Il crogiuolo del rancore
di Luigi Manconi , di Luigi ManconiÈ ragionevole ipotizzare che non uno degli otto “guerrieri” No Vax (così si autodefinivano sui canali social), abbia letto Il mistero del male di Giorgio Agamben; e che nessuno tra quelle tre donne e cinque uomini, abbia approfondito le pagine dello splendido Il lavoro dello spirito di Massimo Cacciari, pubblicato da Adelphi qualche tempo fa.
E questo dovrebbe immunizzarci, se non altro, dalla tentazione di attribuire nobili fonti di ispirazione agli intenti teppistici e alle mene delinquenziali dei No Vax indagati ieri: risparmiandoci, così, i danni intellettuali e morali che la sciagurata tesi dei “cattivi maestri” produsse tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Dunque, massima libertà di opinione e il più ampio e ricco confronto delle idee: e si limiti l’esercizio della repressione al solo contrasto delle manifestazioni di violenza e dei comportamenti di persecuzione e aggressione.
Se consideriamo che gli in…
È ragionevole ipotizzare che non uno degli otto “guerrieri” No Vax (così si autodefinivano sui canali social), abbia letto Il mistero del male di Giorgio Agamben; e che nessuno tra quelle tre donne e cinque uomini, abbia approfondito le pagine dello splendido Il lavoro dello spirito di Massimo Cacciari, pubblicato da Adelphi qualche tempo fa.
E questo dovrebbe immunizzarci, se non altro, dalla tentazione di attribuire nobili fonti di ispirazione agli intenti teppistici e alle mene delinquenziali dei No Vax indagati ieri: risparmiandoci, così, i danni intellettuali e morali che la sciagurata tesi dei “cattivi maestri” produsse tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Dunque, massima libertà di opinione e il più ampio e ricco confronto delle idee: e si limiti l’esercizio della repressione al solo contrasto delle manifestazioni di violenza e dei comportamenti di persecuzione e aggressione.
Se consideriamo che gli indagati non hanno precedenti penali e non sembrano avere legami con organizzazioni politiche di alcuna natura (solo per uno si parla di una qualche simpatia per il vecchio indipendentismo veneto), si può meglio inquadrare il fenomeno, sottraendolo alle comparazioni, francamente sgangherate, che lo hanno avvicinato addirittura al brigatismo rosso del secolo scorso. Nessuna, ma proprio nessuna, delle condizioni che resero possibile quella tragedia, si ripropone oggi: non il quadro economico e sociale, non le circostanze politico-istituzionali né, tantomeno, la congiuntura internazionale.
Ciò non significa escludere che possano verificarsi episodi criminali ai margini dell’“opposizione No Vax”, ma nulla a che vedere con la stagione di lutti degli anni Settanta del Novecento. Minacce, intimidazioni e anche violenze, possono manifestarsi proprio perché quello dei No Vax è, alla lettera, un crogiuolo. Un aggregato vischioso, fatto di molte pulsioni e umori, rivalse e allarmi, agglutinati intorno ad alcuni fattori essenziali.
Uno. Il rancore contro l’élite. Nell’epoca dei populismi, le élite sono, per così dire, potenzialmente tutti: chiunque disponga di una qualche porzione di potere (quello di far accedere o non far accedere a un tavolo di ristorante) e chiunque disponga di una qualche porzione di sapere (conoscenze su patologie, terapie, profilassi). Le élite, in primo luogo quelle politiche e quelle sanitarie, sono titolari delle informazioni e della loro diffusione e da ciò ricavano autorità e risorse. La contestazione nei loro confronti delegittima quelle informazioni e le qualifica come menzogne e come strumento di manipolazione delle masse.
Due. Il sospetto antiscientifico. I populismi, nella loro volontà di livellamento nichilista delle competenze e delle differenze, portano all’azzeramento delle responsabilità e delle conoscenze scientificamente fondate. Nel mondo artificiale e deformato del web Romina Power che parla di scie chimiche ed Eleonora Brigliadori di urinoterapia “valgono” quanto Massimo Galli che spiega come prevenire il contagio.
Tre. Il Complotto Universale. La pandemia e il contrasto alla pandemia, mobilitano immense risorse economiche. Già questo costituisce un irresistibile fattore di sospetto su “chi ci guadagnerà”. Alle persone sennate sembrerà una follia, ma i responsabili della Grande Trama Internazionale sono tutti lì, bell’e squadernati su migliaia di siti: da Bill Gates a Hillary Clinton, dai Rothschild a George Soros, con lo strascico sordido e lutulento dell’immaginazione guasta e paranoide di QAnon.
Nel web circolano centinaia di video che riprendono centinaia di omeri da cui pendono centinaia di monete, cucchiaini, persino forchette. Pendono, et voilà, non cadono, perché attratti magneticamente dal materiale ferroso che sarebbe stato inoculato, in quel braccio, attraverso il vaccino. Come stupirsi, se appena si ricorda che dell’attuale governo fa parte un sottosegretario che, a proposito dello sbarco degli americani sulla Luna, disse trattarsi di “un episodio controverso”.
Ma tutto questo, altrimenti risibile, acquista un peso rilevante perché, nel fondo dell’inconscio collettivo, si percepisce un panico antico, che non va in alcun modo sottovalutato: un sentimento ancestrale nei confronti di quell’atto misterioso e temibile che consiste nell’introdurre all’interno del nostro corpo qualcosa di estraneo. Per affrontare questo stato di angoscia, certo, non ci si può affidare all’obbligo vaccinale.