Caro-energia e inflazione, le nubi nere sull'economia
di Roberto Mania , di Roberto ManiaC'è un legame tra la decisione del premier Mario Draghi di approvare la legge delega per la riforma del fisco - nonostante la scomposta e plateale opposizione della Lega di Salvini - e l'allarme lanciato dal ministro dell'Economia, Daniele Franco, sul rischio che la ripresa economica possa essere frenata dall'impennata dei prezzi sui mercati dell'energia. Il filo che li tiene insieme è la consapevolezza che lo scenario economico possa rapidamente cambiare. In peggio.
Ci sono diversi segnali perché ciò accada: la ripresa dell'inflazione, l'interruzione delle forniture di alcune materie prime e di semilavorati strategici nelle nuove catene del valore come sono i semiconduttori, le tensioni geopolitiche sul fronte dell'approvvigionamento energetico, la montagna di debito pubblico che il mondo ha accumulato per fronteggiare la pandemia, la tentazione delle Banche centrali a tornare dentro i binari di una politica monetar…
C'è un legame tra la decisione del premier Mario Draghi di approvare la legge delega per la riforma del fisco - nonostante la scomposta e plateale opposizione della Lega di Salvini - e l'allarme lanciato dal ministro dell'Economia, Daniele Franco, sul rischio che la ripresa economica possa essere frenata dall'impennata dei prezzi sui mercati dell'energia. Il filo che li tiene insieme è la consapevolezza che lo scenario economico possa rapidamente cambiare. In peggio.
Ci sono diversi segnali perché ciò accada: la ripresa dell'inflazione, l'interruzione delle forniture di alcune materie prime e di semilavorati strategici nelle nuove catene del valore come sono i semiconduttori, le tensioni geopolitiche sul fronte dell'approvvigionamento energetico, la montagna di debito pubblico che il mondo ha accumulato per fronteggiare la pandemia, la tentazione delle Banche centrali a tornare dentro i binari di una politica monetaria meno accomodante, l'incertezza, infine, che condiziona, di conseguenza, le scelte di imprese e famiglie.
L'economista americano Nouriel Roubini, lo stesso che prima di altri vide la grande recessione del 2008, ha già parlato di una nuova stagflazione, quel mix micidiale fatto di stagnazione economica e crescita dell'inflazione che intrappolò le economie negli anni Settanta e allargò, inasprendolo, il conflitto sociale.
Draghi ha scelto di tirare dritto di fronte alle rimostranze leghiste sulle linee per la "riformulazione" del catasto (così l'ha declassata il presidente del Consiglio togliendole subito la patente di riforma) guardando in particolare al nuovo vincolo esterno europeo. Gli impegni presi con il Recovery Plan, che ci consentono di accedere ad oltre 200 miliardi di euro fino al 2026, devono essere rispettati, nel merito e nei tempi programmati. Le riforme promesse non solo devono essere approvate ma devono essere realizzate. E quella del fisco è una di queste.
Tra i capricci post-elettorali di Salvini e la difesa della credibilità del governo in Europa, l'ex banchiere centrale ha optato per la seconda. Perché si sbaglia davvero a sottovalutare il fatto che l'affidabilità dell'Italia (prima beneficiaria delle risorse del Next Generation Eu) sarà fondamentale per provare a piegare le resistenze tedesche (ma non solo) per rendere strutturale la condivisione del debito. È un passaggio delicatissimo, decisivo, per l'Italia e per l'Europa che nelle prossime settimane comincerà a discutere su come modificare, dopo lo shock del coronavirus, il vecchio e "stupido" Patto di Stabilità.
Ma per la nostra industria di trasformazione sarà decisivo anche quel che sta accadendo sul fronte dei prezzi energetici. L'incremento del costo dell'energia ha raggiunto livelli (quello del gas naturale, da cui dipende il prezzo dell'energia elettrica, è oltre il 100 per cento rispetto ad inizio anno) che possono tagliare le ali alla ripresa, spingendo i prezzi al consumo e, poi, le conseguenti rivendicazioni salariali da parte dei sindacati. La spirale prezzi-salari degli anni Settanta.
Questo è lo scenario teorico a breve in attesa che si compia e si completi - nel tempo - la transizione energetica. Ora è la ripresa a traballare. Non riguarda solo l'Italia, ma anche l'Italia che viene da un ventennio asfittico, proprio adesso che la sua crescita del Pil, al di là del rimbalzo dopo il crollo dell'8,9 per cento del 2020, stava dando i primi importanti segnali di consolidamento.
Le contromisure all'escalation dei prezzi andranno prese a livello europeo o internazionale, come ha detto il ministro Franco, ma intanto l'inverno dell'economia rischia di essere molto freddo.