Aiuti a chi cattura il carbonio
di Alessandro De Nicola , di Alessandro De NicolaIn un momento di grande tensione nei mercati dell'energia e soprattutto del gas, l'abolizione dei possibili finanziamenti del fondo di transizione dei settori energivori a favore della Ccus è un grave errore. Eh? Si potrebbe chiedere uno stupefatto lettore di fronte all'astrusa sigla. Avrebbe ragione: nessuno o quasi sa cos'è il Ccus ma al tempo di Greta è bene apprendere che si tratta dell'acronimo per Carbon Capture, Utilisation and Storage, vale a dire quelle tecnologie utilizzate per la cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio, il maggior responsabile delle emissioni di CO2 nell'atmosfera. In attesa di un mondo carbon-free, nel periodo della lunga transizione le soluzioni che riducono o rimuovono dall'atmosfera le emissioni di gas serra degli impianti inquinanti dovrebbero essere le benvenute. La stessa Agenzia Internazionale dell'Energia nel 2020 ne ha raccomandato l'utilizzo e il suo direttore esecutivo ha dichiarato ch…
In un momento di grande tensione nei mercati dell'energia e soprattutto del gas, l'abolizione dei possibili finanziamenti del fondo di transizione dei settori energivori a favore della Ccus è un grave errore. Eh? Si potrebbe chiedere uno stupefatto lettore di fronte all'astrusa sigla. Avrebbe ragione: nessuno o quasi sa cos'è il Ccus ma al tempo di Greta è bene apprendere che si tratta dell'acronimo per Carbon Capture, Utilisation and Storage, vale a dire quelle tecnologie utilizzate per la cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio, il maggior responsabile delle emissioni di CO2 nell'atmosfera. In attesa di un mondo carbon-free, nel periodo della lunga transizione le soluzioni che riducono o rimuovono dall'atmosfera le emissioni di gas serra degli impianti inquinanti dovrebbero essere le benvenute. La stessa Agenzia Internazionale dell'Energia nel 2020 ne ha raccomandato l'utilizzo e il suo direttore esecutivo ha dichiarato che il Ccus sarà necessario su scala globale se si vuole rispettare l'accordo di Parigi ed è imperativo non perdere più tempo.
Leu e 5 Stelle si sono invece opposti, con astensione del PD (Partito Del Tentennamento), sull'incerto presupposto che catturare il carbonio incoraggi la produzione di carbone. Insomma, in attesa delle magnifiche sorti progressive di un mondo pulito e che si alimenti di energia solare (con batterie riciclabili e pulite), teniamoci l'inquinamento da carbone.
Pure il governo, inavvertitamente e con il solo scopo di far cassa (visto le risorse sprecate per RdC, frodi del Superbonus 110%, quota 102, mance varie per stadi, musei e anniversari di Puccini e Pasolini), ha colpito l'efficientamento energetico che è sempre più richiesto anche della normativa europea. Infatti, un altro fronte su cui muoversi velocemente è quello di sprecare meno energia possibile. Come ha recentemente ricordato l'economista Stagnaro, per i grandi energivori si possono sfruttare le nuove tecnologie come i contatori di seconda generazione, i sistemi di accumulo energetici e le piattaforme digitali per sintonizzare domanda e offerta ed evitare di sovraccaricare la domanda. Anche piccoli e medi consumatori, soprattutto se aggregati, possono fare la loro parte. Orbene queste tecnologie sono spesso frutto di incrementi e miglioramenti dei processi produttivi, insomma di uno sviluppo di know-how tecnologico non sempre brevettabile. Cosa fa il governo? Fra tante elargizioni ha tolto proprio i crediti d'imposta per le spese di ricerca e sviluppo di know-how (precisamente: costi per processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili): bella idea.
C'è inoltre la vexata quaestio dell'eventuale inclusione dell'energia nucleare e del gas tra le energie nella tassonomia Ue che definisce le regole per la finanza cosiddetta sostenibile, ancora incerta vista la differenza di vedute tra Francia e Germania e tra molti altri Stati membri. Orbene, che l'industria nucleare sia ad emissioni zero ma che abbia problemi di scorie e (sempre meno) di sicurezza è noto. Persone razionali possono avere opinioni diverse sul suo utilizzo, ma escludere il finanziamento alla ricerca dei reattori "puliti" o dismettere in anticipo le centrali in funzione, sempre in attesa del sol dell'avvenire, aumenterà il consumo di... carbone. Stesso dicasi per il metano. Come ha notato l'ex ministro dell'Industria Clò, il mondo ha necessità del gas naturale quanto meno come ponte lungo la via della transizione. La domanda di metano della Cina, per esempio, sta crescendo in maniera esponenziale e serve a sostituire il carbone. Proibire le trivellazioni e opporsi ai gasdotti avrà come unica conseguenza il ricorso al nostro amico fossile nero. Il governo dovrebbe perciò prendere in Europa una posizione ragionevole.
In conclusione, gli ecologisti nostrani che ragionano sul mondo come dovrebbe essere e non com'è, sembrano far proprio il motto che Svetonio attribuisce a Gaio Cassio Longino, il promotore della congiura contro Giulio Cesare: fiat iustitia et pereat mundus! Purché si faccia giustizia perisca il mondo intero. Peccato che all'italiana si stia rapidamente trasformando in fiat perturbatio et pereat mundus! A far casino non ci batte nessuno.