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Lasciamo votare la Libia

Tripoli, Libia (afp)
L'intervento dell'ex vicepresidente del Consiglio presidenziale della Libia
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Caro direttore, l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Jan Kubis, ha sottoposto alla Camera dei rappresentanti e all'Alto Consiglio di Stato una bozza della nuova Costituzione libica, così come è uscita dalle discussioni del "Forum di dialogo politico" tenutosi il 26 e 27 maggio. Kubis insiste sulla necessità di approvare la nuova Costituzione e di emanare entro e non oltre il 1° luglio 2021 le norme legislative necessarie per le elezioni, affinché l'Alta commissione elettorale possa prepararsi nei tempi previsti a questo importante evento: il voto nazionale del 24 dicembre 2021.


In Libia molti condividono le preoccupazioni dell'inviato Onu: una serie di segnali negativi fanno presagire il rischio di rinvio delle elezioni. Non è stata approvata la Legge di bilancio, non si sono definite le nomine nelle istituzioni sovrane, manca appunto ancora la Costituzione. E quest'ultimo è un grande grattacapo, perc…

Caro direttore, l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Jan Kubis, ha sottoposto alla Camera dei rappresentanti e all'Alto Consiglio di Stato una bozza della nuova Costituzione libica, così come è uscita dalle discussioni del "Forum di dialogo politico" tenutosi il 26 e 27 maggio. Kubis insiste sulla necessità di approvare la nuova Costituzione e di emanare entro e non oltre il 1° luglio 2021 le norme legislative necessarie per le elezioni, affinché l'Alta commissione elettorale possa prepararsi nei tempi previsti a questo importante evento: il voto nazionale del 24 dicembre 2021.


In Libia molti condividono le preoccupazioni dell'inviato Onu: una serie di segnali negativi fanno presagire il rischio di rinvio delle elezioni. Non è stata approvata la Legge di bilancio, non si sono definite le nomine nelle istituzioni sovrane, manca appunto ancora la Costituzione. E quest'ultimo è un grande grattacapo, perché la Costituzione sembra essere stata voluta come parte del problema e non parte della soluzione. Essa non esprime il carattere del nostro popolo, le sue speranze e ambizioni, ma piuttosto sembra uno spazio di regolamento dei conti, dove la tendenza sono le esclusioni e il desiderio di usare la Costituzione stessa per liquidare o indebolire gli avversari. Infatti in ogni parte di essa si intravede un desiderio di escludere invece che di includere.


Bisogna anche dire che c'è un altro tipo di esclusione, forse il più pericoloso. Si tratta di una trascuratezza nella norma costituzionale dei diritti e delle libertà della persona, che sono un prerequisito fondamentale per elezioni libere, sicure, eque e imparziali come auspicato dalla Dichiarazione costituzionale e dalle aspirazioni della nostra gente.


L'assoluta attenzione alle istituzioni e ai candidati e la trascuratezza dell'elettorato sono un grave difetto nel progetto di norma costituzionale. La Costituzione, come la definì il padre della Quinta Repubblica in Francia, il generale de Gaulle: "Spirito, istituzioni e pratica".


Nel nostro Paese stremato da divisioni, spartizioni, contrasti, tra l'altro c'è la necessità di definire lo spazio di azione dei governi locali, delle municipalità, nel quadro di un approccio "unico", che non privilegi una regione o un distretto a discapito degli altri, garantendo l'imparzialità dell'amministrazione.


Prima i libici, allora. È mai possibile che le nostre divisioni e i conflitti interni si debbano ripercuotere con mezzi avanzati e forme camuffate, sulle nostre istituzioni, sulla Costituzione e forse anche sulle elezioni?
Le elezioni sono un dovere nazionale e morale per far uscire la Libia dalla "fase transitoria" e per raggiungere pace, stabilità e sviluppo. Ma bisogna decidere per tempo i meccanismi costituzionali e legali che regolano le elezioni.


Perché alcune persone non vogliono andare al voto? Perché hanno paura di sottoporsi al giudizio della nostra gente? E perché vogliono usare la Costituzione per riservarsi un posto in futuro? La Libia è un grande Paese. Più grande degli interessi personali e delle ideologie.


Ex vicepresidente del Consiglio presidenziale della Libia