L'Organizzazione mondiale della sanità indica la diffidenza verso i vaccini come una delle dieci principali minacce contemporanee alla salute pubblica. Un corposo articolo sull'ultimo numero della Annual Review of Public Health si intitola Vaccine Hesitancy, Acceptance, and Anti-Vaccination: Trends and Future Prospects for Public Health. Si conclude con una bibliografia specialistica di 150 voci.
Sì, perché ormai il problema ha un nome ufficiale, ed è ovviamente inglese: vaccine hesitancy and refusal, cioè quando di fronte all'indicazione medica di farsi vaccinare la persona esita, posticipa, addirittura rifiuta. Una cosa di pochi, ma non da poco, con effetti su tutti.
Ma il più struggente allarme dalla galassia No Vax è quello dei genitori che rifiutano di far vaccinare i figli. Non accade da oggi: risalgono all'Ottocento vignette con madri che strappano i piccini dalle spire del drago vaccinante.
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L'Organizzazione mondiale della sanità indica la diffidenza verso i vaccini come una delle dieci principali minacce contemporanee alla salute pubblica. Un corposo articolo sull'ultimo numero della Annual Review of Public Health si intitola Vaccine Hesitancy, Acceptance, and Anti-Vaccination: Trends and Future Prospects for Public Health. Si conclude con una bibliografia specialistica di 150 voci.
Sì, perché ormai il problema ha un nome ufficiale, ed è ovviamente inglese: vaccine hesitancy and refusal, cioè quando di fronte all'indicazione medica di farsi vaccinare la persona esita, posticipa, addirittura rifiuta. Una cosa di pochi, ma non da poco, con effetti su tutti.
Ma il più struggente allarme dalla galassia No Vax è quello dei genitori che rifiutano di far vaccinare i figli. Non accade da oggi: risalgono all'Ottocento vignette con madri che strappano i piccini dalle spire del drago vaccinante.
I fantasmi vaccinali continuano a turbare i sonni delle famiglie anche oggi: quello contro la pertosse provoca danni cerebrali, c'è un legame tra vaccinazione Mpr (morbillo, parotite, rosolia) e autismo infantile, il vaccino anti-Hpv danneggia l'organismo!
Ancora una volta è utile riconoscere le diverse tipologie di genitori No Vax: apprensivi, angosciati, ideologici, male informati, antimedici arrabbiati, medicalmente alternativi. E soprattutto riconoscere e intercettare (con l'aiuto di pediatri e psicologi) le loro titubanze e i pregiudizi. Quali sono i principali motivi della sospettosità dei genitori? Gli studi del settore indicano: a) presenza di false credenze, di tipo magico o politico, su forze negative che complottano contro le nostre vite; b) sfiducia nella medicina; c) esperienze negative col sistema sanitario; d) insofferenza per le prescrizioni e gli obblighi; e) preoccupazione fobica che vede il vaccino come una sostanza "viva e pericolosa" iniettata nell'organismo e lo contamina; f) ma anche, più concretamente, avversione per gli aghi (alcune ricerche riportano una correlazione tra "ipersensibilità agli aghi" e evitamento delle cure mediche, tanto da farci pensare che un vaccino assunto per bocca potrebbe incontrare un tasso minore di resistenza).
C'è un fatto in più da considerare: in un clima di diffusa incertezza, la decisione di far vaccinare i figli diventa, da routine sanitaria protettiva, una scelta particolarmente carica sul piano emotivo. Proprio questo ipercoinvolgimento potrebbe spingere alcuni genitori a polarizzare lo sguardo sugli effetti collaterali del vaccino e non su quelli protettivi per sé e per la comunità. Da qui il timore di danneggiare il figlio e paradossalmente la rinuncia a proteggere la sua salute. Per contenere queste distorsioni figlie della paura, del pregiudizio e della credulità è indispensabile un'informazione, pubblica e scolastica, adeguata, pacata e continua.
Ancora una volta non possiamo che evocare il tema della "fiducia epistemica", cioè del nostro rapporto con le informazioni che provengono da fonti che dovremmo considerare autorevoli.
In questo caso non riguarda solo il rapporto tra cittadino e Stato, ma anche, tornando così al primo contesto in cui tale costrutto è stato studiato, tra figli e genitori. È proprio in famiglia infatti che bambini e adolescenti imparano a fidarsi e affidarsi a chi ha la competenza, sviluppando così quella fiducia solidale che, da grandi, dovranno riporre nelle relazioni e nella comunità, ma anche nella scienza e nelle istituzioni.
I pregiudizi vaccinali dei genitori compromettono lo sviluppo della fiducia di base, ma anche la costruzione dei legami tra pari se è vero, come mi racconta un'adolescente, che non essere vaccinata la fa sentire emarginata. Come ha affermato Matteo, il 17enne di Firenze che ha fatto causa ai genitori No Vax: "Voglio vaccinarmi per essere libero".
Vaccinare i figli contro il Covid, quando indicato, non è solo educarli alla responsabilità in pandemia, è anche creargli anticorpi contro l'individualismo e certe sue forme di autoisolamento astioso e spaventato.