I mercenari di Putin
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLe truppe mercenarie esistono dal tempo dell'antica Grecia e non hanno mai smesso di combattere su tutti i fronti. Sino al 2016 negli Stati Uniti c'era perfino una rivista mensile, Soldier of fortune, che organizzava un congresso annuale di soldati di fortuna: una fiera di armi, veterani di guerra e loschi trafficanti, come ebbi modo di verificare seguendone una in Arizona una quarantina d'anni or sono. Negli ultimi due decenni, il concetto si è evoluto con l'affermazione delle agenzie di sicurezza globale, veri e propri eserciti privati che forniscono militari o guardie del corpo a governi e aziende nei punti caldi del mondo: come Blackwater, maggiore contractor del dipartimento della Difesa americano, coinvolto nella guerra in Iraq, e G4S, numero uno mondiale del settore, con sede a Londra, fondato da ex commandos e membri dei servizi segreti britannici.
Ma il Gruppo Wagner, un'organizzazione paramilitare che ha preso parte alla guerra civile in Ucraina in…
Le truppe mercenarie esistono dal tempo dell'antica Grecia e non hanno mai smesso di combattere su tutti i fronti. Sino al 2016 negli Stati Uniti c'era perfino una rivista mensile, Soldier of fortune, che organizzava un congresso annuale di soldati di fortuna: una fiera di armi, veterani di guerra e loschi trafficanti, come ebbi modo di verificare seguendone una in Arizona una quarantina d'anni or sono. Negli ultimi due decenni, il concetto si è evoluto con l'affermazione delle agenzie di sicurezza globale, veri e propri eserciti privati che forniscono militari o guardie del corpo a governi e aziende nei punti caldi del mondo: come Blackwater, maggiore contractor del dipartimento della Difesa americano, coinvolto nella guerra in Iraq, e G4S, numero uno mondiale del settore, con sede a Londra, fondato da ex commandos e membri dei servizi segreti britannici.
Ma il Gruppo Wagner, un'organizzazione paramilitare che ha preso parte alla guerra civile in Ucraina in appoggio alle forze separatiste nel Donbass e a numerosi conflitti in Medio Oriente e in Africa, rappresenta qualcosa di differente: l'Unione Europea lo ha accusato di collegamenti con il Cremlino, sottoponendolo questa settimana a sanzioni economiche, dopo le denunce del New York Times e di altri media secondo cui sarebbe un'unità segreta del ministero della Difesa russo o del Gru, il servizio di spionaggio militare di Mosca. A fare scattare il provvedimento punitivo della Ue è stata in particolare l'accusa di violazioni dei diritti umani nella Repubblica Centroafricana, ma elementi del Wagner sembrano impegnati con maggiore frequenza nell'intero continente, dalla Libia al Sudan, dal Mozambico al Mali.
Come riportava ieri la Bbc, il caso della Repubblica Centroafricana è da manuale. Questo Paese grande due volte l'Italia con appena 5 milioni di abitanti è invischiato in continui disordini da un decennio. Nonostante la presenza di una forza di pace delle Nazioni Unite e di truppe francesi, il presidente eletto nel 2016, Faustin-Archange Touadéra, stenta a sconfiggere le forze ribelli. Per questo, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una missione di 175 consiglieri militari russi, Touadéra si è rivolto al Gruppo Wagner, che ha non solo addestrato il suo esercito ma ora partecipa direttamente alle operazioni. Nel 2017 il presidente centroafricano ha incontrato Vladimir Putin in Russia, firmando una serie di accordi di cooperazione militare con il Cremlino, a sua volta attirato dalle locali miniere di diamanti, oro e uranio. Oggi si ritiene che nella Repubblica Centroafricana ci siano almeno 2 mila soldati di ventura russi, accusati dall'Onu e dalla Francia di infiammare il conflitto compiendo abusi dei diritti umani, tra cui stupri e rapine, e facendo giustizia sommaria di sospetti ribelli. In modo analogo l'Onu accusa le forze del Wagner di crimini di guerra in Libia. La Russia nega ogni contatto con il Wagner, sebbene si dica che tra i finanziatori del gruppo mercenario ci sia Evghenij Prigozhin, un ricco uomo d'affari russo legato a Putin. Ancora più istruttivo il caso del Mali, un alleato dell'Occidente nella lotta contro i gruppi jihadisti: dopo che la Francia ha dimezzato il suo contingente di 5 mila uomini, il governo del Mali ha annunciato di volere assumere 1000 soldati del Gruppo Wagner. La lezione è che, dove le democrazie occidentali si ritirano per ragioni di budget o esigenze politiche, il vuoto viene riempito da altre forze. Dopo la Cina con i suoi investimenti, anche la Russia con il suo occulto braccio armato punta a conquistare l'Africa.