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La lezione di Luigi Einaudi

Luigi Einaudi (1874 - 1961) 

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Ci sono molti modi per ricordarlo: attraverso la sua biografia e i suoi scritti. Oppure guardando al futuro e cercando idee e spunti nel suo pensiero e nelle sue azioni
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Ci sono molti modi di ricordare la figura di Luigi Einaudi. Si può innanzitutto ripercorrerne la biografia di straordinario protagonista di un'epoca. Gli anni della formazione scolastica e universitaria, da Savona a Torino. Gli anni dell'insegnamento universitario, a Torino, quando già giovanissimo copre la cattedra di Scienza delle Finanze all'Università, insegna Legislazione industriale al Politecnico e riceve l'incarico di Scienza delle Finanze all'Università Bocconi di Milano. E poi gli anni della vita politica, che inizia pienamente da quando, il 6 ottobre 1919, Einaudi è nominato senatore del Regno su proposta di Francesco Saverio Nitti ed è firmatario, insieme a Giovanni Gentile, del Manifesto del Gruppo nazionale liberale.

Non tutto procede in modo lineare. Con l'affermarsi della dittatura fascista, Luigi Einaudi interrompe l'attività politica e limita fortemente quella accademica. Nel 1925 firma il …

Ci sono molti modi di ricordare la figura di Luigi Einaudi. Si può innanzitutto ripercorrerne la biografia di straordinario protagonista di un'epoca. Gli anni della formazione scolastica e universitaria, da Savona a Torino. Gli anni dell'insegnamento universitario, a Torino, quando già giovanissimo copre la cattedra di Scienza delle Finanze all'Università, insegna Legislazione industriale al Politecnico e riceve l'incarico di Scienza delle Finanze all'Università Bocconi di Milano. E poi gli anni della vita politica, che inizia pienamente da quando, il 6 ottobre 1919, Einaudi è nominato senatore del Regno su proposta di Francesco Saverio Nitti ed è firmatario, insieme a Giovanni Gentile, del Manifesto del Gruppo nazionale liberale.

Non tutto procede in modo lineare. Con l'affermarsi della dittatura fascista, Luigi Einaudi interrompe l'attività politica e limita fortemente quella accademica. Nel 1925 firma il Manifesto degli Intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce. Nel 1943, alla caduta del fascismo, viene nominato rettore dell'Università di Torino. Dopo l'8 settembre ripara in Svizzera, dove resta in esilio fino al 9 dicembre 1944, mantenendo un'intensa corrispondenza con Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.

E infine gli anni di impegno nelle istituzioni. Nominato governatore della Banca d'Italia, Einaudi ricopre l'incarico dal 5 gennaio 1945 all'11 maggio 1948. Nel IV governo De Gasperi ricopre anche l'incarico di vicepresidente del Consiglio dei ministri e poi di ministro del Bilancio. Nel 1948 viene eletto Presidente della Repubblica, incarico ricoperto fino al 1955. Nel 1961 si spegne a Roma e viene seppellito a Dogliani il 2 novembre.

Nell'arco della sua vita l'Italia attraversa una profonda trasformazione, diremmo oggi strutturale. Da Paese agricolo e arretrato, attraverso due guerre mondiali, il fascismo e il miracolo economico, diventa un Paese moderno e una potenza industriale. Ed Einaudi accompagna queste trasformazioni con un'intensissima attività pubblicistica, che si estrinseca in ben 2.744 pezzi scritti per Il Corriere della Sera.

E dunque un secondo modo, egualmente interessante, di ricordare Luigi Einaudi è proprio attraverso un'analisi dei suoi scritti accademici, dei suoi articoli di giornale (su La Stampa, Il Corriere della Sera e l'Economist) e della ricchissima corrispondenza intrattenuta con tutti i principali economisti e intellettuali dell'epoca. La lettura di questi testi, da cui emerge un profondo credo liberale, va compiuta in filigrana con i cambiamenti nell'economia italiana ed europea, come si propone di fare l'Edizione Nazionale degli Scritti di Luigi Einaudi (presieduta da Terenzio Cozzi e pubblicata dalla Banca d'Italia) di cui è uscito in questi giorni il terzo volume. Questi scritti accompagnano lo sviluppo dell'economia italiana di cui si parlava poc'anzi.

Ma il modo più attuale di ricordare Einaudi, a mio parere, è guardando al futuro, cercando idee e spunti nel suo pensiero e nella sua azione. Oggi stiamo uscendo da una pandemia con un numero gravissimo di morti (ad oggi oltre 5 milioni a livello globale, 133.000 in Italia) con un debito pubblico e privato esploso a valori senza precedenti (296 mila miliardi di dollari), con serissimi focolai di inflazione in Usa e in alcuni Paesi europei, ma fortunatamente con un forte rimbalzo economico accompagnato da trasformazioni strutturali delle nostre economie. Con le cautele e le differenze del caso, tutto ciò è stato assimilato all'uscita da una guerra e in particolare dalla Seconda guerra mondiale. La gestione del debito con l'inflazione, e la grande stabilizzazione del 1947, una gestione condotta da Einaudi, di cui si parla poco, anche se è stata studiata in dettaglio da Marcello De Cecco e Francesco Giavazzi. E in seguito la costruzione di solide fondamenta per il miracolo economico e lo sviluppo successivo.

Per tutti e tre gli approcci al pensiero, all'azione e all'eredità intellettuale di Luigi Einaudi la Fondazione sta operando oggi lungo tre direttrici. L'edizione nazionale degli scritti di cui abbiamo parlato; un nuovo portale (www.fondazioneeinaudi.it) e una intensa attività di dibattito e ricerca che prosegue la tradizione di oltre mille borse di studio, assegnate negli anni. Per ricordare il Presidente guardando al futuro, venerdì 12 novembre si tiene a Torino, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la lezione del ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco su un tema attualissimo, particolarmente dopo l'esito a sorpresa della Conferenza delle Parti (Cop26) a Glasgow: sostenibilità finanziaria e sostenibilità ambientale.