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Vaccini, la spinta di Biden

(ansa)

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La strada dell’obbligo
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"La nostra pazienza è arrivata al limite - dice Joe Biden rivolto ai circa 80 milioni di americani non ancora vaccinati - perché il vostro rifiuto sta costando caro a tutta la nazione". Dopo una partenza a razzo, che aveva coinciso con la breve "luna di miele" della sua presidenza, la campagna vaccinazioni è il vero Afghanistan di Biden. Mentre la ritirata da Kabul già svanisce nel ricordo degli americani e la politica estera torna ad occupare il ruolo marginale che ha quasi sempre avuto, sul binomio vaccino-ripresa si gioca davvero la credibilità di questa Amministrazione.

Perciò Biden fa una svolta decisionista e abbraccia quell'obbligatorietà che finora aveva preferito evitare. Immunizzarsi diventa obbligatorio per tutti i dipendenti federali, senza più neppure l'alternativa del tampone frequente.

È il modello dell'imposizione dura per il quale ha già fatto da apri…

"La nostra pazienza è arrivata al limite - dice Joe Biden rivolto ai circa 80 milioni di americani non ancora vaccinati - perché il vostro rifiuto sta costando caro a tutta la nazione". Dopo una partenza a razzo, che aveva coinciso con la breve "luna di miele" della sua presidenza, la campagna vaccinazioni è il vero Afghanistan di Biden. Mentre la ritirata da Kabul già svanisce nel ricordo degli americani e la politica estera torna ad occupare il ruolo marginale che ha quasi sempre avuto, sul binomio vaccino-ripresa si gioca davvero la credibilità di questa Amministrazione.

Perciò Biden fa una svolta decisionista e abbraccia quell'obbligatorietà che finora aveva preferito evitare. Immunizzarsi diventa obbligatorio per tutti i dipendenti federali, senza più neppure l'alternativa del tampone frequente.

È il modello dell'imposizione dura per il quale ha già fatto da apripista il Pentagono applicandolo alle forze armate. Viene esteso anche ai settori che ricevono finanziamenti federali, in alcuni campi della sanità e dell'istruzione: anche lì non ci saranno più scuse, i non-vaccinati rischiano procedimenti disciplinari fino al licenziamento (a meno di comprovate ragioni mediche, e forse qualche tolleranza per "obiettori di coscienza" religiosi, da definire senza eccessiva elasticità).

Biden estende la nuova politica dell'obbligo anche al resto del mondo del lavoro, per le aziende sopra i cento dipendenti. Oltre quella soglia scatta l'obbligo del vaccino, pena sanzioni per l'impresa stessa. Resta però - per il settore privato - l'alternativa di sottoporre i non vaccinati ad un tampone almeno ogni settimana. In realtà gran parte del settore privato non ha aspettato l'annuncio del presidente. Molto prima che Biden optasse per la linea dura, lo avevano fatto tante grandi imprese.

Le modalità variano, il punto in comune è questo: in America nel mondo del lavoro i rapporti di forze sono nettamente a favore delle imprese, quindi se il top management decide una regola i dipendenti che si ribellano rischiano il posto. Lo ha detto a chiare lettere una delle maggiori compagnie aeree, la United, al suo personale: vaccinatevi o cercatevi un altro lavoro. 

La sua concorrente Delta ha usato un metodo non meno robusto, infliggendo un prelievo mensile di duecento dollari ("sovrapprezzo di assicurazione sanitaria per il maggiore rischio malattia") ai non immunizzati. La Goldman Sachs ha esteso l'obbligo dell'inoculazione dai dipendenti fino ai clienti, se vogliono accedere ai suoi uffici. Il capitalismo privato quindi sta facendo la sua parte, già da molte settimane, però non è bastato. Anche perché una parte della forza lavoro continua ad avere l'opzione dello smart working e così può eludere controlli. A Downtown Manhattan, nella zona di Wall Street, il tasso di occupazione di certi uffici nel settore bancario e finanziario è ancora la metà rispetto al 2019.

Biden ha un sogno segreto: "Essere la Danimarca". Invidia il piccolo Paese scandinavo che sfiorando ormai i tre quarti della popolazione immunizzata ha eliminato qualsiasi tipo di restrizione, e può trattare il Covid come una "epidemia qualunque", dalla quale bisogna difendersi ma senza misure di emergenza. L'America non ha mai avuto lockdown duri, e tuttavia la psicologia umana supplisce a modo suo ai divieti normativi: la variante Delta ha visibilmente rallentato la ripresa economica.

Mentre in primavera e all'inizio dell'estate c'era stato un vero e proprio boom economico, adesso il vigore della crescita si attenua, il rimbalzo delle assunzioni è stato meno forte ad agosto. Viaggi, ristorazione, spettacoli e tempo libero tornano a perdere colpi, questi settori servono da termometro della paura, anche in quegli Stati Usa che impongono le loro varianti del Green Pass.

L'America non è diversa dall'Europa per le varie componenti culturali che alimentano la resistenza ai vaccini. Ci sono No Vax ideologici, di destra e di estrema sinistra, innamorati di teorie del complotto che vedono in arrivo una dittatura socialista oppure fascista, o paventano di essere cavie per Big Pharma. 

Poi ci sono tutte le zone grigie della paura, della diffidenza, del negazionismo, alimentate da falsi esperti, fake news, profeti in cerca di popolarità. La variante americana è nel federalismo spinto, che consente a molti governatori repubblicani di preannunciare una battaglia senza quartiere contro l'obbligatorietà del vaccino; sul modello di quella già in corso contro l'obbligo delle maschere nelle scuole pubbliche. 

La destra ha deciso di farne una bandiera valoriale, in nome della libertà, come a suo tempo per il diritto alle armi. Donald Trump si dibatte nelle contraddizioni, perché è costretto a sminuire il ruolo propulsivo che ebbe nella produzione iniziale dei vaccini. Biden è convinto che alla fine la sua linea pagherà, non appena si sarà raggiunta una soglia di immunità sufficiente a dare un nuovo colpo d'acceleratore alla crescita.