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La resistenza giapponese

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Olimpiadi, a spasso per Tokyo
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A Kita-ku, un quartiere a nord-est di Tokyo, c’è un ristorante di yakiniku con le pareti tappezzate di fotografie. Sono frequenti nella capitale giapponese locali che esibiscono scatti di attori, comici e personaggi dello spettacolo abbracciati ai proprietari ma in questo ristorante, che serve principalmente carne alla piastra, sono gli atleti i protagonisti: tennisti, ginnasti, pallavoliste. Da dieci anni è diventato uno dei loro locali di riferimento tanto che vi si svolgono spesso i festeggiamenti successivi alle gare e molti vengono a mangiare nelle pause tra gli allenamenti. Nonostante ciò, dal 23 di luglio e per un mese intero, il locale resterà chiuso al pubblico.


Intervistata alla tv giapponese, la proprietaria ammette di avere la assoluta necessità di recuperare i guadagni persi nel drammatico anno e mezzo di pandemia. Eppure, dichiara, «chiudo per portare il nostro piccolo contributo alla causa del contenimento del coronavirus…

A Kita-ku, un quartiere a nord-est di Tokyo, c’è un ristorante di yakiniku con le pareti tappezzate di fotografie. Sono frequenti nella capitale giapponese locali che esibiscono scatti di attori, comici e personaggi dello spettacolo abbracciati ai proprietari ma in questo ristorante, che serve principalmente carne alla piastra, sono gli atleti i protagonisti: tennisti, ginnasti, pallavoliste. Da dieci anni è diventato uno dei loro locali di riferimento tanto che vi si svolgono spesso i festeggiamenti successivi alle gare e molti vengono a mangiare nelle pause tra gli allenamenti. Nonostante ciò, dal 23 di luglio e per un mese intero, il locale resterà chiuso al pubblico.


Intervistata alla tv giapponese, la proprietaria ammette di avere la assoluta necessità di recuperare i guadagni persi nel drammatico anno e mezzo di pandemia. Eppure, dichiara, «chiudo per portare il nostro piccolo contributo alla causa del contenimento del coronavirus».
L’atteggiamento è quello di fare un passo indietro, di allinearsi il più possibile allo spirito di resistenza che in giapponese si dice nintai. È il kanji di shinobu «sopportare, celare» – il nin del ninja che è «colui che si nasconde» – a braccetto con quello di taeru «resistere, sopportare». In giapponese allora, pazienza è nascondere la fatica, tollerare in silenzio le difficoltà, resistere all’ansia del tempo e aspettare.


D’altra parte va detto che i ristoratori hanno pagato per mesi lo scotto di una pubblicità negativa che ha legato gli esercizi pubblici, dove si consumano cibo e soprattutto alcolici, all’aumento dei contagi. Dallo scorso anno, sulle porte e le saracinesche di molti ristoranti, bar e izakaya, sono comparsi cartelli minatori.
Eppure, nonostante il clima di paura che angustia le Olimpiadi 2020, c’è chi riesce ancora ad amministrare l’altruismo. La resistenza ha questi toni in Giappone.