E' sempre la solita vecchia storia, l'eterno dilemma europeo formulato 25 secoli fa da Esopo: viene prima la solidarietà, o la prudenza? Ha ragione la cicala, o la formica? Da più di trent'anni l'Europa gira attorno allo stesso quesito cambiando, semmai, le parti in commedia a seconda del bene da spartire. Se discutiamo di eurobond o di tutela delle banche, la formica è tedesca e la cicala italiana. Se parliamo di sicurezza e difesa, la formica è francese e le cicale sono tutti gli altri. Se in ballo c'è la lotta all'epidemia, ecco che la formica prende le fattezze di Mario Draghi e la cicala quelle di Macron.
Dopo che Draghi ha imposto il tampone per entrare in Italia, Macron ha lanciato un richiamo all'ortodossia comunitaria twittando: "Dobbiamo continuare ad agire come europei. Le persone vaccinate non dovrebbero fare test per viaggiare tra i paesi membri dell'Ue". Potrebbe anche avere ragione, in linea …
E' sempre la solita vecchia storia, l'eterno dilemma europeo formulato 25 secoli fa da Esopo: viene prima la solidarietà, o la prudenza? Ha ragione la cicala, o la formica? Da più di trent'anni l'Europa gira attorno allo stesso quesito cambiando, semmai, le parti in commedia a seconda del bene da spartire. Se discutiamo di eurobond o di tutela delle banche, la formica è tedesca e la cicala italiana. Se parliamo di sicurezza e difesa, la formica è francese e le cicale sono tutti gli altri. Se in ballo c'è la lotta all'epidemia, ecco che la formica prende le fattezze di Mario Draghi e la cicala quelle di Macron.
Dopo che Draghi ha imposto il tampone per entrare in Italia, Macron ha lanciato un richiamo all'ortodossia comunitaria twittando: "Dobbiamo continuare ad agire come europei. Le persone vaccinate non dovrebbero fare test per viaggiare tra i paesi membri dell'Ue". Potrebbe anche avere ragione, in linea di principio, se non fosse che la Francia ha una percentuale di positivi al Covid che è quasi il triplo di quella italiana e una delle più alte d'Europa. Da chi dovrebbe difendersi? Forse dai britannici, che hanno tassi ancora superiori. E infatti, per chi viaggia da Londra a Parigi, le leggi francesi prevedono l'obbligo di tampone e di quarantena.
Al vertice europeo che si è appena concluso a Bruxelles nessuno ha voluto ingigantire il problema. L'allarme per la nuova variante Covid è diffuso ovunque e si riconosce il diritto di ciascun governo di tutelare al meglio i propri cittadini. In realtà, il punto che ha creato qualche sconcerto quando Draghi ha reso nota la decisione di imporre il tampone anche ai vaccinati, è che un simile provvedimento riduce la pressione indiretta a favore delle vaccinazioni. L'Italia, la Grecia o il Portogallo, hanno scelto questa strada partendo dalla constatazione, ovvia, che il vaccino non garantisce la totale immunità. Ma per Paesi che, come la Francia o la Germania, sono ancora impegnati a superare diffuse resistenze No Vax, qualsiasi misura che riduca il dividendo della vaccinazione e del Green Pass Ue risulta controproducente.
Come sempre, l'unica soluzione europea, quando ci si trova di fronte al dilemma di Esopo, è quella di riconoscere e capire le ragioni dell'altro. A giugno saranno dieci anni che si è deciso di creare l'Unione bancaria. E sono dieci anni che i tedeschi resistono a completarne l'ultimo pilastro, quello che riguarda il Sistema Europeo di Assicurazione dei Depositi, perché esigono che, prima di garantire dal default le banche italiane, queste riducano la loro esposizione debitoria e consolidino il patrimonio. Ancora il 15 dicembre scorso proprio Draghi, alle Camere, spiegava l'urgenza e l'importanza di completare l'ultimo pilatro "necessario per rafforzare la stabilità finanziaria dell'unione monetaria". Ma nessuno pensa di mettere Berlino con le spalle al muro. Quanto alla nascita di una capacità militare europea, tutte le cicale sono concordi nel chiedere la "sovranità strategica" della Ue, pur investendo pochissimo nella difesa. Ma la Francia, che è tra i più convinti sostenitori del sovranismo europeo e che spende molti soldi per i propri arsenali, si guarda bene dal mettere a disposizione di Bruxelles la propria "force de frappe" nucleare o il proprio seggio permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E nessuno si sogna di recriminare.
Così, anche nella gestione dell'emergenza Covid, tutti cercano di dare prova di pazienza e comprensione. La nascita di un Green Pass europeo è stata una grande conquista e nessuno vuole metterla in discussione, tantomeno l'Italia. Semmai dovremmo chiederci come mai, avendo l'Europa garantito vaccini per tutti, lo spread tra i tassi di contagio rimanga così elevato. Bruxelles, si sa, non ha competenze dirette in materia sanitaria, e dunque non ha potuto imporre quelle misure prudenziali che il governo Draghi ha adottato prima di altri e che ora consentono all'Italia una situazione di relativo vantaggio nella lotta all'epidemia. Forse, se avessimo davvero creato un'Europa della salute, come diciamo di voler fare dall'inizio dell'epidemia, oggi il differenziale dei contagi non rischierebbe di mettere in forse la libera circolazione attraverso le nostre frontiere. Le cicale e le formiche, a ben vedere, nascono dalla mancanza di regole comuni. Fosse questa la morale di Esopo?