L'agenda della parità di genere
di Linda Laura Sabbadini , di Linda Laura SabbadiniDi un'agenda trasformativa globale per la parità di genere c'è assoluto bisogno. Il G20 non ha mai tenuto una ministeriale sull'empowerment femminile. Per questo la Conferenza internazionale di Santa Margherita Ligure, organizzata dalla ministra Elena Bonetti, assume una rilevanza particolare. È la prima volta che succede. E non sarà l'ultima. E allora dobbiamo volare alto. Prepararci ad un grande salto.
Abbiamo la necessità di un cambiamento culturale in tutti i Paesi del G20. Di una forte battaglia contro gli stereotipi di genere. Serve una strategia formativa adeguata che parta dalle scuole primarie. Agisca sui libri di testo, rimuova i condizionamenti nei ruoli su bimbi e bimbe, si attivi per la visibilità delle donne nella storia, avvicini di più le bimbe alle materie scientifiche e all'educazione finanziaria. Fino all'università, con materie obbligatorie, in tutti i corsi di laurea, sugli stereotip…
Di un'agenda trasformativa globale per la parità di genere c'è assoluto bisogno. Il G20 non ha mai tenuto una ministeriale sull'empowerment femminile. Per questo la Conferenza internazionale di Santa Margherita Ligure, organizzata dalla ministra Elena Bonetti, assume una rilevanza particolare. È la prima volta che succede. E non sarà l'ultima. E allora dobbiamo volare alto. Prepararci ad un grande salto.
Abbiamo la necessità di un cambiamento culturale in tutti i Paesi del G20. Di una forte battaglia contro gli stereotipi di genere. Serve una strategia formativa adeguata che parta dalle scuole primarie. Agisca sui libri di testo, rimuova i condizionamenti nei ruoli su bimbi e bimbe, si attivi per la visibilità delle donne nella storia, avvicini di più le bimbe alle materie scientifiche e all'educazione finanziaria. Fino all'università, con materie obbligatorie, in tutti i corsi di laurea, sugli stereotipi di genere. Perché per combattere i pregiudizi l'unica strada è far crescere la consapevolezza della loro esistenza e della loro riproduzione spesso inconsapevole. Anche attraverso i mass media.
Sarebbe molto importante che si esprimessero prima le ministre poi i leader del G20, dandosi un obiettivo concreto e puntuale: un piano da varare in tutti i Paesi contro gli stereotipi di genere entro tre anni, come proposto da Women20.
La ministeriale del Lavoro di Catania guidata dal ministro Orlando ha varato una importante road map su aumento dell'occupazione femminile e miglioramento della qualità del lavoro femminile. Questa migliorerà se una parte del lavoro non retribuito a carico delle donne si redistribuirà nella coppia e nella società tramite i servizi. Se si svilupperanno azioni per ridurre precarietà, irregolarità, gender pay gap, part time involontario.
È importante assumere la road map di Catania nella dichiarazione finale dei leader. Così si supererà l'ambiguità dell'obiettivo che ci si era dati in Australia nel 2014 sulla parità di genere che non faceva riferimento esplicito all'occupazione femminile. L'obiettivo era ridurre entro il 2025 del 25% il gap di genere nei tassi di attività femminili. Ma "attività", popolazione "attiva" è la somma di occupati e disoccupati. Quell'obiettivo può essere raggiunto anche solo con la crescita delle disoccupate. Serve una crescita dell'occupazione femminile in tutti i settori, trainata da un investimento formativo, nell'accesso al credito, nell'imprenditoria femminile, nell'accesso e utilizzo avanzato delle nuove tecnologie.
Nei ruoli decisionali in economia, politica e in tutti i settori permane un monopolio maschile che, come tutte le situazioni di monopolio, è nocivo per la crescita. L'assunzione comune dell'estensione di un sistema di quote antimonopolio maschile e di valorizzazione dei talenti femminili è fondamentale sia per il settore pubblico che per quello privato. Significa fare della diversity una ricchezza, e un volano di crescita.
È importante che la road map sull'uguaglianza di genere, allegata alla dichiarazione dei leader, si esprima su tutte le questioni strategiche per la parità di genere e non solo sul lavoro. Medicina di genere, perché uomini e donne sono diversi, e la ricerca deve svilupparsi con sperimentazioni che favoriscano terapie adeguate per ciascun sesso. Vaccini termostabili. Lotta contro tutte le forme di violenza contro le donne, anche quella su web. Gender procurement per favorire con punteggi premianti negli appalti pubblici le imprese che hanno maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali. Valutazione di impatto di genere delle politiche. Usiamo tutti gli strumenti possibili.
Ricordandoci che "finché non risolveremo il tema dell'empowerment femminile nel mercato del lavoro la trappola della stagnazione del Pil italiano non si risolverà". Lo afferma uno studio Ambrosetti sulla situazione italiana prodotto per il ministero delle Pari opportunità. E non vale solo per noi.
Linda Laura Sabbadini è direttora centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat