Trionfa la Formula Show
di Marco Mensurati , di Marco MensuratiIn attesa del verdetto dei giudici della Formula 1 (e dei vari inevitabili tribunali di appello) e di capire, dunque, chi sarà il vincitore giuridico del mondiale, l'incredibile gara di Abu Dhabi, ultimo atto di una stagione incredibile anch'essa, qualche sentenza l'ha già emessa. La prima, incontrovertibile, è che la F1 - the pinnacle of motorsport come pomposamente la definiscono gli "inventori" inglesi - ha finito di cambiare la sua pelle e da sport si è ormai trasformata definitivamente in show. E che show. Una sorta di wrestling su quattro ruote. Una messa in scena in cui l'arbitro, nel caso di ieri il malcapitato australiano Michael Masi, è poco più di un elemento di colore, un signore probabilmente munito di papillon e baffetti, vocato alla drammaturgia più che al regolamento, le cui scelte sono sempre di più determinate dagli eventi. Quando non addirittura dalle necessità di sceneggiatura…
In attesa del verdetto dei giudici della Formula 1 (e dei vari inevitabili tribunali di appello) e di capire, dunque, chi sarà il vincitore giuridico del mondiale, l'incredibile gara di Abu Dhabi, ultimo atto di una stagione incredibile anch'essa, qualche sentenza l'ha già emessa. La prima, incontrovertibile, è che la F1 - the pinnacle of motorsport come pomposamente la definiscono gli "inventori" inglesi - ha finito di cambiare la sua pelle e da sport si è ormai trasformata definitivamente in show. E che show. Una sorta di wrestling su quattro ruote. Una messa in scena in cui l'arbitro, nel caso di ieri il malcapitato australiano Michael Masi, è poco più di un elemento di colore, un signore probabilmente munito di papillon e baffetti, vocato alla drammaturgia più che al regolamento, le cui scelte sono sempre di più determinate dagli eventi. Quando non addirittura dalle necessità di sceneggiatura. Nel vecchio mondo, quello in cui lo spettacolo veniva dopo il merito sportivo, succedeva - almeno in teoria - esattamente il contrario.