✕

Gli Azzurri sfidano le corone

Tifosi della Nazionale festeggiano a Roma il passaggio in semifinale  (agf)

Ascolta l'audio

Europei, l’Italia è la sola repubblica rimasta in gara
2 minuti di lettura

Per una di quelle occorrenze casuali nelle quali si ha la tentazione di ricercare un significato, delle quattro semifinaliste europee, l’Italia è l’unica repubblica. Tre monarchie le altre: Spagna, Inghilterra, Danimarca.

Monarchie un po’ anomale per diverse ragioni, con la sola eccezione degli inglesi rimasti ostinatamente legati ai loro sovrani nonostante l’evidente declino di quella nobile famiglia i cui ultimi eredi non si comportano meglio di altri nelle cui vene il sangue è blu e s’aggirano smarriti alla ricerca di se stessi. Da parecchi secoli i re non scendono più in battaglia alla testa dei loro eserciti, eppure, durante l’ultimo conflitto, nel corso delle devastanti incursioni della Luftwaffe nel 1940, l’Inghilterra ha avuto in re Giorgio VI e in sua moglie Elizabeth Bowes-Lyon un fondamentale punto di riferimento.

Se Winston Churchill è stato la mente politica, re e regina hanno rappresentato un modello…

Per una di quelle occorrenze casuali nelle quali si ha la tentazione di ricercare un significato, delle quattro semifinaliste europee, l’Italia è l’unica repubblica. Tre monarchie le altre: Spagna, Inghilterra, Danimarca.

Monarchie un po’ anomale per diverse ragioni, con la sola eccezione degli inglesi rimasti ostinatamente legati ai loro sovrani nonostante l’evidente declino di quella nobile famiglia i cui ultimi eredi non si comportano meglio di altri nelle cui vene il sangue è blu e s’aggirano smarriti alla ricerca di se stessi. Da parecchi secoli i re non scendono più in battaglia alla testa dei loro eserciti, eppure, durante l’ultimo conflitto, nel corso delle devastanti incursioni della Luftwaffe nel 1940, l’Inghilterra ha avuto in re Giorgio VI e in sua moglie Elizabeth Bowes-Lyon un fondamentale punto di riferimento.

Se Winston Churchill è stato la mente politica, re e regina hanno rappresentato un modello simbolico, esempio di frugalità in un momento in cui le sorti dell’isola parevano davvero appese a un filo. Erik Larson ha scritto un magnifico racconto su quegli anni e la figura di Churchill, appena pubblicato da Neri Pozza, titolo: “Splendore e viltà”. Parliamo però di ottant’anni fa, da quei giorni pieni di crudeltà e di gloria molta acqua è passata sotto i ponti del Tamigi.

Diverso il caso spagnolo. Il re di quella stupenda terra portava con disinvoltura un nome importante che investe anche la nostra storia: Juan Carlos Alfonso Víctor María de Borbón y Borbón-Dos Sicilias. Ha avuto anch’egli il suo buon momento nel 1975 quando assicurò il passaggio del proprio Paese alla democrazia dopo la dittatura del fascista Francisco Franco. Poi ancora nel 1981 quando il colonnello Antonio Tejero assaltò il parlamento pistola alla mano. Un tentativo di golpe non lontano da quello tentato da Junio Valerio Borghese nel 1970 alla testa delle Guardie Forestali, più insidioso però. Dietro il pittoresco colonnello si muovevano elementi della Guardia Civil e dell’esercito. Re Juan Carlos nell’occasione rimase solidamente fermo nella difesa della Spagna democratica. Poi basta. Nel 2012 viene implicato in un umiliante incidente durante una partita di caccia agli elefanti in Botswana mentre il suo Paese — e il resto dell’Europa — è in preda ad una grave crisi economica. Patetica la sua foto, carabina al braccio, con la carcassa del pachiderma alle spalle. Non si sa se compiangere di più il povero animale o un sovrano così mal ridotto. Poi sono arrivati i sospetti su traffici di denaro, l’abdicazione in favore di suo figlio Felipe, vari pasticci di famiglia e il malinconico esilio presso l’hotel Emirates Palace ad Abu Dhabi con la magistratura alle calcagna. Peggio di così...

Della monarchia danese si deve apprezzare in primo luogo una discrezione spinta al punto che non molti saprebbero dire se sieda su quel trono un re o una regina. La risposta è regina: Margherita II, prima donna dal XV secolo a regnare su una popolazione di nemmeno 6 milioni di sudditi.

Il valore e la fortuna come sempre hanno guidato classifiche e incontri, quindi una semifinale con una repubblica e tre monarchie è frutto del caso. Non sarebbe male comunque se in un possibile confronto finale vincesse la repubblica.