Oggi il Consiglio dei ministri darà un segnale sulla accelerazione della campagna vaccinale. Sin qui l'andamento della campagna è stato dettato dall'offerta di vaccini e dalla capacità di somministrarli. D'ora poi sarà dettato soprattutto dalla domanda delle persone che devono ancora vaccinarsi. Per questo è fondamentale che il governo dica subito come intende comportarsi su due aspetti fondamentali: l'obbligo vaccinale per il personale scolastico, e la possibilità di un datore di lavoro di imporre ai propri dipendenti la vaccinazione.
Sul primo aspetto ci siamo espressi nei giorni scorsi. Riteniamo giusto impedire l'accesso alle classi a chi, studente o insegnante, non si è vaccinato, non è guarito dal coronavirus o non ha un test negativo rinnovato quotidianamente. Gli insegnanti che non rispettano queste condizioni verranno temporaneamente sospesi e potranno in seguito svolgere attività didattiche …
Oggi il Consiglio dei ministri darà un segnale sulla accelerazione della campagna vaccinale. Sin qui l'andamento della campagna è stato dettato dall'offerta di vaccini e dalla capacità di somministrarli. D'ora poi sarà dettato soprattutto dalla domanda delle persone che devono ancora vaccinarsi. Per questo è fondamentale che il governo dica subito come intende comportarsi su due aspetti fondamentali: l'obbligo vaccinale per il personale scolastico, e la possibilità di un datore di lavoro di imporre ai propri dipendenti la vaccinazione.
Sul primo aspetto ci siamo espressi nei giorni scorsi. Riteniamo giusto impedire l'accesso alle classi a chi, studente o insegnante, non si è vaccinato, non è guarito dal coronavirus o non ha un test negativo rinnovato quotidianamente. Gli insegnanti che non rispettano queste condizioni verranno temporaneamente sospesi e potranno in seguito svolgere attività didattiche di recupero in remoto, con una retribuzione inferiore a chi opera in presenza. Gli studenti delle scuole secondarie che non volessero vaccinarsi potranno seguire le attività a distanza che le scuole continueranno ad offrire. Sul secondo aspetto le richieste che provengono dai datori di lavoro appaiono ragionevoli e vanno a vantaggio degli stessi lavoratori. Come documentato dall'Inail, sono fortemente cresciuti nell'ultimo anno le morti bianche causate dal contagio sul posto di lavoro.
Sono condizioni che sono state imposte anche in Paesi dove c'è una forte tradizione di tutela delle libertà personali, come gli Stati Uniti o il Regno Unito. Negli Usa, secondo una sentenza della Corte federale dell'Indiana, le università possono rifiutare di ammettere nei campus gli studenti non vaccinati; i datori di lavoro possono chiedere ai propri lavoratori un certicato di vaccinazione. In Gran Bretagna un imprenditore può richiedere la vaccinazione come precondizione per l'assunzione, e può licenziare chi non si vaccina se è assunto da meno di due anni.
Ci sono altre proposte sul tavolo. Da una di queste dissentiamo profondamente: la virologa Ilaria Capua propone di far pagare ai pazienti non vaccinati il costo di un loro ricovero per Covid. Ci sono quattro motivi per cui questa proposta è profondamente errata. Primo, oltre ad essere immorale (ma questo è un nostro giudizio soggettivo), è inapplicabile: un ospedale non si rifiuterà mai di curare un individuo non vaccinato che si ammala di Covid, anche se quest'ultimo si rifiutasse di pagare o fosse nullatenente. E questo, si noti bene, indipendentemente dal fatto che in ogni caso la Costituzione assicura il diritto alle migliori cure disponibili. Non per niente, in risposta alle proposte deliranti della Lega, è stato riaffermato che tutti hanno il diritto di essere curati, anche gli immigrati illegalmente presenti nel nostro Paese. Nel caso ipotetico di un reparto che si rifiutasse di ammettere un individuo non vaccinato, i suoi medici verrebbero immediatamente, e a buon diritto, rinviati a giudizio. Insomma, è una minaccia completamente vuota che verrebbe immediatamente disattesa, e fare minacce vuote serve solo a far perdere credibilità a un governo che le emetta.
Secondo, se si inizia su questa strada, dove si tira la linea? Applichiamo lo stesso concetto a un individuo che ha avuto un incidente perché eccedeva i limiti di velocità? Anche in questo caso si tratta di un'azione che mette in pericolo altre persone.
Terzo, la misura migliore dell'"esternalità negativa" imposta dagli individui non vaccinati alla società non è il costo monetario di un suo eventuale ricovero ospedaliero. Le esternalità più importanti riguardano il maggior pericolo di infettarsi cui espongono le persone con cui vengono in contatto e le conseguenze sulla salute pubblica, sull'apprendimento scolastico e sull'economia.
Quarto, non dobbiamo dimenticare il fine ultimo: vaccinare il maggior numero possibile di persone, e presto. Chi non si vaccina quasi sempre ha una percezione errata (in senso statistico) dei rischi e benefici del vaccino, e in molti casi ( probabilmente la maggioranza) ritiene che il Covid sia poco più di un raffreddore. La minaccia di pagare un eventuale ricovero non avrebbe effetti, perché nella loro costruzione mentale il rischio di un ricovero è minimo o nullo, tantomeno in terapia intensiva.
Dobbiamo in tutti i modi evitare nuovi lockdown. E l'unico modo per farlo è accelerare le vaccinazioni, ora: convincere lo zoccolo duro dei no-vax, o degli "attendisti" che negano di essere no-vax e aspettano chissà cosa, richiede tempo, se mai avrà successo. Non abbiamo tutto questo tempo. Come ha mostrato il caso della Francia, l'unico modo per "convincerli" è di impedire loro alcune attività nel caso non si vaccinino. È una linea sottile quella tra il rispetto delle libertà individuali e la protezione della collettività, e ci rendiamo conto che la percezione di una vaccinazione obbligatoria (anche se la nostra proposta non è una vaccinazione obbligatoria) potrebbe avere un effetto boomerang, come ha mostrato uno studio in Germania. Ma in emergenza la società ha diritto di fare le sue scelte, prendendo dei rischi calcolati. E il governo, che oggi estenderà lo stato di emergenza fino a fine dicembre, ha il dovere di decidere.