L'Intelligenza Artificiale e i suoi ribelli
di Gianni Riotta , di Gianni Riotta"Lo scisma dei ribelli dell’Intelligenza Artificiale”: quando l’austero quotidiano Financial Times parla di tecnologia adottando il linguaggio delle grandi rivolte religiose e politiche del passato, vuol dire che l’aria cambia, e oltre il business, la tecnologia rivoluziona cultura, politica, democrazia. I “ribelli” dell’AI sono i pionieri di Anthropic, nuovo gruppo di ricerca sui linguaggi delle macchine, che ha appena lasciato la storica fondazione Open AI, nata nel 2015, sotto l’egida dell’imprenditore di Tesla Elon Musk, giusto per garantire che l’Intelligenza Artificiale non diventi arma di dittatori e grandi lobby, restando libero campo di studi e progresso umano. Nel 2019, però, il successo di un linguaggio naturale, del tutto simile a quello che noi parliamo, prodotto direttamente dai computer, GPT-2, attrae l’attenzione degli investitori e Microsoft, storica compagnia del software lanciata da Bill G…
"Lo scisma dei ribelli dell’Intelligenza Artificiale”: quando l’austero quotidiano Financial Times parla di tecnologia adottando il linguaggio delle grandi rivolte religiose e politiche del passato, vuol dire che l’aria cambia, e oltre il business, la tecnologia rivoluziona cultura, politica, democrazia. I “ribelli” dell’AI sono i pionieri di Anthropic, nuovo gruppo di ricerca sui linguaggi delle macchine, che ha appena lasciato la storica fondazione Open AI, nata nel 2015, sotto l’egida dell’imprenditore di Tesla Elon Musk, giusto per garantire che l’Intelligenza Artificiale non diventi arma di dittatori e grandi lobby, restando libero campo di studi e progresso umano. Nel 2019, però, il successo di un linguaggio naturale, del tutto simile a quello che noi parliamo, prodotto direttamente dai computer, GPT-2, attrae l’attenzione degli investitori e Microsoft, storica compagnia del software lanciata da Bill Gates, investe un miliardo di dollari (circa 910 milioni di euro) in Open AI. La scorsa estate nasce il successore di GPT-2, GPT-3 (Repubblica ne ha parlato il 15 aprile), talmente formidabile da non essere ancora accessibile al pubblico, nel timore che le centrali della disinformazione internazionale lo strumentalizzino per seminare sfiducia.
Una trentina di “ribelli” di Open AI, tra cui uno dei pionieri di GPT-3, Dario Amodei, fisico laureato a Princeton University, teme però che l’arrivo dei fondi di investimento in Open AI ne snaturi la vocazione libertaria e decide ora la scissione, con il varo di Anthropic. La secessione apre la grande battaglia sull’Intelligenza Artificiale: sarà strumento dell’industria o resterà “open”, risorsa collettiva dell’umanità, secondo l’appello originale del guru Oren Etzioni “servitore della democrazia”?
L’importanza della questione è dibattuta sul forum TechCrunch dal saggista Devin Coldewey: i sistemi complessi AI non sono, a fondo, compresi dai loro stessi progettisti, GPT-3 funziona benissimo, continuando alla perfezione, in modo impressionante, una pagina di Shakespeare o Hemingway, grazie ai miliardi di fonti dal web cui attinge e agli algoritmi di machine learning che lo regolano (gli informatici Giuseppe Italiano e Debasish Pattanayak daranno, la prossima settimana, una prima dimostrazione sperimentale di GPT-3 alla Luiss). Ma neppure Amodei e il suo team capiscono davvero “come” GPT-3 arrivi alle sue conclusioni e, con l’AI a determinare la sorte di un malato al pronto soccorso, il giudizio di un magistrato in tribunale, gli arresti in una folla durante una manifestazione, l’ammissione di uno studente all’esame di stato, chi garantisce la trasparenza delle scelte?
Anthropic, Dario Amodei ne sarà amministratore, la sorella Daniela presidente, ha dunque deciso di organizzarsi come “associazione umanitaria”, guidata da un board di saggi indipendenti dal business, che assicuri diritti ed uguaglianza all’Intelligenza Artificiale. Le nobili intenzioni, tuttavia, non scoraggiano gli investitori, che arrivano con il record di 124 milioni di dollari per il debutto di un istituto di ricerca di base, assegnando già ad Anthropic, secondo le stime PitchBook, un valore complessivo di 845 milioni di dollari, non male per “ribelli scismatici”.
L’egemonia sull’Intelligenza Artificiale, tra Usa, Cina e Russia sarà nodo geopolitico del XXI secolo e l’Europa, ne ha scritto Paola Severino su queste colonne, non può restarne fuori, perché, come anticipa Gillian Tett nel nuovo saggio Anthro-Vision, non si tratta di competizione tecnologica, ma della natura profonda che l’umanità assumerà. Come i ribelli e gli scismatici sempre, dal Medioevo in poi, i fratelli Amodei anticipano un dilemma cruciale del nostro tempo, e l’esito della loro coraggiosa impresa parlerà presto del destino di tutti noi.
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