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Italia-Francia, il gemellaggio tra Roma e Parigi e il fattore città

Parigi, una veduta della Torre Eiffel al tramonto (afp)

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Le due capitali hanno qualcosa da dire all'Europa e al mondo
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La cosa è poco nota, ma l'elezione del nuovo sindaco di Roma riveste anche una dimensione italo-francese, europea e perfino internazionale. Infatti, dal 30 gennaio 1956, Parigi e Roma sono unite da un gemellaggio esclusivo, che rappresenta un'eccezione assoluta. Le altre grandi capitali o metropoli spesso sono gemellate con molte città. Parigi e Roma no, perché "solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi". Questo gemellaggio ha un valore simbolico. Ma non solo: si è tradotto anche in alcune disposizioni che la maggior parte dei parigini e dei romani ignora. Per esempio, l'ingresso ai musei gestiti dal Comune di Roma è gratuito per i turisti parigini, e viceversa.


Tuttavia, la realtà concreta del gemellaggio si è ridotta con le ultime giunte che si sono succedute al Campidoglio, di Gianni Alemanno, Ignazio Marino e Virginia Raggi. Marino non ha potuto fare granché nel corso del s…

La cosa è poco nota, ma l'elezione del nuovo sindaco di Roma riveste anche una dimensione italo-francese, europea e perfino internazionale. Infatti, dal 30 gennaio 1956, Parigi e Roma sono unite da un gemellaggio esclusivo, che rappresenta un'eccezione assoluta. Le altre grandi capitali o metropoli spesso sono gemellate con molte città. Parigi e Roma no, perché "solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi". Questo gemellaggio ha un valore simbolico. Ma non solo: si è tradotto anche in alcune disposizioni che la maggior parte dei parigini e dei romani ignora. Per esempio, l'ingresso ai musei gestiti dal Comune di Roma è gratuito per i turisti parigini, e viceversa.


Tuttavia, la realtà concreta del gemellaggio si è ridotta con le ultime giunte che si sono succedute al Campidoglio, di Gianni Alemanno, Ignazio Marino e Virginia Raggi. Marino non ha potuto fare granché nel corso del suo breve mandato. Quanto ad Alemanno e Raggi, erano molto lontani politicamente dai due sindaci socialisti parigini, Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo.


Facendo parte del Pd, Roberto Gualtieri, se dovesse essere eletto, ha più carte in mano del suo avversario per riattivare il gemellaggio con Parigi. Bisogna tenere presente che un gemellaggio non è qualcosa di folcloristico e superficiale. Gli storici hanno dimostrato che i gemellaggi franco-tedeschi (più di 2.500, contro i 970 che esistono tra Francia e Italia) hanno avuto un'importanza considerevole per la riconciliazione tra due Paesi che si sono fatti tre volte la guerra. Influiscono anche sulle relazioni bilaterali che, come è noto, non si riducono all'azione degli Stati, ma sono determinate anche da una moltitudine di soggetti. Hanno preceduto il famoso Trattato dell'Eliseo del 22 gennaio 1963 fra Parigi e (all'epoca) Bonn, firmato dal generale de Gaulle e dal cancelliere Adenauer, un trattato che non solo ha segnato una sorta di matrimonio tra la Francia e la Germania (che come ogni matrimonio conosce momenti felici e crisi), ma ha dato una spinta alla moltiplicazione dei gemellaggi e più in generale al pieno sviluppo della cooperazione franco-tedesca.


Ora, le elezioni a Roma arrivano proprio quando è prevista, fra pochissimo, la firma del Trattato del Quirinale tra Francia e Italia, che suggellerà l'amicizia fra i due Paesi. Certo, la storia, spesso più complessa di quanto si dica, delle relazioni franco-italiane non è paragonabile a quella dei rapporti franco-tedeschi. Sta di fatto, comunque, che questo trattato è fondamentale. Non può restare un semplice documento scritto da celebrare a intervalli regolari. Dovrà vivere e per concretizzarsi dovrà essere fatto da tutti i protagonisti.


Sarà qui che il futuro sindaco di Roma potrà giocare un ruolo essenziale per rilanciare i rapporti con Parigi, non solo in una prospettiva bilaterale, ma anche europea e internazionale. Parigi e Roma hanno qualcosa da dire all'Europa e al mondo. E se queste due capitali rafforzeranno le loro relazioni, sarà tutta la politica dei gemellaggi tra città che verrà riattivata.


Tra Parigi e Roma sono tanti i cantieri che si possono lanciare o consolidare. In materia culturale, non solo per la ricchezza del patrimonio di entrambe ma per la creazione artistica, in tutti i campi: perché non pensare, per esempio, a residenze di pittori, scultori, scrittori, musicisti romani a Parigi e viceversa? Perché non contemplare coproduzioni cinematografiche, considerando l'esperienza di Roma in questo campo? In materia di istruzione e ricerca esistono già molte collaborazioni, ma possono essere rafforzate al livello dei licei (fra lo Chateaubriand a Roma e il Leonardo da Vinci a Parigi) e nell'ambito dell'insegnamento superiore con tutte le università romane e le loro omologhe parigine: perché, per esempio, non creare residenze studentesche per i parigini che vogliono studiare a Roma e, reciprocamente, alloggi a Parigi per i romani? Nel 2024 le Olimpiadi si disputeranno a Parigi e in futuro forse torneranno a Roma. Anche in questo ambito si possono immaginare forme di cooperazione sportiva tra atleti.

 

Infine, le due capitali sono molto diverse dal punto di vista amministrativo, urbanistico, economico e così via: ma tutte e due devono misurarsi con problemi simili, fra cui quello dei cambiamenti climatici. Numerosi studiosi ed esperti, ma anche gli eletti delle due città, sono in prima linea in questa lotta: pure qui si può pensare a riunioni e colloqui regolari per tracciare un bilancio delle esperienze in corso. Nell'interesse dei romani e dei parigini. Ma che interesserà anche gli europei e i tanti che vivono nelle grandi metropoli mondiali.


(Traduzione di Fabio Galimberti)