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La giusta scelta di campo

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Le mosse del governo contro la pandemia
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Due grandi e positive novità arrivano dal Consiglio dei ministri che ieri ha varato le nuove e più severe regole anti-Covid. La prima è la chiara scelta politica che il governo ha voluto adottare, un vero e proprio cambio di passo: se è vero - come è - che il vaccino resta l'arma migliore per fronteggiare l'emergenza, non si può più chiedere pari sacrificio a chi si è vaccinato e a chi ha scelto di non farlo. La libertà a rischio non è quella di chi da settimane scende in piazza contro il Green Pass, spesso vaneggiando tesi antiscientifiche e complottistiche. La libertà conculcata sarebbe quella di chi, per colpa di una minoranza irresponsabile e irrazionale, si trovasse a pagare sulla propria pelle il conto di nuove restrizioni pur avendo fatto fino in fondo la propria parte nella lotta al virus.  

Un principio chiaro, rafforzato da provvedimenti che rappresentano di fatto un parziale lockdown …

Due grandi e positive novità arrivano dal Consiglio dei ministri che ieri ha varato le nuove e più severe regole anti-Covid. La prima è la chiara scelta politica che il governo ha voluto adottare, un vero e proprio cambio di passo: se è vero - come è - che il vaccino resta l'arma migliore per fronteggiare l'emergenza, non si può più chiedere pari sacrificio a chi si è vaccinato e a chi ha scelto di non farlo. La libertà a rischio non è quella di chi da settimane scende in piazza contro il Green Pass, spesso vaneggiando tesi antiscientifiche e complottistiche. La libertà conculcata sarebbe quella di chi, per colpa di una minoranza irresponsabile e irrazionale, si trovasse a pagare sulla propria pelle il conto di nuove restrizioni pur avendo fatto fino in fondo la propria parte nella lotta al virus.  

Un principio chiaro, rafforzato da provvedimenti che rappresentano di fatto un parziale lockdown per chi vuole sottrarsi allo sforzo collettivo in atto. Non può esserci pari dignità nel dibattito politico tra quella quota di popolazione che ha scelto di difendersi dalle conseguenze della ripresa del virus e quella che blatera di libertarismo mentre attenta alla vita altrui prima ancora che alla propria. L'unanimità raggiunta in Cdm sulle misure testimonia anche l'obiettivo, raggiunto, di non offrire sponde alle campagne No Vax che troppo spesso, lo ha giustamente sottolineato Mario Draghi in conferenza stampa, hanno trovato nelle divisioni politiche l'alibi per provare a boicottare o ignorare le leggi. Non criminalizzare la scelta di chi ha rinunciato a immunizzarsi - mossa comprensibile per provare a tenere sotto controllo per quanto possibile la frattura sociale nel Paese - non può significare garantire lassismo e tolleranza verso le forme di insubordinazione e, talvolta, eversione, che le frange più organizzate del movimento No Vax cercano di mascherare dietro il paravento della disobbedienza civile. Perché, di civile, in queste rivendicazioni c'è ben poco. Lo strapuntino di normalità che la campagna vaccinale ha garantito alle italiane e agli italiani in questi ultimi mesi deve essere difeso da questa aggressione che non può e non deve riportarci alle terapie intensive piene, agli anziani segregati nelle residenze, ai negozi chiusi, alle piazze vuote. Si tratta di un'aggressione subdola e pericolosa, dove si mescolano paure personali, ignoranza, anni di campagne oscurantiste e paranoiche ma anche derive politiche consapevolmente destabilizzanti, alimentate da dati falsi, mistificazioni e guru televisivi tanto improbabili quanto pericolosi per la patente di credibilità intellettuale che cercano di dare alle più scombinate tesi dietrologiche.  

 

E qui veniamo alla seconda positiva novità. In questi quasi due anni di pandemia abbiamo assistito spesso allo spettacolo delle istituzioni che si combattevano, si rimpallavano responsabilità e oneri, governo conto Regioni e viceversa, e in definitiva contribuivano ad alimentare scetticismo e disinformazione. Per la prima volta senza ambiguità si è visto un sistema Paese, uno slancio bipartisan incoraggiante. Il ruolo dei governatori - guidati da un presidente di Regione leghista, Massimiliano Fedriga - è stato decisivo nell'affermare il principio di realtà contro ogni tentazione propagandistica o di piccolo lucro personale e nel concertare con l'esecutivo le misure effettivamente necessarie per salvaguardare i risultati fin qui raggiunti, che significano vite salvate, posti di lavoro conservati o ricreati, scuole aperte, una vita sociale strappata alla sofferenze anche psicologiche, fin qui troppo sottovalutate, del lockdown. Uno sforzo di unità nazionale nella lotta alla pandemia era una delle condizioni che Sergio Mattarella ha posto alla base della nascita del governo Draghi. Ieri l'esecutivo si trovava davanti a un bivio e, pur tra i mille limiti che questa formula ha già mostrato in questi mesi, ha dimostrato insieme alle Regioni di saper tenere fede almeno alla ragione fondamentale della sua esistenza.