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Regaliamoci Caravaggio

Il 18 gennaio andrà all'asta il Casino dell'Aurora di Roma dove si trova l'affresco della triade alchemica realizzato da Michelangelo Merisi. Lo Stato potrebbe esercitare il diritto di prelazione per permettere al capolavoro di diventare finalmente pubblico
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A Natale regaliamoci Caravaggio. Si può fare. Ce n'è un altro autentico che ora non vediamo, ma che nessuno può sottrarci. Si trova a Roma, a un chilometro dalla Galleria Borghese dove le tele di Michelangelo Merisi sono sei e a portata di biglietto. Questa, invece, è una pittura a olio su muro. Si trova nel Casino dell'Aurora, in via Lombardia. È lì dagli ultimissimi anni del Cinquecento, quando il sempre squattrinato pittore, non ancora sul punto di diventare star, finì sotto l'ala protettrice del cardinale Francesco Maria del Monte, il suo primo vero mecenate.

Sul soffitto di quella che doveva essere una stanza esoterica dipinse i simboli della triade alchemica. Giove con la sua aquila è l'aria; Nettuno sul cavallo marino è l'acqua, mentre, accompagnato dal cane a tre teste, Plutone, che Caravaggio raffigura spudoratamente senza veli - come Crono l'ha fatto - incarna la terra. A guardare bene, q…

A Natale regaliamoci Caravaggio. Si può fare. Ce n'è un altro autentico che ora non vediamo, ma che nessuno può sottrarci. Si trova a Roma, a un chilometro dalla Galleria Borghese dove le tele di Michelangelo Merisi sono sei e a portata di biglietto. Questa, invece, è una pittura a olio su muro. Si trova nel Casino dell'Aurora, in via Lombardia. È lì dagli ultimissimi anni del Cinquecento, quando il sempre squattrinato pittore, non ancora sul punto di diventare star, finì sotto l'ala protettrice del cardinale Francesco Maria del Monte, il suo primo vero mecenate.

Sul soffitto di quella che doveva essere una stanza esoterica dipinse i simboli della triade alchemica. Giove con la sua aquila è l'aria; Nettuno sul cavallo marino è l'acqua, mentre, accompagnato dal cane a tre teste, Plutone, che Caravaggio raffigura spudoratamente senza veli - come Crono l'ha fatto - incarna la terra. A guardare bene, quelle tre divinità barbute sono altrettanti autoritratti dell'artista. Basta confrontarli con il volto che conosciamo. Al centro della composizione, c'è una sfera trasparente dove affiorano come da una lanterna magica i segni zodiacali. 

Fuori da questo mondo di cui in parte ci sfugge ancora il significato restiamo noi. Perché il Casino dell'Aurora è un'abitazione privata. Ma non è questo il punto. Presto, il 18 gennaio 2022, andrà all'asta, dopo una complicata vicenda ereditaria che segue la morte dell'ultimo proprietario, Nicolò Boncompagni Ludovisi, nel 2018. Pure questo è solo un dettaglio. Perché il vero problema è che il bene è stato valutato 471 milioni di euro. Soltanto la stima del Caravaggio inamovibile si aggira intorno ai 150 milioni. Nelle sale vicine, però, ci sono anche affreschi di Guercino - l'Aurora che dà il nome al Casino è sua - , Domenichino, Paul Bril e Agostino Tassi, tristemente noto per essere stato portato a processo da Artemisia Gentileschi, che lo accusò di violenza.

Insomma, questo luogo custodisce un capitolo di storia dell'arte del Seicento e l'unico esperimento murale del pittore maledetto più celebre del mondo. Ce n'è abbastanza perché si renda necessaria una task force per proteggerlo. Deve essere di tutti. Deve essere dell'Italia. Troviamo una soluzione. Mentre la pandemia torna a colpire, mentre aspettiamo la ripartenza, regaliamoci Caravaggio. Lo Stato può esercitare il diritto di prelazione. È vero: 471 milioni sono davvero troppi, anche in tempi di piani nazionali di ripresa e resilienza. Ma se si costituisse un tavolo, se presidenza del Consiglio, ministero dei Beni culturali e un gruppo di esperti dialogassero con i proprietari per trovare il modo.

Se il Casino - affidato a una direzione scientifica autorevole - diventasse un'altra casa di Caravaggio, proprio come è per tutti la Galleria Borghese. "Le parole sono importanti", diceva il morettiano Michele Apicella di Palombella rossa. Ma anche le immagini. Non lo capiremo mai abbastanza. Sono le immagini a spiegarci chi eravamo ieri e chi siamo oggi. Nelle tre divinità con il volto di Caravaggio, c'è una parte della nostra storia che ci chiama. Dobbiamo rifletterci in quella sfera dipinta sul soffitto e individuare il futuro. Sarebbe un segnale importante, in un momento come questo. Fermiamo l'asta. Mentre il mondo non è più quello che conoscevamo, regaliamoci Caravaggio per ricominciare davvero.