Per gli alberi lo spazio c’è
di Stefano Mancuso , di Stefano MancusoUna delle indicazioni finali del G20 di Roma ha riguardato l'esigenza di piantare 1000 miliardi di alberi per contrastare il riscaldamento globale. Una decisione attesa da molti e per la quale è sembrato valesse la pena festeggiare. Non accade tutti i giorni, infatti, di poter salutare una soluzione che abbia una seria possibilità di limitare il costante aumento della CO2 atmosferica. La misura, tuttavia, non è piaciuta a tutti.
Ai diffusi apprezzamenti, infatti, si sono aggiunte anche numerose critiche, che meritano di essere esaminate, non solo per il loro potenziale valore, ma anche perché emblematiche della difficoltà che ogni soluzione di contrasto al riscaldamento globale deve superare. Eccole qua:
1) Sul pianeta non c'è spazio per altri mille miliardi di alberi. Questa è la critica principale. Dove mettiamo questo iperbolico numero di alberi? C'è o non c'è lo spazio necessario? È…
Una delle indicazioni finali del G20 di Roma ha riguardato l'esigenza di piantare 1000 miliardi di alberi per contrastare il riscaldamento globale. Una decisione attesa da molti e per la quale è sembrato valesse la pena festeggiare. Non accade tutti i giorni, infatti, di poter salutare una soluzione che abbia una seria possibilità di limitare il costante aumento della CO2 atmosferica. La misura, tuttavia, non è piaciuta a tutti.
Ai diffusi apprezzamenti, infatti, si sono aggiunte anche numerose critiche, che meritano di essere esaminate, non solo per il loro potenziale valore, ma anche perché emblematiche della difficoltà che ogni soluzione di contrasto al riscaldamento globale deve superare. Eccole qua:
1) Sul pianeta non c'è spazio per altri mille miliardi di alberi. Questa è la critica principale. Dove mettiamo questo iperbolico numero di alberi? C'è o non c'è lo spazio necessario? È difficile rispondere in maniera secca. A seconda di come si voglia definire lo spazio disponibile, la risposta può variare da "ce n'è ben oltre il necessario" a "neanche per idea". Io sono convinto che, qualora volessimo farlo, sul pianeta ci sarebbe spazio per piantare ben oltre 1000 miliardi di alberi. Negli ultimi due secoli, dopotutto, ne abbiamo tagliati 2000 miliardi. Reintegrarne la metà non dovrebbe essere impossibile.
E, comunque, se anche le superfici libere non fossero sufficienti, potremmo sempre utilizzare, pur di raggiungere il nostro risultato, una piccola frazione dell'enorme estensione di terra utilizzata, direttamente o indirettamente, per l'allevamento animale. Oggi il 77% delle terre agricole è impiegata per l'allevamento del bestiame - si tratta di una superficie di circa 40 milioni di chilometri quadrati, quattro volte l'area degli Usa - mentre soltanto il 23% è destinato alla produzione di alimenti vegetali. Una gestione insensata, se si considera che gli allevamenti animali producono soltanto il 18% delle calorie e il 37% delle proteine totali consumate dall'umanità.
Ridurre, anche di poco, questa pantagruelica e ingiustificabile superficie a favore della messa a dimora di 1000 miliardi di alberi non farebbe altro che bene. Tale soluzione oltre a permetterci di disporre di superfici in eccesso per piantare i nostri alberi, avrebbe, inoltre, l'indubbio vantaggio di limitare le emissioni di CO2 prodotte dagli allevamenti animali, che al momento - lo ricorda la Fao - ammontano al 14,5 % di tutte le emissioni antropogeniche. Riassumendo, lo spazio c'è.
La critica 2) sembra meno rilevante. In sintesi, sostiene che piantare 1000 miliardi di alberi richiede moltissimo lavoro. Che dire? È vero. Lapalisse non potrebbe essere più d'accordo: piantare 1000 miliardi di alberi richiede non solo un enorme impegno, ma anche la risoluzione di colossali problemi di logistica e organizzazione. Ma anche la transizione da combustibili fossili a energie rinnovabili, qualora ci interessasse davvero attuarla, richiederebbe un colossale sforzo. Così come gigantesco sarebbe l'impegno per cambiare i nostri stili di alimentazione o per attuare qualunque altro intervento vi possa venire in mente mirato a ridurre davvero le emissioni di CO2. Insomma, pensare di contrastare un problema enorme come il riscaldamento globale senza tanto lavoro e impegno è, quantomeno, ingenuo.
3) La terza critica che viene sempre sollevata quando si tratta di piantare 1000 miliardi di alberi, suona più o meno così: "perché piantare 1000 miliardi di alberi, quanto dovremmo proteggere le foreste esistenti?". Immagino vi starete chiedendo, che c'entra? Non ne ho idea. So solo che le due cose viaggiano sempre insieme. Credo si tratti di un vecchio stratagemma retorico. Schopenhauer ne L'arte di avere ragione lo elenca al punto 18 sotto il nome di mutatio controversiae: spostare l'argomento su altre questioni. Ma chiunque abbia letto Schopenhauer non può cascarci. Quindi ci limiteremo a rispondere: piantiamo mille miliardi di alberi e proteggiamo le nostre foreste. Con molto impegno possiamo farcela.