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Afghanistan, le donne tradite di Kabul

Alcune donne manifestano a Herat, in Afghanistan (afp)

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Le promesse tradite dai nuovi padroni di Kabul
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A metà agosto, con la caduta di Kabul sotto il controllo dei talebani, in Afghanistan l'ordine della Repubblica islamica è crollato. Tuttavia, per il momento i talebani non hanno ancora introdotto un ordine costituzionale legittimato dalla popolazione. In altri termini, noi crediamo che abbiano conquistato il controllo militare del Paese, ma non quello politico.


All'inizio, e dopo aver assunto il pieno controllo militare, i talebani hanno dato prova di volersi impegnare per dar vita a un governo inclusivo nel quale ogni afghano possa ritrovarsi e vedersi rappresentato. Alcuni esponenti politici afghani, come l'ex presidente Karzai, Abdullah Abdullah e Ahmad Massud, hanno intrattenuto colloqui con i leader talebani dopo la caduta di Kabul per dar vita a un governo inclusivo e tutelare i diritti di base della popolazione, soprattutto quelli delle donne afghane. Purtroppo, però, questi sforzi non hanno portato a risultati tangibili.


I talebani hanno a…

A metà agosto, con la caduta di Kabul sotto il controllo dei talebani, in Afghanistan l'ordine della Repubblica islamica è crollato. Tuttavia, per il momento i talebani non hanno ancora introdotto un ordine costituzionale legittimato dalla popolazione. In altri termini, noi crediamo che abbiano conquistato il controllo militare del Paese, ma non quello politico.


All'inizio, e dopo aver assunto il pieno controllo militare, i talebani hanno dato prova di volersi impegnare per dar vita a un governo inclusivo nel quale ogni afghano possa ritrovarsi e vedersi rappresentato. Alcuni esponenti politici afghani, come l'ex presidente Karzai, Abdullah Abdullah e Ahmad Massud, hanno intrattenuto colloqui con i leader talebani dopo la caduta di Kabul per dar vita a un governo inclusivo e tutelare i diritti di base della popolazione, soprattutto quelli delle donne afghane. Purtroppo, però, questi sforzi non hanno portato a risultati tangibili.


I talebani hanno annunciato che formeranno un governo e che i politici che hanno lavorato per l'esecutivo precedente non potranno prendervi parte. Per i talebani inclusività politica equivale a dire che nomineranno alcuni personaggi (specialmente afghani di etnia non pashtun) per ricoprire alcune cariche di importanza marginale nel loro governo.


Per quanto riguarda la situazione attuale e il futuro delle donne afghane dopo il tracollo della Repubblica islamica dell'Afghanistan e la conquista del potere da parte dei talebani, vale la pena sottolineare che quello che hanno promesso, in relazione al rispetto e al mantenimento dei diritti delle donne, contrasta parecchio con quanto hanno fatto finora. I talebani avevano promesso di riconoscere i diritti delle donne afghane di frequentare la scuola, lavorare e partecipare alla vita politica e sociale. Per il momento, invece, non hanno mantenuto le promesse. Alle dipendenti pubbliche degli uffici governativi è stato detto di non presentarsi al lavoro fino a nuovo ordine. Perdipiù, per ora alle bambine è consentito frequentare soltanto la scuola elementare. I talebani avevano dichiarato che le ragazze afghane avrebbero potuto proseguire i loro studi fino all'università, ma frequentando classi esclusivamente femminili separate da quelle maschili. Un leader talebano aveva dichiarato che alle donne afghane sarebbe stato consentito lavorare nel governo, ma non in posizioni importanti come quelle di ministra o viceministra. Se il criterio con il quale ci si comporta nei confronti delle donne afghane non è giusto adesso, di certo non cambierà in futuro.


D'altra parte, alcuni gruppi di minoranza - in particolare l'etnia hazara e gli sciiti - sono sottoposti a grande tensione perché gli esponenti militari dei talebani esprimono, com'è loro consuetudine, tutto il loro odio verso quelle comunità. Di sicuro, per loro si prospetta un futuro quanto mai incerto.


È evidente che gli ultimi vent'anni di conflitto in Afghanistan hanno portato a un disastro umanitario, e che molti afghani sono rimasti uccisi, feriti, mutilati, vedovi, orfani o sfollati. Il Paese soffre per la povertà estrema, la disoccupazione e la pandemia di Covid 19. Pertanto, in Afghanistan c'è un bisogno enorme di aiuti umanitari tempestivi.


I talebani non hanno le capacità amministrative e tecniche atte a garantire i servizi di base alla popolazione. Anche il sistema finanziario del Paese è alla deriva da quando Kabul è caduta in mano loro e da quando il capitale umano e finanziario è scappato dal Paese.


Poiché i talebani hanno fallito nel dar vita a un governo inclusivo e nel tutelare i diritti di base e le libertà del popolo afghano, in particolare il diritto di votare e di essere eletti, a gran voce chiediamo alla comunità internazionale di non riconoscere i talebani a livello politico e di esercitare pressioni su di loro soprattutto in relazione a questioni fondamentali come i diritti umani e l'inclusività politica.

L'autrice di questo articolo è una donna afghana fuggita all'estero.
(Traduzione di Anna Bissanti)