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Il rispetto di due libertà

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L’obbligo di Green Pass per il lavoro
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Inutile girarci intorno. Il super Green Pass ha una finalità ben precisa: spingere il più alto numero possibile di persone a vaccinarsi invece di prendere tempo aspettando che siano gli altri a vaccinarsi. Si utilizza una leva che ha già mostrato di essere efficace nella sanità e nella scuola: chi non si adegua verrà sospeso senza retribuzione (immediatamente nel privato, dopo cinque giorni nel settore pubblico). Ovviamente anche chi ha un tampone negativo fatto nelle ultime 48 ore può lavorare, ma è chiaro che fare i tamponi ogni due giorni è una soluzione alla lunga insostenibile, sia perché poco pratica sia perché ha costi non indifferenti (attorno a 200 euro al mese). Si poteva limitare il Green Pass a chi si è vaccinato (o ha comprovate ragioni mediche per non vaccinarsi), quasi equivalente all'obbligo vaccinale. Saggiamente a nostro avviso il governo per ora ha scelto di includere anche chi è…

Inutile girarci intorno. Il super Green Pass ha una finalità ben precisa: spingere il più alto numero possibile di persone a vaccinarsi invece di prendere tempo aspettando che siano gli altri a vaccinarsi. Si utilizza una leva che ha già mostrato di essere efficace nella sanità e nella scuola: chi non si adegua verrà sospeso senza retribuzione (immediatamente nel privato, dopo cinque giorni nel settore pubblico). Ovviamente anche chi ha un tampone negativo fatto nelle ultime 48 ore può lavorare, ma è chiaro che fare i tamponi ogni due giorni è una soluzione alla lunga insostenibile, sia perché poco pratica sia perché ha costi non indifferenti (attorno a 200 euro al mese). Si poteva limitare il Green Pass a chi si è vaccinato (o ha comprovate ragioni mediche per non vaccinarsi), quasi equivalente all'obbligo vaccinale. Saggiamente a nostro avviso il governo per ora ha scelto di includere anche chi è stato recentemente certificato negativo; altrettanto saggiamente il governo si è rifiutato di pagare i tamponi alla platea dei tamponisti seriali, come richiesto da segmenti della Lega e del sindacato.

È indubbio che condizionare lo svolgimento di certe attività al Green Pass riduce la libertà di scelta sul vaccino, per darci libertà in altre sfere (lavorare in sicurezza, andare al ristorante, al cinema, allo stadio, in prospettiva non dover indossare la mascherina). Dove inizia la libertà di non vaccinarsi e dove finisce quella di condizionare e mettere in pericolo la vita degli altri rifiutando di vaccinarsi è una questione etica, filosofica, e giuridica che non ha una soluzione ovvia e univoca. Per questo non abbiamo niente da aggiungere ai fiumi di inchiostro che sono stati versati sull'argomento.

Ci limitiamo a sottolineare un ulteriore motivo per cui l'intervento dello Stato è giustificato: molti di coloro che esitano a vaccinarsi hanno una percezione errata dei rischi che corrono vaccinandosi e non vaccinandosi. Sono rischi di ordini di grandezza molto diversi, ma in questo campo come in tanti altri sono poche le persone (e i politici) che hanno dimestichezza con i concetti di probabilità sottostanti.

I dati resi pubblici dall'Istituto Superiore di Sanità ci dicono che tra i non vaccinati più di 7 persone al mese su 1000 vengono contagiate contro 1 su 1000 tra i vaccinati. Le differenze nel rischio di essere ospedalizzato o di finire in terapia intensiva sono ancora più forti, e particolarmente marcate in certe fasce di età: per esempio l'incidenza dei ricoveri in terapia intensiva tra i quaranta e sessanta anni è quaranta volte maggiore tra i non vaccinati che tra i vaccinati con doppia dose.

L'obiezione degli oppositori del vaccino è che anche vaccinarsi comporta dei rischi legati agli effetti collaterali. Ma anche in questo caso chi sostiene questa tesi non ha idea delle probabilità in gioco. L'Agenzia Italiana del Farmaco raccoglie tutte le segnalazioni di effetti avversi riscontrati dopo la somministrazione del vaccino. Prendiamo le segnalazioni di morti nell'ultimo mese per cui sono disponibili i dati, 57 in tutto. Una frazione minima, il 3,5 percento, di tutte le morti segnalate dall'inizio della campagna è stata dichiarata correlabile al vaccino: quindi nell'ultimo mese possiamo pensare che ci siano state due morti collegabili al vaccino.

Ma esageriamo e assumiamo pure che tutte le 57 morti segnalate nell'ultimo mese siano state causate dal vaccino, uno scenario irrealistico ed enormemente distorto a sfavore del vaccino, e proviamo ad attribuirle alla popolazione tra i sessanta e ottanta anni con doppia vaccinazione. In questa fascia di età, l'incidenza dei decessi per Covid tra i non vaccinati era nell'ultimo mese 25 volte superiore a quella dei vaccinati con ciclo completo.

Anche attribuendo tutti i morti segnalati all'Aifa agli effetti del vaccino (come abbiamo detto una ipotesi assurda), l'incidenza dei decessi tra i non vaccinati rimarrebbe tredici volte superiore a quella tra i vaccinati con ciclo completo. Non c'è numero che possa convincere i No Vax complottisti; ma se attivisti e politici scettici o attendisti prendessero coscienza di questi numeri, in molti cambierebbero idea.