitore, specie se è l'unico presente, accettare un lavoro che richieda di stare molto lontano da casa, specie la sera tardi, o di notte, come avviene spesso nei lavori stagionali nel turismo evocati da De Luca come privi di forza lavoro a causa del Rdc. Gli adulti, inoltre, sono per lo più a bassa o bassissima istruzione e qualificazione, e lo stesso vale per i giovani tra i 15 e i 25 anni. Quindi non sono affatto appetibili a quelle industrie (per lo più nel Nord) che lamentano la mancanza di lavoratori specializzati e, anche loro, la imputano al Rdc. Sono poco appetibili anche a un lavoro di qualità nel turismo, salvo forse per la bassa manovalanza.


Ci sarà certo anche qualche percettore di Rdc che imbroglia e, più che stare sdraiato sul divano, lavora in nero. Anche perché il nero totale non mette a rischio la percezione del Rdc finché non viene scoperto. Farsi sfruttare in un rapporto di lavoro formalmente legale, anche se in condizioni fortemente illegali, come hanno denunciato in questi giorni molti lavoratori stagionali nel turismo in risposta a De Luca, invece, fa perdere o sospendere il RdC se si supera, anche di poco, la soglia che vi dà accesso.


La stragrande maggioranza dei percettori di Rdc vorrebbe un lavoro vero, decentemente pagato e, possibilmente, con un orizzonte temporale che vada oltre la settimana o il mese. Affermare, quindi, che i percettori di Rdc non soddisfano una domanda di lavoro che pure ci sarebbe e li accoglierebbe a braccia aperte, a motivo dell'agio loro offerto, appunto, dal Rdc è un errore grossolano, quando non pura e semplice malafede. Le aziende che non trovano lavoratori specializzati farebbero meglio a investire nel formarli, cooperando con gli istituti tecnici ma anche assumendosi parte della responsabilità e degli oneri di formarli sul campo (come sembra suggerire ora il contratto di ricollocamento, che vale tuttavia, se ho capito bene, solo per chi ha perso il lavoro e non anche per i nuovi ingressi).


Anche nel settore del turismo occorrerebbe più formazione, per garantire una qualità che spesso scarseggia, specie se confrontata con altri Paesi con cui competiamo. Ma occorrerebbe anche una maggiore civiltà e legalità dei rapporti di lavoro in questo settore, in termini di orari, remunerazione, sicurezza.


E bisognerebbe incoraggiare i percettori di Rdc a intraprendere un lavoro anche parziale evitando di togliere loro un euro di Rdc per ogni euro guadagnato, ma al contrario consentendo una integrazione fino a una percentuale e soglia tali che, mostrando che "lavorare paga" (come recitava uno slogan europeo di qualche anno fa), depotenzi l'attrazione del nero.