Se l'Europa sia apre alla società civile
di Paola Severino , di Paola SeverinoSi è tenuta qualche giorno fa a Strasburgo la prima sessione plenaria della Conferenza per il Futuro dell'Europa. Vi hanno partecipato autorevoli esponenti dei Parlamenti nazionali, membri del Parlamento europeo, componenti della Commissione e del Consiglio d'Europa e rappresentanti dei cittadini di ognuno degli Stati membri. Questa ultima componente ha rappresentato la novità più significativa dell'assetto che si è voluto dare all'organismo chiamato a promuovere e proporre le riforme volte ad adeguare l'Europa alle esigenze attuali, profondamente segnate dai cambiamenti socio-economici a quasi venti anni dal Trattato di Lisbona, fortemente connotate dai problemi del post-pandemia, pericolosamente minacciate da ideologie antidemocratiche. La decisione di inserire tra i componenti dell'Assemblea rappresentanti della società civile, con il compito di sollecitare i cittadini a raccogliere su una piattaforma i loro suggerimenti su…
Si è tenuta qualche giorno fa a Strasburgo la prima sessione plenaria della Conferenza per il Futuro dell'Europa. Vi hanno partecipato autorevoli esponenti dei Parlamenti nazionali, membri del Parlamento europeo, componenti della Commissione e del Consiglio d'Europa e rappresentanti dei cittadini di ognuno degli Stati membri. Questa ultima componente ha rappresentato la novità più significativa dell'assetto che si è voluto dare all'organismo chiamato a promuovere e proporre le riforme volte ad adeguare l'Europa alle esigenze attuali, profondamente segnate dai cambiamenti socio-economici a quasi venti anni dal Trattato di Lisbona, fortemente connotate dai problemi del post-pandemia, pericolosamente minacciate da ideologie antidemocratiche. La decisione di inserire tra i componenti dell'Assemblea rappresentanti della società civile, con il compito di sollecitare i cittadini a raccogliere su una piattaforma i loro suggerimenti sul futuro dell'Europa e di incentivare incontri nei singoli Stati membri per moltiplicare le occasioni di dialogo è stata da alcuni considerata sfidante, da altri addirittura pericolosa, da altri ancora idonea ad avvicinare le persone ad una Comunità che molti considerano troppo lontana dai bisogni dei singoli e di ciascuna Nazione.
Certo, la necessità di fare fronte comune per combattere un virus che ha attaccato indistintamente tutti, abbattendo in un sol colpo i confini e gli egoismi nazionali, sollecitando per la prima volta un piano finanziario comune per ricostruire il tessuto economico europeo, ha rappresentato un forte stimolo alla partenza dei lavori di questa importante Assemblea che vedrà partecipare, nelle sessioni plenarie, ben 433 membri. Crisi pandemica e crisi economica hanno mostrato infatti ai cittadini europei i vantaggi nell'affrontare uniti i momenti più problematici della nostra recente storia, aprendo la strada alla creazione di un diritto europeo dell'emergenza o addirittura, secondo alcuni, ad una riforma dei Trattati che tenga conto delle nuove sfide che il nostro continente deve essere pronto ad affrontare. In ogni caso, qualunque sia l'ampiezza che si vorrà o potrà dare al perimetro della Conferenza sul futuro dell'Europa, essa consentirà a ciascuno di far giungere la propria voce a Strasburgo attraverso il proprio rappresentante nazionale.
Ho avuto l'onore di essere nominata rappresentante dei cittadini italiani nella Conferenza e credo profondamente nella utilità di stimolare una riflessione della società civile su questo importantissimo tema. Si tratta infatti di un profondo esercizio di democrazia, cui si può partecipare facilmente ed efficacemente attraverso una piattaforma digitale che consente ad ogni abitante dei 27 Paesi dell'Unione di esprimersi direttamente nella propria lingua. Lo strumento dunque c'è ed esalta tutte le potenzialità di una comunicazione digitale cui ormai il lockdown ci ha abituato, dando accesso a quasi tutte le fasce sociali. Ma perché esso possa venir considerato efficace sono necessarie altre componenti. In primo luogo, una comunicazione più ampia e penetrante di quella che è stata finora data, il giorno di inaugurazione della Conferenza, solo grazie ad alcune testate giornalistiche più sensibili al tema. In secondo luogo, uno stimolo informativo capillare, a tutte le componenti della società, magari ordinate per categorie, in modo che alla piattaforma giunga un input ordinato, che faciliti un output catalogabile, comparabile, misurabile da parte dell'Assemblea che ne sarà destinataria. Solo in tal modo essa verrà messa in grado di enucleare proposte concrete, incentivando innovazioni volte a rafforzare lo spazio democratico europeo ed a promuovere un migliore funzionamento delle Istituzioni europee. Infine, una governance della Conferenza che assicuri la co-titolarità delle procedure tra Istituzioni nazionali ed europee, la trasparenza delle procedure, la rilevanza dei risultati. Solo in tal modo si otterrà che un esercizio consultivo sfoci in un risultato deliberativo condiviso a livello transnazionale.