Grecia e Cina, Confucio nell'agorà di Atene
di Caterina Carpinato , di Caterina CarpinatoCosa ci fa Confucio nell'agorà di Atene? Semplice, dialoga con il suo omologo Socrate. Le loro statue si ergono l'una accanto all'altra, confrontandosi su pensieri oltre il tempo e lo spazio, ieratiche e amichevoli, come se si conoscessero da sempre. Il 16 settembre, per celebrare l'anno della cultura e del turismo fra Grecia e Cina 2021, si sono svolte - alla presenza dei due ministri, Lina Mendoni (Cultura e Sport) e Vasilis Kikilias (Turismo) e dell'incaricato di affari dell'Ambasciata cinese ad Atene - le cerimonie ufficiali per l'allestimento artistico che, d'ora in poi, in uno dei luoghi simbolo della capitale ellenica, sancirà anche iconograficamente, l'amicizia greco-cinese. Almeno così si intende raccontare.
Socrate (470-399) e Confucio (551-479 a. C.), ognuno nella sua terra e nel suo tempo, hanno espresso un pensiero filosofico che ha superato i confini territoriali e temporali, valicando anche quelli linguistici e …
Cosa ci fa Confucio nell'agorà di Atene? Semplice, dialoga con il suo omologo Socrate. Le loro statue si ergono l'una accanto all'altra, confrontandosi su pensieri oltre il tempo e lo spazio, ieratiche e amichevoli, come se si conoscessero da sempre. Il 16 settembre, per celebrare l'anno della cultura e del turismo fra Grecia e Cina 2021, si sono svolte - alla presenza dei due ministri, Lina Mendoni (Cultura e Sport) e Vasilis Kikilias (Turismo) e dell'incaricato di affari dell'Ambasciata cinese ad Atene - le cerimonie ufficiali per l'allestimento artistico che, d'ora in poi, in uno dei luoghi simbolo della capitale ellenica, sancirà anche iconograficamente, l'amicizia greco-cinese. Almeno così si intende raccontare.
Socrate (470-399) e Confucio (551-479 a. C.), ognuno nella sua terra e nel suo tempo, hanno espresso un pensiero filosofico che ha superato i confini territoriali e temporali, valicando anche quelli linguistici e culturali, per diventare patrimonio comune di conoscenza anche per le persone del Terzo Millennio dopo Cristo. Il dialogo fra le due civiltà più antiche del mondo (quella cinese e greca) non è stato ancora studiato in maniera sistematica, anche se da alcuni anni, in varie università americane, inglesi e cinesi, appaiono sempre più stimolanti il confronto e la disamina delle testimonianze culturali fra Oriente e Occidente, attraverso lo studio delle "tracce archeologiche" del pensiero antico nelle testimonianze storico-letterarie pervenute. Anche in Italia, in particolare a Cà Foscari, si stanno avviando i primi tentativi per analizzare le interconnessioni esistenti fra le due civiltà, in senso storico e diacronico.
Ma mentre gli studiosi si preparano a leggere i testi e i documenti con metodo scientifico, i politici, le imprese, gli artisti sono già in movimento per consolidare la percezione dell'antica "familiarità" fra Cina e Grecia. Il messaggio sembra questo: Cina e Grecia sono capaci di capirsi grazie alla loro storia culturale millenaria, che consente agli eredi dell'una e dell'altra civiltà di trovare codici comuni di interazione.
Su un piedistallo grigio, quindi, ad opera dell'artista cinese Wu Weishan, direttore del Museo nazionale dell'Arte cinese, i due filosofi antichi stabiliscono un dialogo ideale. Non è la prima volta che, attraverso monumenti simbolici, gli stranieri stabiliscono una conversazione attiva con la cultura greca antica. Nel 1951, ad esempio, la scuola archeologica americana aveva portato a termine una simile operazione ideologica-architettonica. Ai piedi dell'Acropoli - nella stessa agorà dove adesso si sono incontrati Confucio e Socrate - gli americani avevano ricostruito in marmo la stoà ellenistica di Attalo II, realizzando un edificio bianco, nuovo e perfetto, per regalarlo ai greci appena usciti dalla Guerra civile che aveva insanguinato il Paese alla fine della Seconda guerra mondiale. Quel monumento, ancora nuovo di zecca, stride con il suo candore tra le pietre consunte dal tempo, dall'incuria secolare e dalla fragilità della memoria e racconta una storia dei rapporti politici e culturali fra la Grecia e gli Usa. Adesso però, sono arrivati i due filosofi, a grandezza naturale, con lo sguardo rivolto verso un punto lontano, verso il futuro. Verso un futuro "antico", che solo la Grecia e la Cina possono creare insieme.
Le potenze occidentali e l'Europa hanno tradito la Grecia e l'hanno ridotta allo stremo con la crisi del passato decennio; il Paese ha pagato un prezzo sociale alto, soprattutto dipendenti pubblici, pensionati e giovani laureati che sono emigrati in massa. Ma anche turismo e imprese hanno subito contraccolpi. A sanare i debiti (privati e pubblici) sono arrivati loro, gli antichi "amici" cinesi, che hanno permesso ai greci di non rinunciare a un benessere faticosamente raggiunto. Adesso la situazione è cambiata: Atene ricomincia a pulse e la vita, pandemia permettendo, riprende. Nel 2022 a Pechino saranno inaugurate due mostre: "Greci: da Agamennone ad Alessandro Magno" e "Il mare nell'arte greca dall'antichità a oggi", perché il mare è da sempre, per i greci, la fonte principale delle operazioni economiche, perché gli armatori greci da anni costruiscono i mercantili nei cantieri navali cinesi, perché il porto del Pireo è stato acquistato dalla Cosco (China Ocean Shipping Company) fino al 2052.
La prossima estate, a Creta, nel museo archeologico di Iraklio, accanto ai resti della civiltà minoica, sarà possibile ammirare la mostra "Tesori melodiosi: riti e liturgie della dinastia Qing", in contemporanea con una mostra su Dedalo, il mitico architetto del labirinto.
All'interno del labirinto delle informazioni disponibili con un clic, nel disegno politico e culturale degli artisti e dei politici, tra gli interessi degli armatori e dell'industria turistica (e non solo), saremo in grado di decifrare il significato di questa amicizia antica fra i due eroi del pensiero classico, greco e cinese, e di percepirne la valenza? L'amicizia fra Grecia e Cina non è un recupero del passato, né un progetto per il futuro. È un fatto, concreto e visibile. È il presente sotto gli occhi di tutti.
Caterina Carpinato è Prorettrice alla Terza missione all'Università Cà Foscari di Venezia: oggi (martedì 12 ottobre) la conferenza di Glenn Most "From Athens to China and back"