Le criptovalute sulle montagne russe
di Domenico Siniscalco , di Domenico SiniscalcoNello scorso fine settimana, il Bitcoin e le altre altre criptovalute sono crollate del venti per cento circa per poi riprendersi parzialmente. Questa amplissima fluttuazione sottolinea l'incredibile volatilità del mondo cripto ed è probabilmente dovuta al desiderio degli investitori di disfarsi delle attività più rischiose alla fine di una settimana difficile per tutti i mercati. La fluttuazione è stata probabilmente amplificata dai derivati. Il dato va comunque letto insieme al fatto che questo mercato era cresciuto di dieci volte dall'inizio del 2020.
Questa fluttuazione, passata quasi inosservata sui media tradizionali a eccezione del Wall Street Journal che l'…
Nello scorso fine settimana, il Bitcoin e le altre altre criptovalute sono crollate del venti per cento circa per poi riprendersi parzialmente. Questa amplissima fluttuazione sottolinea l'incredibile volatilità del mondo cripto ed è probabilmente dovuta al desiderio degli investitori di disfarsi delle attività più rischiose alla fine di una settimana difficile per tutti i mercati. La fluttuazione è stata probabilmente amplificata dai derivati. Il dato va comunque letto insieme al fatto che questo mercato era cresciuto di dieci volte dall'inizio del 2020.
Questa fluttuazione, passata quasi inosservata sui media tradizionali a eccezione del Wall Street Journal che l'ha riportata in prima pagina, può sembrare una curiosità o un fatto esotico, ma non è così perché il mondo delle criptovalute, o più correttamente delle cripto-attività sta diventando una realtà parallela troppo grande per essere ignorata. La capitalizzazione di mercato delle criptovalute ha ormai superato i 2,5 trilioni di dollari contro i 100 trilioni della moneta (M2). Incredibilmente, il mercato principale è diventato l'Europa.
Il mondo cripto è basato sulla Blockchain, la principale innovazione tecnologica nel sistema finanziario che sta alla base della cosiddetta Finanza Decentrata, vale a dire una finanza che supera l'attività di intermediazione e mette a diretto contatto tra loro gli operatori di mercato con "smart contracts". Secondo molti osservatori la Blockchain è il fondamento della finanza 2.0.
La crescita delle criptovalute ha generato molte divisioni. Semplificando, una distinzione geografica tra l'Asia e il mondo occidentale che recentemente divergono anche per motivi regolatori, molto più dirigisti in Asia che negli Usa e in Europa. Una divisione generazionale, con i giovani pienamente coinvolti diversamente dalla maggioranza dei più adulti. Istituzionale, con i Big Tech contrapposti alle banche commerciali e alle banche centrali e con gli investitori retail che si sono mossi prima degli investitori istituzionali. E una fondamentale distinzione tra il mondo dei trasferimenti istantanei di ricchezza e fondi, verso il mondo decentralizzato e intermediato, più lento e costoso, ma intrinsecamente più stabile.
Al momento, siamo ancora nella fase di grande proliferazione dei prodotti, delle piattaforme e dei modelli di business, ma ci sarà probabilmente un consolidamento nell'industria. Intanto stanno emergendo le prime criptobanche e le principali banche centrali, che stanno lavorando a stretto contatto, stanno tutte pensando di introdurre le proprie criptovalute. Il cripto-yuan che potrebbe essere sperimentato in Cina già nel 2022, il cripto-dollaro e il cripto-euro, oltre alla cripto-corona svedese. Il rischio, in questi casi è la sovra regolamentazione. Per questo al modello cinese, fatto di un monopolio della banca centrale, si contrappone ancora un modello più liberista nel mondo occidentale.
Gli usi delle criptovalute al momento sono principalmente due: investimento e pagamenti. Nel primo caso, oggi di gran lunga prevalente, le cripto sono investimenti speculativi alternativi, mentre nel secondo, oggi ancora poco sviluppato, funzionano come una moneta, creando potenzialmente una circolazione parallela. In questo secondo ambito vi sono però troppe difficoltà legate alla volatilità, a cui tentano di ovviare i cosiddetti stablecoins, cioè criptovalute stabilizzate da un ancoraggio a attività sottostanti, principalmente il dollaro Usa.
È evidente, infatti, che tra le criptovalute come investimento e come mezzo di pagamento si possono creare dei trade-off. Quanto piu volatile è l'investimento, quanto meno adatta diventa una cripto come mezzo di pagamento negli scambi. E non è un caso che le prime grandi aziende che si erano dichiarate pronte ad accettare le cripto come mezzo di pagamento negli Stati Uniti hanno prestissimo abbandonato l'idea.
Come ogni innovazione, le criptovalute e la finanza decentrata che le caratterizza portano vantaggi sul piano dei prodotti, del risparmio di costi, e della rapidità nelle transazioni soprattutto internazionali. Attenzione perciò a questo mondo parallelo perché mano a mano che cresce può creare una minaccia per la finanza tradizionale e per i canali di trasmissione della politica monetaria, mentre crea un'opportunità per gli investitori e per i Big Tech. Questa è la lotta che inizia a delinearsi e toccherà ai mercati, ai legislatori e soprattutto ai regolatori individuare soluzioni che non buttino il bambino con l'acqua sporca.