Come tutto il mondo, compresi gli aspiranti regicidi, amo moltissimo la regina Elisabetta II tanto che guardo TikTok solo perché ce la mostra continuamente bimba, giovinetta, ragazza, donna, senior e bisbigliamolo tra di noi, vecchia vecchissima: senza offesa, e io lo posso dire quale sorella in decrepitezza, oltre tre anni più giovane, e si sa che dopo i novanta, contano le ore.
Però lei è lei, è una regina e una regina è: non un corpo ma una istituzione, un marchio, un simbolo. Un monarca sta sul trono d’Inghilterra e poi di Gran Bretagna dalla dinastia dei Cerdic (attorno all’anno 1000), a seguire di tutto, re Anglosassoni, re Normanni, re Blois, re Plantageneti, re e regine Tudor, re e regine Stuart con una parentesi repubblicana a seguito di re giustiziato, e poi re e regine Hannover, re e regine Sassonia Coburgo Gotha e infine re e regine Windsor: dinastie in passato impegnate a farsi fuori l’un con l’altra, ades…
Come tutto il mondo, compresi gli aspiranti regicidi, amo moltissimo la regina Elisabetta II tanto che guardo TikTok solo perché ce la mostra continuamente bimba, giovinetta, ragazza, donna, senior e bisbigliamolo tra di noi, vecchia vecchissima: senza offesa, e io lo posso dire quale sorella in decrepitezza, oltre tre anni più giovane, e si sa che dopo i novanta, contano le ore.
Però lei è lei, è una regina e una regina è: non un corpo ma una istituzione, un marchio, un simbolo. Un monarca sta sul trono d’Inghilterra e poi di Gran Bretagna dalla dinastia dei Cerdic (attorno all’anno 1000), a seguire di tutto, re Anglosassoni, re Normanni, re Blois, re Plantageneti, re e regine Tudor, re e regine Stuart con una parentesi repubblicana a seguito di re giustiziato, e poi re e regine Hannover, re e regine Sassonia Coburgo Gotha e infine re e regine Windsor: dinastie in passato impegnate a farsi fuori l’un con l’altra, adesso (almeno per ora) solo musi e liti in famiglia.
Le stirpi anche semiprincipesche sono tornate di moda, sempre per ragioni di letto e di corna, persino quella monegasca, anche un paio di nordiche e questi Windsor che ancora viaggiano senza sosta nel nostro immaginario impolverato. E infatti una nuova irresistibile serie animata di 12 puntate intitolata The Prince ci mostra il saccente biondino principino George che già si comporta da reuccio, il babbo William a letto con la moglie, il nonno Charles cui la bisnonna Elisabetta con corona urla «Tu non sarà mai re!». Senza contare per l’anno prossimo la quinta stagione di The Crown in cui Imelda Staunton, 65 anni, sarà la regina anziana.
Ma si può ricordare a una donna (o uomo del resto) e soprattutto a una regina, una età che nel suo saggio La vieillesse fa chiedere a Simone de Beauvoir, “Ma i vecchi sono esseri umani?”.
La rivista inglese dal titolo carinissimo, Oldie, che si rivolge ovviamente ai vecchi, ogni anno premia il miglior vegliardo (in passato il principe Filippo, l’artista David Hockney, dame Olivia de Havilland, l’attrice Leslie Caron) ha compiuto una gaffe irreparabile, proponendolo a lei, la regina: che lo meriterebbe, essendo una donna di massima resistenza non solo per gli anni ma per tutta una serie di fattacci privati e pubblici che avrebbero stroncato anche Wonder Woman o Vlad l’Impalatore.
Lei no, mai una lacrima, neanche per lo spettacolo universale del funerale del marito centenario, anche se l’informazione ha sentito il dovere di attribuirgliela, se no che vedova sei? Ovvio quindi che non poteva accettare la funebre onorificenza e lo ha fatto con la scusa gentile e la ferma reprimenda di non credere di averne i requisiti perché «si ha l’età che ci si sente». Geniale donna!
Che età si sentirà questa mia coetanea mentre io la sento pesantissima, un muro sempre più alto che mi separa giorno per giorno da tutto, le passeggiate, il tango, gli amici, l’opera, la porchetta, le letture prolungate, le nuotate, il supermercato, la truccatrice, i labirinti tecnologici, X Factor, gli specchi ecc. Per non parlare di ciò che era essenziale e quasi quasi non lo si ricorda più.
Certo una regina in questi tempi di scemenza imposta, in cui i reali servono ai gossip o a parlare di vestiti, vedi la povera Kate trattata come i Savoia sulle copertine delle riviste anni 50, non può cedere, deve arrivare Regina intatta sino al decesso, lutto atteso da chi ha già preparato la cerimonia funebre che, quando ci sarà, sarà l’evento di quel decennio.
Immagino, io invidiosa, la Regina al chiuso delle sue stanze, cacciati tutti i parenti che da lei si aspettano credo soprattutto una cosa, sorbire pozioni, sottoporsi a cure magiche, anche solo far ginnastica, beata lei: raccontarsi di sentirsi se non giovane, in una età senza tempo né limiti, per la Corona, per l’Inghilterra, per la famiglia turbolenta, per se stessa ovvio, e magari solo per dispetto, per vendicarsi di una vita che forse avrebbe voluto diversa. Io la guardo incantata, nei suoi meravigliosi abbigliamenti che le stanno benissimo, abito, soprabito, cappello, scarpe, borsa, tutto dello stesso colore pastello o squillante. Bella, una immagine per sempre.
E poi noi vecchi ondeggianti a chiederci invidiosi: come fa a camminare senza bastone, come riesce ad uscire da sola dall’automobile, nei suoi tanti noiosissimi impegni regali, senza una mano, un braccio di qualcuno che l’aiuti: l'etichetta lo sconsiglia e lei fa il suo dovere, e forse è vero, lei ha l’età che ha deciso di avere, senza limiti.