Quelle ombre sulla ripresa
di Francesco Guerrera , di Francesco GuerreraE.T., Men in Black, Il Cavaliere Oscuro. Chi si ricorda di questi tre film, è vissuto in un periodo di inflazione elevata, rispettivamente negli Stati Uniti, Europa e Italia. Per il resto della popolazione occidentale, l'arrivo del caro prezzi è uno shock paragonabile alla scoperta di un alieno verde nel giardino di casa.
Nel nostro Paese, milioni di utenti rischiano di trovare salatissime bollette di gas e luce sotto l'albero - una brutta sorpresa che sta costringendo il governo a cercare altri 3 miliardi di euro per aiutare cittadini già provati dalla crisi sanitaria degli ultimi anni.
A livello macroeconomico, l'impennata dei prezzi, che in Italia sono ai livelli più alti dal 2008 (quando il Cavaliere Oscuro spopolava al box office), rischia di frenare la robusta ripresa, di mangiarsi parte dei risparmi di famiglie e individui, e di complicare i programmi d'investimento e assunzioni delle imprese.
A livello politico, la fiammata inflazi…
E.T., Men in Black, Il Cavaliere Oscuro. Chi si ricorda di questi tre film, è vissuto in un periodo di inflazione elevata, rispettivamente negli Stati Uniti, Europa e Italia. Per il resto della popolazione occidentale, l'arrivo del caro prezzi è uno shock paragonabile alla scoperta di un alieno verde nel giardino di casa.
Nel nostro Paese, milioni di utenti rischiano di trovare salatissime bollette di gas e luce sotto l'albero - una brutta sorpresa che sta costringendo il governo a cercare altri 3 miliardi di euro per aiutare cittadini già provati dalla crisi sanitaria degli ultimi anni.
A livello macroeconomico, l'impennata dei prezzi, che in Italia sono ai livelli più alti dal 2008 (quando il Cavaliere Oscuro spopolava al box office), rischia di frenare la robusta ripresa, di mangiarsi parte dei risparmi di famiglie e individui, e di complicare i programmi d'investimento e assunzioni delle imprese.
A livello politico, la fiammata inflazionistica nell'energia rende la vita difficile al governo, e non solo perché i fondi per ridurre il caro-bollette dovranno essere sottratti a qualche altro programma, investimento o tassa.
Come si è visto negli Usa, dove l'inflazione ha fatto crollare la popolarità del presidente Biden, è difficile chiedere ad un elettorato sfiancato dalla pandemia di pagare molto di più del solito per servizi essenziali.
Il rincaro di gas e luce ha spiazzato banche centrali, governi e accademici ma, nella sua forma più semplice, si può spiegare così: la riapertura dell'economia mondiale dopo i lockdown ha creato un boom di consumi e un imbuto produttivo che hanno spinto i costi di materie prime come il petrolio a livelli altissimi. Un aumento della domanda per il metano, che è sempre più richiesto per rimpiazzare le inquinanti centrali a carbone, ha fatto il resto. Nell'Unione Europea, il problema è stato ulteriormente amplificato dalla dipendenza da fonti esterne (in primis la Russia di Putin).
Le carenze di molti componenti-chiave - quali i microchip per le autovetture o il legname per i mobili - hanno causato aumenti di prezzo per altri beni ma la differenza è che non tutti devono comprare una macchina o un tavolo nei prossimi mesi, mentre le bollette arrivano nella cassetta della posta con deprimente regolarità.
Per questo motivo, i governi hanno per ora preferito soluzioni tattiche a piani strategici: trovare denaro per alleviare il peso immediato delle spese energetiche nella speranza che i prezzi facciano retromarcia il più presto possibile.
Su questo punto i segnali sono abbastanza positivi. Il prezzo del petrolio è sceso di circa il 15% dalla fine di ottobre, l'esplosione della domanda repressa dai lockdown sta mostrando segni di rallentamento, e molte delle strozzature della catena di produzione si stanno allentando.
C'è però una duplice incognita. La prima è che il dilagare della variante Omicron porti a nuove restrizioni nelle vite dei cittadini. Sviluppi di questo tipo avrebbero effetti anti-inflazionistici ma con un rovescio della medaglia poco appetibile: un deragliamento della crescita economica che colpirebbe le tasche di tutti.
Il secondo pericolo è che le bollette calino nel 2022, come prevedono gli esperti, ma che vengano "sostituite" da altri prezzi in aumento, mantenendo l'inflazione elevata.
Basta guardare agli Stati Uniti, dove i dati usciti la settimana scorsa hanno rivelato che l'inflazione è ai livelli più alti dal 1982, quando Ronald Reagan era alla Casa Bianca e E.T. nei cinema. Al di là dei costi energetici comunque elevatissimi, negli Usa il caro prezzi si è manifestato anche nel cibo, nei vestiti e persino nei viaggi - un segno che, sull'altra sponda dell'Atlantico, l'inflazione ha messo radici.
La banca centrale americana sta per intervenire, anche se il suo piano per ridurre i prezzi potrebbe frenare l'economia Usa. L'Ue non è ancora pronta a correre questo rischio perché crede in un ritorno alla normalità dei costi energetici. Speriamo abbia ragione perché, se si sbaglia, non basteranno Batman, Will Smith e E.T. a salvare l'Europa dalla morsa dell'inflazione.