Parlano, ma non fanno niente", ha detto ieri la regina Elisabetta durante l'inaugurazione del Parlamento gallese. Stava commentando con il presidente dell'assemblea del Galles e con Camilla, la moglie di Carlo, la confusione e le incertezze che ancora regnano sulla conferenza sul clima prevista a breve a Glasgow, ed è sbottata. Non era certo sua intenzione farsi registrare dai microfoni di una diretta streaming.
Ma il "bla bla" che c'è da anni sul clima l'ha talmente irritata che, nonostante la sua proverbiale e impeccabile diplomazia, questa volta i toni sono stati inequivocabili. E quindici giorni dopo il discorso di Greta Thunberg alla conferenza Youth4Climate di Milano, adesso sembra lei la portavoce dell'insofferenza giovanile di fronte alle mille promesse vane che da anni vengono fatte dai politici di tutto il mondo per contrastare il cambiamento climatico.
Elisabetta potrebbe essere la bisnonna di Greta. Ma sull'inadeguatez…
Parlano, ma non fanno niente", ha detto ieri la regina Elisabetta durante l'inaugurazione del Parlamento gallese. Stava commentando con il presidente dell'assemblea del Galles e con Camilla, la moglie di Carlo, la confusione e le incertezze che ancora regnano sulla conferenza sul clima prevista a breve a Glasgow, ed è sbottata. Non era certo sua intenzione farsi registrare dai microfoni di una diretta streaming.
Ma il "bla bla" che c'è da anni sul clima l'ha talmente irritata che, nonostante la sua proverbiale e impeccabile diplomazia, questa volta i toni sono stati inequivocabili. E quindici giorni dopo il discorso di Greta Thunberg alla conferenza Youth4Climate di Milano, adesso sembra lei la portavoce dell'insofferenza giovanile di fronte alle mille promesse vane che da anni vengono fatte dai politici di tutto il mondo per contrastare il cambiamento climatico.
Elisabetta potrebbe essere la bisnonna di Greta. Ma sull'inadeguatezza della politica, l'anziana regina e la giovanissima militante la pensano nello stesso modo. Come se l'esperienza di Sua Maestà, che di ripartenze e di ricostruzioni ne ha vissute tante, entrasse in risonanza non solo con l'amore per il pianeta che provano le nuove generazioni, ma anche con l'insoddisfazione di Greta di fronte alla vacuità della politica.
Ormai sono anni che si assiste all'accumularsi di discorsi retorici e altisonanti sul clima, sulle politiche ambientali, sui diritti e sul lavoro. Sono anni che il "bla bla" risuona durante le campagne elettorali, le conferenze, i meeting, i congressi, le interviste sui media e le dichiarazioni di voto in Parlamento. Sono anni che la fiducia della gente viene tradita e che, con l'emergere progressivo della diffidenza, nessuno crede più a nessuno e la paranoia e il complottismo aumentano.
Parole, parole, parole. La politica non è più l'espressione della cura della casa comune e della responsabilità, quell'arte di scegliere dopo aver deliberato, quella capacità di andare fino in fondo nonostante il rischio di sbagliare. La politica di oggi non assomiglia nemmeno lontanamente a quella conosciuta dalla regina Elisabetta quando al potere c'era un uomo come Winston Churchill che non esitò mai nemmeno un istante ad assumersi la piena responsabilità di tutto ciò che faceva. Oggi, se c'è un problema, i colpevoli sono sempre gli altri. Oggi, ci si accontenta di raccontare fiabe e di promettere l'impromettibile. Parole, parole, parole.
Che sono senz'altro preziose, quando si tratta di nominare le mille sfumature della realtà oppure quando ci permettono di riattraversare il passato e di rielaborarne le fratture, liberandoci dal peso della vergogna. Parole che a tratti riescono pure a sfiorare il "mondo vero e inattengibile", come disse Nietzsche, trasformandolo in pura consolazione. Ma un conto sono le parole che raccontano, accompagnano, proteggono, curano. Altro conto sono i discorsi vuoti e le promesse vane di generazioni di politici che, nonostante dicano di appartenere a orizzonti valoriali differenti, paiono fatti con lo stampino.
Tra la regina Elisabetta e Greta Thunberg sembra essersi stretto un patto generazionale improbabile, ma simbolicamente fortissimo. Un patto che lega la generazione di alcuni bisnonni e alcune nonne a tanti nipotini e nipotine che rivendicano fatti, azioni, serietà e onore. E che sbatte in faccia alla generazione dei propri genitori tutta l'impotenza di chi, viziato e capriccioso, si è illuso che il mondo non fosse altro che un patrimonio da dilapidare.