Il tempo della politica cambia rapidamente. Il consenso non è mai stato così volatile come in questi ultimi dieci anni. I fattori esterni e internazionali sono sempre più determinanti. Non costituiscono solo la base o la condizione per una vittoria elettorale ma partecipano a definire la natura dei soggetti politici. La loro capacità di essere credibili, contemporanei e governanti. La destra in Italia, fino all'esplodere della pandemia e quindi alla sconfitta di Donald Trump negli Usa, si era affermata nelle urne perché la sua essenza era comprensibile per gli elettori.
Il contesto, però, è cambiato velocemente. È cambiato in tutto il mondo. La destra e il centrodestra italiano non si sono adeguati. Sono ripiombati in un guado da attraversare. Nella fase precedente non avevano bisogno di superarlo, ora invece devono passare da una sponda all'altra per individuare una nuova "ragione sociale": quella precedente,…
Il tempo della politica cambia rapidamente. Il consenso non è mai stato così volatile come in questi ultimi dieci anni. I fattori esterni e internazionali sono sempre più determinanti. Non costituiscono solo la base o la condizione per una vittoria elettorale ma partecipano a definire la natura dei soggetti politici. La loro capacità di essere credibili, contemporanei e governanti. La destra in Italia, fino all'esplodere della pandemia e quindi alla sconfitta di Donald Trump negli Usa, si era affermata nelle urne perché la sua essenza era comprensibile per gli elettori.
Il contesto, però, è cambiato velocemente. È cambiato in tutto il mondo. La destra e il centrodestra italiano non si sono adeguati. Sono ripiombati in un guado da attraversare. Nella fase precedente non avevano bisogno di superarlo, ora invece devono passare da una sponda all'altra per individuare una nuova "ragione sociale": quella precedente, oltre ad essere incoerente rispetto agli interessi del Paese, appare devitalizzata. Non sanno più cosa possano essere. O cosa debbano essere per presentarsi come forza di governo nei consessi globali.
Come spesso accade nel nostro Paese, la politica si trascina in una costante anomalia. Lo è, appunto, quella della destra che non riesce a conquistare una normalità. Eppure gli appigli cui agganciarsi sono a loro disposizione. Basterebbe guardare a Bruxelles. A quel che succede nel Parlamento e nel Consiglio europeo. Dovrebbero prendere atto che demagogia, sovranismo e populismo sono stati sconfitti dal Covid. Perché l'emergenza ha imposto una classe dirigente in grado di assumersi delle responsabilità e soprattutto di non farsi guidare dalle viscere della cittadinanza ma guidarla. La destra italiana ha, insomma, il compito di darsi una identità europea. Nell'Ue i parametri della politica ruotano intorno alle due grandi "famiglie" del Pse e del Ppe. Una sinistra "normale" e una destra o un centrodestra "normale". Non è un caso che anche Forza Italia abbia dovuto appellarsi ai popolari per avere un riconoscimento nel Vecchio Continente. Non si tratta solo di forma, perché senza quella accettazione si rischia la perenne marginalità dentro l'Unione europea. Lo dimostrano la Polonia e l'Ungheria. I loro premier e le loro strategie sono sistematicamente alla periferia dell'Ue. A un passo dall'espulsione. Pensare che Orbán e Morawiecki siano una traccia da seguire, significa rassegnarsi all'irrilevanza. Lo ha detto anche Silvio Berlusconi, in maniera colorita ma efficace. Inseguire la Polonia sulla supremazia del diritto nazionale su quello comunitario, come fa ad esempio la francese Le Pen, equivale ad accettare il recinto della non governabilità.
Fratelli d'Italia e Lega dovrebbero avere l'ambizione di incidere definitivamente un perimetro repubblicano, nel senso dei valori fondamentali della Repubblica. E tra questi l'europeismo ha ormai un posto in prima fila. Una parte del Carroccio, quella capitanata da Giancarlo Giorgetti, sembra averlo capito e volge costantemente lo sguardo al Ppe. Esattamente come si sta apprestando a fare il Movimento 5Stelle rispetto al Pse. Sarebbe utile al nostro sistema politico nel suo complesso. Comporterebbe il riconoscimento reciproco da parte degli avversari. In America, il senatore McCain - repubblicano fino al midollo - ha chiesto nel suo testamento di essere ricordato ai suoi funerali dal "collega" di partito Bush e da Barack Obama che lo aveva sconfitto alle elezioni presidenziali del 2008. Ecco la fisiologia della politica.
Una destra fatta di accondiscendenza euroscettica o di accettazione di posizioni antiscientifiche, come quelle sul vaccino o sul Green Pass, si ritroverà invece sistematicamente ai bordi del campo di azione. Relegata, nel migliore dei casi, nella testimonianza o nel folclore. Oppure condannata ad essere considerata inaffidabile a Bruxelles come a Washington.
Anche i popolari europei nel tempo sono cambiati. Ma l'àncora dell'europeismo ha consentito a quel partito di coinvolgere e amalgamarsi con soggetti inizialmente diversi. Angela Merkel ha governato la Germania per 16 anni e non certo con posizioni di sinistra. La Cancelliera dovrebbe essere un esempio anche in Italia. Una destra eurocomunitaria, sinceramente europeista e priva di tentazioni putiniane, renderebbe non solo la nostra politica ma anche il nostro Paese finalmente normale.