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L'opposizione al ddl Zan: quando si ferisce la libertà

Roma, in piazza per il ddl Zan  (fotogramma)

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Ciascun politico recita a soggetto, dimenticando tutte e tutti coloro che aspettano da anni una norma che li protegga e che ridia loro dignità
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Salvini dice che, se la legge contro l'omotransfobia sarà affossata, sarà colpa di Enrico Letta e del Pd. Letta accusa Matteo Salvini di non aver la minima intenzione di votare questa legge. Renzi e Faraone, dopo che Italia viva aveva votato il testo alla Camera, chiedono di cambiarlo. Il relatore Ostellari si incaponisce a voler stralciare ogni riferimento all'identità di genere. Scalfarotto si dice sostenitore convinto del ddl Zan, ma parlando di numeri risicati chiede ulteriori mediazioni. Insomma, tutti si agitano, reclamano, accusano, dicono o negano, lasciando le persone trans e quelle omosessuali appese a un filo che ormai rischia di spezzarsi.

 

Come se si trattasse di un semplice gioco, e ognuno volesse mostrare agli altri di essere politicamente più abile, più forte, più furbo. Mentre la legge in questione non ha proprio nulla del gioco. E sono davvero tanti gli italiani che non ne possono più di questa commedia…

Salvini dice che, se la legge contro l'omotransfobia sarà affossata, sarà colpa di Enrico Letta e del Pd. Letta accusa Matteo Salvini di non aver la minima intenzione di votare questa legge. Renzi e Faraone, dopo che Italia viva aveva votato il testo alla Camera, chiedono di cambiarlo. Il relatore Ostellari si incaponisce a voler stralciare ogni riferimento all'identità di genere. Scalfarotto si dice sostenitore convinto del ddl Zan, ma parlando di numeri risicati chiede ulteriori mediazioni. Insomma, tutti si agitano, reclamano, accusano, dicono o negano, lasciando le persone trans e quelle omosessuali appese a un filo che ormai rischia di spezzarsi.

 

Come se si trattasse di un semplice gioco, e ognuno volesse mostrare agli altri di essere politicamente più abile, più forte, più furbo. Mentre la legge in questione non ha proprio nulla del gioco. E sono davvero tanti gli italiani che non ne possono più di questa commedia dove ognuno recita a soggetto, dimenticando tutte e tutti coloro che aspettano da anni una norma che li protegga e che ridia loro dignità e libertà.


Salvini, Ostellari, Renzi o Faraone hanno mai provato, almeno una volta nella vita, a mettersi nella pelle di un ragazzino gay che cammina per strada, mano nella mano con il compagno, e che viene aggredito? Lo sanno cosa significa essere terrorizzati all'idea di fare coming out? Immaginano che cosa possono vivere i genitori di una ragazza lesbica quando la figlia esce con la fidanzata e torna tardi a casa? Capiscono cosa vuol dire, per una donna trans, essere osteggiata da chi è convinto che la femminilità sia legata solo al ciclo o alla gravidanza? Come reagirebbero se il figlio annunciasse loro che, pur essendo maschio, in realtà è donna?
Ognuno ha le proprie opinioni, può difendere o meno determinati valori, può essere di destra o di sinistra, può credere oppure essere ateo, può studiare oppure decidere che non vale la pena di andare all'università e mettersi subito a lavorare. L'umanità è varia e molteplice. E nessuno può pretendere di aver sempre e solo ragione. La libertà di opinione o di espressione è questa. Ma quale libertà si può mai rivendicare quando si rifiuta a un'altra persona di essere ciò che è? Perché si dovrebbe approvare una legge che, eliminando ogni riferimento all'identità di genere, escluderebbe le persone trans?


Accumulo le domande, lo so. Ma non penso di poter fare altro dopo aver cercato tante volte di spiegare che quando si parla di identità di genere non ci si riferisce né a un capriccio né a una sensazione passeggera, ma alla percezione precoce (che si comincia ad avere non appena si ha consapevolezza di sé), profonda (e quindi radicata) e duratura (che non cambia giorno dopo giorno) del proprio essere uomo o donna, anche se biologicamente o geneticamente si è maschi o femmine. Né tantomeno posso evitare di chiedermi cosa può mai passare per la testa di Faraone quando afferma che la legge Zan è urgente, ma che non le va affidata una finalità pedagogica. Visto che è evidente che punire chi commette atti di odio o di discriminazione non risolve il problema se non si accompagna poi la punizione con la prevenzione, e non si aiutano quindi i più piccoli a capire che le differenze di sesso, di genere o di orientamento sessuale non implicano l'inferiorità o la malattia di chi è gay, lesbica, bisessuale o trans. Se nessuno ci aiuta a capire che siamo tutti uguali in termini di dignità, nonostante siamo tutti diversi in termini di caratteristiche fisiche, intellettive, sessuali e psichiche, come facciamo a non costruire barriere invalicabili tra noi e gli altri, cedendo talvolta anche alla paura e all'odio?

 

Se la politica smettesse di litigare quando sono in gioco la dignità e la libertà delle persone, forse riconquisterebbe quel credito che si rammarica di aver perso. E forse potrebbe anche, per una volta, farci sentire fieri della nostra classe dirigente.