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Germania, fantasma rosso a Berlino

(reuters)
La Cdu contro i Paesi del Sud Europa
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I conservatori tedeschi continuano ad arrancare nei sondaggi dietro alla Spd di Olaf Scholz. E allora, per la Cdu/Csu, tanto vale giocarsi il vecchio spauracchio del candidato "rosso" e "alleato segreto" dei Paesi del Sudeuropa che vogliono succhiare soldi al povero contribuente tedesco. Come ha commentato su twitter Lucas Guttenberg, vicedirettore dell'Istituto Delors: "Peccato che la Cdu non riesca a resistere alla tentazione, nell'ultimo miglio di campagna elettorale, di solleticare riflessi anti europei per conquistare due voti in più".

Anche gli ultimi sondaggi dimostrano che la carta che la Cdu/Csu ha cercato di giocarsi a oggi, il rischio di "un'onda rossa", di un governo tra socialdemocratici, Verdi e Linke, non funziona. I tedeschi non ci credono o non sono particolarmente terrorizzati dalla prospettiva di un governo progressista. E sembrano aver capito che Scholz, che arriva dalla destra del partito, non ha alcuna i…

I conservatori tedeschi continuano ad arrancare nei sondaggi dietro alla Spd di Olaf Scholz. E allora, per la Cdu/Csu, tanto vale giocarsi il vecchio spauracchio del candidato "rosso" e "alleato segreto" dei Paesi del Sudeuropa che vogliono succhiare soldi al povero contribuente tedesco. Come ha commentato su twitter Lucas Guttenberg, vicedirettore dell'Istituto Delors: "Peccato che la Cdu non riesca a resistere alla tentazione, nell'ultimo miglio di campagna elettorale, di solleticare riflessi anti europei per conquistare due voti in più".

Anche gli ultimi sondaggi dimostrano che la carta che la Cdu/Csu ha cercato di giocarsi a oggi, il rischio di "un'onda rossa", di un governo tra socialdemocratici, Verdi e Linke, non funziona. I tedeschi non ci credono o non sono particolarmente terrorizzati dalla prospettiva di un governo progressista. E sembrano aver capito che Scholz, che arriva dalla destra del partito, non ha alcuna intenzione di fare un'alleanza con la Linke. Ma che deve tenersi quest'opzione aperta per non sedersi indebolito al tavolo con i Liberali. Così, negli ultimi giorni il capo della Csu, Markus Soeder, il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, e un pezzo grosso del partito come Friedrich Merz sono partiti all'attacco di Scholz con toni populisti e antieuropei che non si sentivano dai tempi della crisi greca.

In un'intervista all'Handelsblatt, Soeder ha accusato Scholz "di puntare agli eurobond e a un'Unione dei debiti". Il leader bavarese insinua che Scholz vorrebbe completare l'Unione bancaria con il fondo europeo dei depositi. Un'ipotesi che tutelerebbe anzitutto il fragile sistema bancario tedesco, ma che secondo Soeder "costringerebbe i risparmiatori tedeschi a garantire per le banche sfasciate del Sudeuropa". Il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, è andato ben oltre.

Al di là della nenia su Scholz che "vuole un'Unione europea dei debiti" in cui "i contribuenti, i pensionati e i risparmiatori tedeschi dovrebbero garantire in futuro per i debiti di altri", il capo dei conservatori ha accusato la Spd di volere "un'Unione sociale". "Significa che i lavoratori tedeschi finanzierebbero i servizi sociali di altri Paesi. L'Europa verrebbe sommersa da soldi tedeschi". Per fortuna, a quel punto anche il giornalista tedesco si è indignato: ma dice sul serio? E Ziemiak ha rincarato la dose. "Certo. I disoccupati rumeni o bulgari o di altri paesi europei verrebbero finanziati da un ingegnere elettroico di Wuppertal o dall'infermiera di Chemnitz".

Le posizioni espresse da Soeder e Ziemiak erano rimaste relegate finora alla destra del partito, espresse da figure come Friedrich Merz, l'ex arcinemico di Angela Merkel che si è opposto un anno e mezzo fa al Recovery Fund e non perde occasione per attaccare la Bce. Anche di recente l'ex manager di Blackrock ha detto che Scholz vuole "l'Ue dei debiti, l'euro debole e l'Unione bancaria". Finora erano sembrate posizioni elaborate da una minoranza della Cdu/Csu per coprirsi il fianco verso l'Afd. Ma se diventassero programma di un eventuale governo targato Laschet, ci sarebbe da preoccuparsi.