Nell'estate di Emmanuel Macron niente va come previsto. Alle prese con la quarta ondata dell'epidemia, è stato uno dei primi leader europei a lanciare l'idea del green pass per convincere i francesi più recalcitranti a farsi vaccinare. L'effetto sperato è stato in parte già raggiunto. Nei giorni successivi all'annuncio del 12 luglio sul passaporto sanitario, che debutta in realtà solo martedì, ci sono state oltre 3,2 milioni di prenotazioni per vaccinarsi. E ora la Francia, con il 64,7 per cento della popolazione con almeno una dose, ha appena superato la Germania ed è quasi alla pari con l'Italia in termini di copertura. Altrettanto spettacolare è stata però la protesta che si è riversata in piazza dei NoVax o NoPass, con un nuovo sabato di cortei e manifestazioni "per la libertà" e "contro la dittatura sanitaria" in più di centocinquanta città. Alla …
Nell'estate di Emmanuel Macron niente va come previsto. Alle prese con la quarta ondata dell'epidemia, è stato uno dei primi leader europei a lanciare l'idea del green pass per convincere i francesi più recalcitranti a farsi vaccinare. L'effetto sperato è stato in parte già raggiunto. Nei giorni successivi all'annuncio del 12 luglio sul passaporto sanitario, che debutta in realtà solo martedì, ci sono state oltre 3,2 milioni di prenotazioni per vaccinarsi. E ora la Francia, con il 64,7 per cento della popolazione con almeno una dose, ha appena superato la Germania ed è quasi alla pari con l'Italia in termini di copertura. Altrettanto spettacolare è stata però la protesta che si è riversata in piazza dei NoVax o NoPass, con un nuovo sabato di cortei e manifestazioni "per la libertà" e "contro la dittatura sanitaria" in più di centocinquanta città. Alla quarta settimana di mobilitazione, nel mezzo delle vacanze, l'affluenza nelle strade continua a crescere, in una galassia di slogan e rivendicazioni dove l'unico comune denominatore sembra proprio l'opposizione a Macron.
La gestione della crisi del Covid ha estremizzato il sistema presidenziale francese. Nella sostanza molte restrizioni adottate dal governo di Parigi non sono molto diverse da quelle di paesi limitrofi, ma nella forma ogni misura è riconducibile a una sola persona. E' un leader che ha preso gran parte delle decisioni dentro a un consiglio ristretto di ministri, in una scarsa interlocuzione con il parlamento. Un capo di Stato che si è esposto più volte in discorsi televisivi per inquadrare nei minimi dettagli la vita quotidiana dei cittadini. Anche in questi giorni di torrida contestazione, Macron organizza dalla sua residenza estiva nel sud della Francia, sessioni su Instagram e Tik Tok per rispondere a chi secondo lui "dice la qualunque" a proposito della vaccinazione.
In un misto di solennità e streaming, il Presidente ha spinto all'estremo un approccio bonapartista che si fa forte della necessità di reagire in tempi rapidi nel tunnel di un'emergenza senza fine. A nove mesi dalle elezioni presidenziali, Macron soffre di un'impopolarità che lo accomuna ai suoi ultimi due predecessori, François Hollande e Nicolas Sarkozy, entrambi non rieletti per un secondo mandato. Quello che lo rende diverso è aver governato sin dal suo insediamento in una "democrazia sotto tensione", come osserva il politologo Jérôme Fourquet, nella quale il leader francese ha evitato o guardato con fastidio i corpi intermedi e si è poi trovato a fronteggiare per oltre un anno il movimento dei gilet gialli.
A differenza dei manifestanti con le casacche fosforescenti, che avevano goduto a lungo della simpatia di una parte dei francesi, la contestazione nelle strade oggi raccoglie meno consensi nei sondaggi ma la forte partecipazione rappresenta per la Francia un nuovo "momento populista", secondo la definizione del sociologo Pierre Rosavallon, senza che ci sia stata finora una forza populista strutturata com'è accaduto altrove. Marine Le Pen ha mantenuto una certa distanza rispetto al movimento NoPass. E' già identificata come l'oppositrice più forte a Macron, non ha bisogno di fomentare la protesta nelle strade, cerca invece accreditarsi come leader di governo, applicando da tempo una strategia di normalizzazione dell'ex Front National che l'ha portata a mandar via il suo ex braccio destro, Florian Philippot, tra i promotori delle manifestazioni contro il Green Pass di queste settimane.