Tasse, se la destra va a sinistra
di Bernard Guetta , di Bernard GuettaNon basta. Indubbiamente, non basta perché questo minimo del 15 per cento di tassazione che le sette democrazie più ricche hanno deciso di imporre alle multinazionali continua a essere basso in modo ridicolo in rapporto a quello che le piccole e medie imprese, i dipendenti e i liberi professionisti pagano nella maggior parte dei Paesi del mondo.
La strada verso l'equità fiscale è lunga da percorrere, ma l'intesa alla quale il G7 è arrivato segna nondimeno una rottura fondamentale. A distanza di quarant'anni da quando Margaret Thatcher e Ronald Reagan hanno imposto il principio secondo cui si dovevano ridurre le tasse per aumentare le entrate fiscali stimolando l'attività, le grandi capitali adesso si sono rese conto che è necessario smettere di ridurre la pressione fiscale per smettere di dover diminuire gli investimenti collettivi.
Un bambino di quattro anni l'avrebbe compreso prima, ma è pur vero che esi…
Non basta. Indubbiamente, non basta perché questo minimo del 15 per cento di tassazione che le sette democrazie più ricche hanno deciso di imporre alle multinazionali continua a essere basso in modo ridicolo in rapporto a quello che le piccole e medie imprese, i dipendenti e i liberi professionisti pagano nella maggior parte dei Paesi del mondo.
La strada verso l'equità fiscale è lunga da percorrere, ma l'intesa alla quale il G7 è arrivato segna nondimeno una rottura fondamentale. A distanza di quarant'anni da quando Margaret Thatcher e Ronald Reagan hanno imposto il principio secondo cui si dovevano ridurre le tasse per aumentare le entrate fiscali stimolando l'attività, le grandi capitali adesso si sono rese conto che è necessario smettere di ridurre la pressione fiscale per smettere di dover diminuire gli investimenti collettivi.
Un bambino di quattro anni l'avrebbe compreso prima, ma è pur vero che esistono cicli economici e politici. Alla fine degli anni Settanta, finanziare gli interventi di solidarietà sociale con la redistribuzione fiscale aveva finito col sembrare troppo pesante alle classi medie occidentali. Ed è stato proprio il rifiuto della tassazione ad aver spianato la strada a una rivoluzione conservatrice. Adesso, invece, la pandemia e la necessità di organizzare un rilancio innovativo rimettono in scena lo Stato stratega.
Keynes riguadagna terreno e recupera vantaggio rispetto ad Adam Smith, ma il paradosso è che proprio quando l'ispiratore della socialdemocrazia e dell'economia sociale di mercato eclissa l'ispirazione di Margaret Thatcher e Ronald Reagan, le sinistre perdono la loro preminenza intellettuale a vantaggio delle destre.
Le idee di progresso, universalismo, giustizia sociale, tolleranza e pari opportunità sono sempre più vessate dal ritorno del conservatorismo e da un crescente rifiuto dei Lumi. Gli intellettuali, ieri di sinistra, ormai sono di destra e, per dire le cose proprio come stanno, il predominio dell'ala destra della sinistra subentra a quello dell'ala sinistra della destra perché... No, riprendiamo il discorso...
Scosse dal successo mondiale del reaganismo-thatcherismo e costrette a inchinarsi davanti al dilagare ovunque del dumping fiscale e sociale, le sinistre occidentali avevano dovuto allinearsi con la terza via di Bill Clinton e Tony Blair. Dagli anni Novanta, in pratica, non hanno più contestato i dogmi economici del neoliberalismo. Si sono contraddistinte rispetto alle destre soltanto per la difesa dell'evoluzione dei costumi che i conservatori respingevano. La sinistra è diventata il partito delle classi medie urbane e, diventata liberale, ha poi abbandonato la sua base operaia alle nuove estreme destre che hanno saputo conquistare i colletti blu denunciando la globalizzazione e raccomandando di tornare alle frontiere nazionali.
Tra i conservatori e le classi popolari - che hanno sposato, contro la sinistra, il nazionalismo, la paura degli stranieri e una strana crescente nostalgia per i tempi andati in cui le fabbriche non erano delocalizzate in Cina, in cui il progresso sociale era costante e le tradizioni, soprattutto religiose, fissavano precetti comuni alle nazioni - in vent'anni si è verificata una fusione culturale.
L'incarnazione migliore di questa confusione è Donald Trump che difende la religione e l'identità bianca degli Stati Uniti con lo stesso ardore con il quale fa a pezzi la sinistra, la Cina e gli immigrati. Ma ecco che il Covid ha scombinato daccapo ogni cosa.
Dopo aver ripreso il timone dell'Unione europea, Keynes è di ritorno anche negli Stati Uniti. Nessuno dice più che "le tasse uccidono le tasse". Anzi, le aumentano e, sebbene i nostri Paesi siano più che mai a destra, abbracciano oggi politiche di sinistra. La destra passa a sinistra come la sinistra, trent'anni fa, era passata a destra. Il caos ormai è assoluto ovunque e la confusione politica di questo inizio secolo è dunque destinata a durare.
(Traduzione di Anna Bissanti)