✕

Il dovere di smantellare le reti dell'odio

Ascolta l'audio

Dopo le aggressioni No Vax a giornalisti e scienziati
2 minuti di lettura

La progressione degli attacchi violenti contro i giornalisti e i virologi più impegnati contro il Covid, la loro crescente virulenza, la trama organizzativa che si intuisce dietro questa offensiva, disegnano una sfida che non è più possibile sottovalutare. È un salto di qualità di cui va preso atto e bene ha fatto la ministra Lamorgese, dopo l’aggressione al nostro Francesco Giovannetti, a convocare il centro di coordinamento sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. E’ un primo passo, sicuramente utile. Ma non basta. Perché la risposta dello Stato deve essere all’altezza della minaccia. Basta scorrere le cronache degli ultimi giorni: l’assalto alla redazione del Giornale, la distruzione squadrista al gazebo dei Cinque Stelle, le aggressioni ai colleghi di Rainews24 e Fanpage Antonella Alba e Saverio Tommasi, oggetto di intimidazioni anche fisiche, così come la caccia all’uomo all’infetti…

La progressione degli attacchi violenti contro i giornalisti e i virologi più impegnati contro il Covid, la loro crescente virulenza, la trama organizzativa che si intuisce dietro questa offensiva, disegnano una sfida che non è più possibile sottovalutare. È un salto di qualità di cui va preso atto e bene ha fatto la ministra Lamorgese, dopo l’aggressione al nostro Francesco Giovannetti, a convocare il centro di coordinamento sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. E’ un primo passo, sicuramente utile. Ma non basta. Perché la risposta dello Stato deve essere all’altezza della minaccia. Basta scorrere le cronache degli ultimi giorni: l’assalto alla redazione del Giornale, la distruzione squadrista al gazebo dei Cinque Stelle, le aggressioni ai colleghi di Rainews24 e Fanpage Antonella Alba e Saverio Tommasi, oggetto di intimidazioni anche fisiche, così come la caccia all’uomo all’infettivologo Matteo Bassetti e le minacce pesanti a Fabrizio Pregliasco. Fino al vigliacco pestaggio di Giovannetti, compiuto da un energumeno che in casa aveva anche armi da fuoco. Sono tutti segnali precisi e univoci di una situazione che sta sfuggendo di mano.

Nelle chat su Telegram, il canale russo di messaggistica preferito dai No Vax/No Green Pass, si leggono incitazioni all’odio, al linciaggio fisico, inviti alla pubblicazione di indirizzi privati di casa e di telefoni degli odiati agenti della presunta dittatura “nazi-sanitaria”. Passare del tempo a scorrere questi messaggi è come immergersi in un delirio paranoico in cui la realtà viene ribaltata, ogni spiegazione scientifica cancellata e rifiutata come parte di una grande impostura tesa a limitare le libertà e, in ultima istanza, a instaurare un nuovo regime politico oppressivo. In questo abisso di teorie complottiste si distinguono per virulenza gruppi come “Basta dittatura”, che ha organizzato per domani il blocco delle stazioni dei treni contro il Green Pass, e altri come ViVi, che si esaltano per azioni (per ora) dimostrative contro i centri vaccinali. Alla base di tutto c’è la credenza che una grande coalizione composta da politici, media e la fantomatica Big Pharma stia spingendo il mondo libero verso il temuto NWO, un Nuovo Ordine Mondiale di ispirazione orwelliana. Si potrebbe ridere di queste follie, così simili alle panzane di QAnon, se non fosse che negli Stati Uniti da questo stesso brodo di coltura sono usciti i fanatici che hanno assaltato il Congresso, provocando 5 vittime. Le analogie sono evidenti, così come la matrice di estrema destra e i collegamenti con gruppi organizzativi che, in Italia, sono dichiaratamente neofascisti. A questi si sono uniti gruppi anarcoidi, schegge di sindacalismo di base, ex grillini delusi.


Ha ragione Matteo Bassetti quando dice che non è un problema di scorte, anche perché bisognerebbe proteggere personalmente centinaia di giornalisti, scienziati e medici. «Non voglio scorte, voglio che lo Stato punisca le persone che minacciano». Il tempo di lasciar correre è finito, la magistratura e la polizia conoscono le sorgenti dell’odio e dovrebbero iniziare a prosciugarle.
Ieri Giovannetti è tornato in redazione, con il volto tumefatto, a raccontarci cosa gli è successo andando a seguire la parata dei no Green Pass della scuola. Francesco è un professionista che in passato ha già “coperto” manifestazioni calde, ma non si aspettava questo livello di violenza in un presidio di professori e personale Ata. È il segno che la predicazione dell’odio ha fatto breccia anche in territori dove prima non arrivava. Ed è inquietante sapere che è proprio la scuola, alla vigilia di una complicata ripartenza, uno dei centri di questa marea montante. Per questo è bene agire subito dando un segnale chiaro che gli intolleranti non saranno più tollerati e le loro reti smantellate prima che succeda qualcosa di irreparabile, prima che qualche fanatico – credendosi avanguardia armata contro l’invasione dei rettiliani – passi all’azione. La responsabilità dovrebbe attraversare anche la coscienza di quei politici della Lega e di Fratelli d’Italia che scaldano la loro platea di follower ammiccando al mondo No Vax. Per non parlare di personaggi come Gianluigi Paragone, Sara Cunial o Davide Barillari, veri terminali dei complottisti anti vaccini nelle istituzioni, che alimentano ogni giorno di fake news i loro canali. Fino a ieri poteva sembrare solo colore politico, ma la sensazione è che la bestia sia scappando dalla gabbia degli apprendisti stregoni.