✕

Michetti, la destra delle corporazioni

Ascolta l'audio

Il candidato sindaco a Roma
2 minuti di lettura

Quando manca poco più di un mese alle elezioni amministrative, il mistero dell'avvocato Michetti, candidato delle destre a Roma, può dirsi risolto. L'enigma riguardava sia il personaggio sia le sue idee. Ma soprattutto le ragioni per cui era stato scelto proprio lui a rappresentare nella capitale d'Italia lo schieramento che i sondaggi indicano come maggioritario nel Paese. Si poteva immaginare che quest'uomo ignoto ai più avrebbe svelato via via un temperamento da combattente nonché una serie di proposte per la città, magari fuori dai canoni e in sintonia con la fisionomia indecifrabile del proponente.


Non è andata così finora e tutto lascia prevedere che non ci saranno grandi sorprese fino al giorno del voto. Quindi ecco la soluzione del mistero: Michetti è esattamente come si era palesato il primo giorno. Un uomo senza niente di speciale da offrire alla città, se non vecchie ricette riciclate come nuov…

Quando manca poco più di un mese alle elezioni amministrative, il mistero dell'avvocato Michetti, candidato delle destre a Roma, può dirsi risolto. L'enigma riguardava sia il personaggio sia le sue idee. Ma soprattutto le ragioni per cui era stato scelto proprio lui a rappresentare nella capitale d'Italia lo schieramento che i sondaggi indicano come maggioritario nel Paese. Si poteva immaginare che quest'uomo ignoto ai più avrebbe svelato via via un temperamento da combattente nonché una serie di proposte per la città, magari fuori dai canoni e in sintonia con la fisionomia indecifrabile del proponente.


Non è andata così finora e tutto lascia prevedere che non ci saranno grandi sorprese fino al giorno del voto. Quindi ecco la soluzione del mistero: Michetti è esattamente come si era palesato il primo giorno. Un uomo senza niente di speciale da offrire alla città, se non vecchie ricette riciclate come nuove, peraltro messe in campo senza troppa convinzione. Peraltro il candidato è molto attivo nel cercare i voti di tutte le corporazioni a cui garantisce protezione, a cominciare da quella dei tassisti. E poi il punto su cui è intransigente: nel dire un secco "no" a qualsiasi ipotesi, magari anche con l'apporto di capitali privati, che possa cambiare l'andazzo nel campo dei trasporti e della raccolta dei rifiuti, due dei principali buchi neri della vita quotidiana.


"Atac e Ama dovranno restare pubbliche. Andranno certamente ristrutturate e il personale motivato pianificando concreti progetti di sviluppo nei rispettivi settori. Chi pensa di fare di Ama e Atac quello che è stato fatto con Alitalia, ha sbagliato indirizzo". In altri termini, Michetti propone di continuare con la spesa corrente - rigorosamente pubblica - a finanziare il doppio disastro (in attesa di "concreti progetti di sviluppo"...). È la ricetta esatta del fallimento Alitalia, ma curiosamente il candidato ammonisce che chi vuole replicare il modello della compagnia aerea "ha sbagliato indirizzo". Messaggio bizzarro, ma con una sua chiarezza. Michetti s'impegna a tutelare le corporazioni e a non chiudere mai il rubinetto dello statalismo municipale. Su questo terreno si muove bene Virginia Raggi, con in più l'esperienza di cinque anni. E infatti non si può escludere che al secondo turno una parte dei suffragi della sindaca a Cinque Stelle possa migrare verso l'uomo della destra.


In sostanza Michetti potrebbe persino diventare il prossimo governatore del Campidoglio. Certo non è facile, perché il successo al primo turno non assicura che quel candidato sappia aggregare consensi decisivi nel ballottaggio. Michetti sembra l'uomo che ottiene il massimo al primo turno e nel secondo raccoglie, come si è detto, un po' di mondo "grillino" sparso. Difficilmente basterà. Tuttavia il punto è un altro. Quale immagine della destra proietta questa candidatura? Quale cultura amministrativa e di governo? Si parla di Roma, non di una cittadina dell'Italia profonda. Il sindaco di Roma vale molto più di un ministro come ambasciatore, diciamo così, di una certa idea della capitale e quindi dell'Italia. In Francia Parigi ha avuto come sindaco Chirac, già primo ministro e futuro presidente della Repubblica. Ci si poteva attendere che la destra volesse far leva sul Campidoglio per proiettare una propria idea vincente. Ma nessuno ci ha nemmeno pensato. Né Giorgia Meloni, né Salvini e forse nemmeno Berlusconi. E allora ecco Michetti, esecutore affidabile della volontà di altri.