Usa-Ue, una nuova stagione in cui tutto cambia
di Andrea Bonanni , di Andrea BonanniTutto è cambiato, cambiato completamente: il presidente Biden cita il poeta Yeats per spiegare, come fa a più riprese, che lui è "molto diverso" dal suo predecessore Donald Trump. Il vertice del G7 e quello della Nato erano stati per il presidente americano le occasioni in cui illustrare la nuova strategia globale degli Usa, basata sulla contrapposizione tra democrazie e totalitarismi, e cercare di riconquistare la leadership politica dell'Occidente. L'incontro con i vertici comunitari, che si è tenuto a Bruxelles è servito a dare prova di come questa leadership richieda un cambio di passo da parte degli Stati Uniti verso il suo tradizionale alleato europeo.
La chiusura del contenzioso Boeing-Airbus, che durava da 17 anni attraverso amministrazioni sia democratiche sia repubblicane, l'impegno a risolvere anche la disputa sull'acciaio, lanciata da Trump nella sua crociata anti-europea, la creazione di un Consiglio di cooper…
Tutto è cambiato, cambiato completamente: il presidente Biden cita il poeta Yeats per spiegare, come fa a più riprese, che lui è "molto diverso" dal suo predecessore Donald Trump. Il vertice del G7 e quello della Nato erano stati per il presidente americano le occasioni in cui illustrare la nuova strategia globale degli Usa, basata sulla contrapposizione tra democrazie e totalitarismi, e cercare di riconquistare la leadership politica dell'Occidente. L'incontro con i vertici comunitari, che si è tenuto a Bruxelles è servito a dare prova di come questa leadership richieda un cambio di passo da parte degli Stati Uniti verso il suo tradizionale alleato europeo.
La chiusura del contenzioso Boeing-Airbus, che durava da 17 anni attraverso amministrazioni sia democratiche sia repubblicane, l'impegno a risolvere anche la disputa sull'acciaio, lanciata da Trump nella sua crociata anti-europea, la creazione di un Consiglio di cooperazione, che per la prima volta istituisce uno strumento bilaterale tra gli Stati Uniti e l'Unione europea, sono decisioni politiche che dimostrano come per Washington l'Europa non sia solo una controparte commerciale, ma "il nostro partner naturale", come ha detto Biden durante il summit. Un partner essenziale per fronteggiare l'espansionismo economico cinese e costringere Pechino a rispettare davvero le regole di mercato. Anche l'intesa Boeing-Airbus, infatti, prevede l'impegno comune per evitare il dumping cinese sulla produzione aeronautica.
Su questo terreno, l'Europa è pronta a cooperare con gli Stati Uniti perché, se Washington avverte la pressione geostrategica della crescente potenza cinese, la Ue da tempo fatica a fronteggiare la concorrenza economica spesso sleale della Cina, che è ormai diventata il nostro primo partner commerciale. Ma tutto questo passa per una profonda correzione di rotta da parte della nuova amministrazione americana. Come scrive il commissario europeo Gentiloni: "Avremo tempo per riflettere e distinguere. Intanto il presidente Biden ha riportato il rapporto transatlantico sulla retta via". Di questa correzione fa parte anche la rinuncia americana a sanzionare le imprese tedesche ed europee che collaborano con il progetto del gasdotto Nord Stream 2. Non perché Biden abbia cambiato idea sul progetto, ma perché il meccanismo delle sanzioni extra territoriali, tanto caro a Trump che le aveva estese anche alle imprese europee impegnate in Iran, non è certo il modo migliore per impostare un rapporto tra alleati.
Non è un caso che il presidente americano abbia condiviso nel comunicato finale la definizione della Cina elaborata nei mesi scorsi dalla Ue indicando la necessità di un approccio "multiforme", che include "elementi di cooperazione, concorrenza e rivalità sistemica". Washington inoltre si impegna a "consultarsi da vicino e cooperare" con Bruxelles nei rapporti con la Cina, e a un "dialogo ad alto livello Ue-Usa sulla Russia". Possono sembrare sottigliezze e cortesie diplomatiche, ma non lo sono. È la prima volta, infatti, che gli Stati Uniti scelgono come loro interlocutore politico non questa o quella capitale europea ma la Ue ne suo complesso, rappresentata dalle sue istituzioni comuni.
Per l'Europa a lungo snobbata, che secondo Kissinger non aveva neppure "un numero di telefono", è una rivincita non da poco. Ma la conversione di Biden non è solo il frutto di una nuova elaborazione ideologica, già cominciata ai tempi di Obama. Le grandi questioni che oggi stanno a cuore agli Usa, la lotta all'epidemia, la difesa del clima, la tassazione delle multinazionali, le regole dell'intelligenza artificiale, la cybersicurezza, la tutela di un commercio internazionale non falsato dagli aiuti di Stato, oggi possono essere affrontate solo con la Ue nel suo complesso. Non avrebbe senso, per Washington, discuterne in bilaterale con Parigi o con Berlino.
Gli europei possono certo rallegrarsi di questa svolta. Aver tenuto duro nell'era Trump, difendendo i valori democratici e le regole del multilateralismo spesso in una situazione di totale isolamento, oggi si rivela essere stata una scelta vincente. "America is back", proclama Biden. L'America torna sulla strada che l'Europa ha mantenuto aperta in questi anni. Una strada che, da sola, la Ue non avrebbe avuto la forza di difendere indefinitamente.