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Grande Stato, piccoli Stati

La sottosegretaria allo Sviluppo economico, Anna Ascani, a Trieste durante il G20 Digitale e Ricerca 
Dove non c’è democrazia, le multinazionali danno le carte che lo stato consente loro di dare
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Una settimana fa, di giovedì mattina, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani si presenta al gruppetto di telecamere e microfoni radunati al G20 di Trieste ospitato in quello che fu un magazzino portuale e scandisce le parole: “Abbiamo posto al G20 l’importanza della protezione dei bambini nell'ambiente digitale”. Quella sera Apple fa sapere che farà uno scanning automatico del miliardo di iPhone attivi nel mondo in cerca di immagini sensibili di minori.

Poche ore prima, nel pomeriggio, sempre al G20, il ministro Vittorio Colao spiega, tra le altre cose, che l’Italia vuole contribuire al progetto di cloud europeo Gaia-X, voluto dal governo tedesco per sfidare lo strapotere americano nell’offerta di servizi digitali. Così, dice Colao, le piccole imprese italiane potranno avere un ambiente cloud su cui lavorare. Una settimana prima Aws, la divisione cloud di Amazon ha diffuso la trimestrale: ha un…

Una settimana fa, di giovedì mattina, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani si presenta al gruppetto di telecamere e microfoni radunati al G20 di Trieste ospitato in quello che fu un magazzino portuale e scandisce le parole: “Abbiamo posto al G20 l’importanza della protezione dei bambini nell'ambiente digitale”. Quella sera Apple fa sapere che farà uno scanning automatico del miliardo di iPhone attivi nel mondo in cerca di immagini sensibili di minori.

Poche ore prima, nel pomeriggio, sempre al G20, il ministro Vittorio Colao spiega, tra le altre cose, che l’Italia vuole contribuire al progetto di cloud europeo Gaia-X, voluto dal governo tedesco per sfidare lo strapotere americano nell’offerta di servizi digitali. Così, dice Colao, le piccole imprese italiane potranno avere un ambiente cloud su cui lavorare. Una settimana prima Aws, la divisione cloud di Amazon ha diffuso la trimestrale: ha un business che varrà presto 60 miliardi di dollari all’anno. Molte imprese europee, piccole e grandi, non aspettano Gaia-X ma usano Aws, Google o Microsoft.

Parliamo di impatto, parliamo di regolazione. Da questo punto estremo dell’Italia le armi dei governi e soprattutto le armi dei governi europei e democratici sembrano davvero spuntate. Al tavolo del G20 non si va per litigare, certo: dunque non si è parlato di cybersicurezza e degli attacchi che alcuni paesi membri (Russia e Cina) favoriscono (o non limitano) verso paesi partner. Non si è parlato dell’interventismo cinese sui mercati che toglie licenze a piacimento o chiude interi settori dell’economia senza curarsi degli investitori stranieri. Non si è parlato davvero di antitrust e regolazione dell’innovazione, nonostante le decine di indagini aperte a cavallo dell’Atlantico. È meglio concentrarsi su quel che si può fare rispetto a ciò su cui comunque non si possono raggiungere risultati, dice saggiamente Colao.

Del resto, questi vertici diplomatici servono anche a far conoscere le persone che poi devono prendere decisioni critiche in tempi rapidi ed evitare che eventuali problemi possano diventare crisi globali. Le dichiarazioni finali vengono lavorate con il cesello della diplomazia e negoziate per non offendere nessuno: dunque spesso finiscono per essere parole di buon senso sulla pace nel mondo. Obiettivo condivisibile. Più delle dichiarazioni contano gli incontri, i caffè, le chiacchiere. Ma al G20 semi-virtuale dell’epoca Covid non tutte le delegazioni sono presenti. Stati Uniti, India, Cina e Russia sono collegate da remoto, e da remoto le chiacchiere stanno a zero. Quando la discussione diventa più serrata, quando bisogna proprio rispondere a una domanda, come al G20 sul cambiamento climatico di Napoli, non si riesce a evitare lo scontro.

Il paradosso esposto plasticamente dal G20 sull’innovazione e il digitale, a volerlo osservare, riguarda dunque il ruolo degli Stati. La pandemia ha gonfiato i bilanci pubblici di debito (debito buono, come dice Mario Draghi: speriamo), e rimpinzato gli Stati di nuovi oneri e compiti. Nella crisi pandemica gli Stati ci dicono (implicitamente o meno) se possiamo viaggiare, ristrutturare casa, assumere o licenziare. Gli Stati indagano sulle aziende che diventano troppo grandi. Ma poi le carte le danno, in democrazia, proprio le multinazionali. Dove non c’è democrazia, le multinazionali danno le carte che lo stato consente loro di dare.

E dunque, soprattutto in Italia, il vero compito dello Stato sempre più grande sembra quello di diventare infrastruttura, invisibile, grande ma non ingombrante. Controllore ma non freno agli investimenti (anche se esteri), digitale per permettere alle aziende di lavorare (e dunque assumere). Regolatore su big tech ma senza caccia alle streghe, nel tentativo di costruire qui il prossimo big tech.

Colao cita le sandbox per l’innovazione, scatole legislative che permettono di sperimentare nuovi modelli economici senza attendere anni: quella sul fintech è entrata in vigore poche settimane fa in Italia. Ma i limiti all’innovazione sono molto più spesso legati a carenza di competenze digitali e fondi facili: il venture capital italiano corre rispetto a poco fa ma fa sorridere per dimensioni se comparato con paesi simili per storia e ambizione. Nella ricerca del nuovo equilibrio gli Stati fanno grandi passi avanti, ma per avere successo devono programmare silenziosi passi indietro.

Post scriptum. Nella fretta necessaria dei grandi vertici, pochi dei ministri si saranno chiesti dove mai fossero finiti, in quei magazzini portuali del Porto Vecchio di Trieste. I magazzini, oggi divenuti centro congressi, sono un simbolo: i primi a usufruire del regime di porto franco (tax free in un mondo di dazi) dal 1719, sono stati chiusi a fare la muffa negli ultimi decenni, nell’attesa che lo Stato e la città decidessero di riaprirli. La mano pubblica, niente affatto invisibile, li ha tenuti chiusi. Ora timidamente pensa a che farne. Solo se saprà riaprirli al mercato, alla libera impresa, i magazzini porteranno sviluppo. Così va, anche per il magazzino Italia.