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Covid, l'altissimo prezzo della paura

Roma (ansa)

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Ci venga detto con chiarezza se siamo davvero accerchiati, e con quali rischi concreti. Altrimenti, galleggiando a bagnomaria nella fifa preventiva, la battaglia è sicuramente persa
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All'indomani di Caporetto, un esimio psicologo si rivolse al generale Cadorna attribuendo le ragioni della disfatta all'umore dei soldati. Fece scalpore. Ma se è vero che una battaglia si combatte in primo luogo dentro l'animo dei contendenti, allora come ci sentiamo, noi, adesso, nell'ennesima trincea contro la somma variante?

D'accordo, lo abbiamo capito: se le precedenti erano "solo" ondate, Omicron sarà uno tsunami, come a dire - e già lo stiamo vedendo - che i numeri saranno tali da sovrastarci, rendendo quasi impossibile che alla briscola del virus non ti trovi o infetto o lambito dal contagio. E infatti, ogni sera, leggiamo ormai senza sorpresa il puntuale record dei positivi, in un susseguirsi di cifre mostruose che fanno schizzare in altezza le linee dei grafici e ne imporranno presto l'aggiunta di chissà quante ulteriori tacche, per cui viene da rimpiangere i picchi dei passati due anni, cime sofferte, scalate co…

All'indomani di Caporetto, un esimio psicologo si rivolse al generale Cadorna attribuendo le ragioni della disfatta all'umore dei soldati. Fece scalpore. Ma se è vero che una battaglia si combatte in primo luogo dentro l'animo dei contendenti, allora come ci sentiamo, noi, adesso, nell'ennesima trincea contro la somma variante?

D'accordo, lo abbiamo capito: se le precedenti erano "solo" ondate, Omicron sarà uno tsunami, come a dire - e già lo stiamo vedendo - che i numeri saranno tali da sovrastarci, rendendo quasi impossibile che alla briscola del virus non ti trovi o infetto o lambito dal contagio. E infatti, ogni sera, leggiamo ormai senza sorpresa il puntuale record dei positivi, in un susseguirsi di cifre mostruose che fanno schizzare in altezza le linee dei grafici e ne imporranno presto l'aggiunta di chissà quante ulteriori tacche, per cui viene da rimpiangere i picchi dei passati due anni, cime sofferte, scalate come il Monte Bianco, ora umiliate da un Everest che le declassa a collinette.

Tutto parte da qui, credo, se vogliamo delineare una mappa di questo shakespeariano inverno del nostro scontento. Perché è cosa nota che con i numeri non si combatte, e il rigore inflessibile della matematica è incompatibile con l'umano istinto di smussare gli angoli per affrontare le contrarietà.

Nel 1919 il professor Ferrari, nella sua lettera a Cadorna, parlava non per nulla di un esercito perdente in partenza, e così rischiamo di tornare, innanzi alla colata lavica del vulcano. Che poi, a ben guardare, aveva colto nel segno Napoleone Bonaparte, quando diceva che le guerre si vincono in primo luogo con i mezzi di comunicazione, e dunque ogni mitragliata di numeri sull'incontenibile generale Omicron dovrebbe andare di pari passo al ricordare quanto i vaccini hanno rafforzato le nostre linee di difesa. Contagi alle stelle? Sì, ma non siamo allo sbando come Rommel a El Alamein, e comunque a compensare Caporetto c'è pur sempre il precedente di Maratona, quando pochi ateniesi piegarono la colossale moltitudine di Dario il persiano.

Il punto è che, in trincea, a decidere molto - se non tutto - è la posizione in cui ci si percepisce, nei confronti dell'avversario. In questo senso, con Omicron, molto è cambiato. È come se fossimo passati da uno scontro frontale uomo-virus, declinato come un duello, a un ben più deleterio accerchiamento psicologico: le festività natalizie ci hanno consegnato il paradosso di un Paese che con 48 milioni di immunizzati si sente circondato. Come non mai, il virus sembra essere adesso dappertutto. Moltiplicati i tamponi fino a esaurirne le scorte, i positivi spuntano ovunque, ognuno ne annovera a manciate fra amici e familiari, tutti chiusi in casa insieme ai loro indifferenziati "contatti ravvicinati", creando la deformazione ottica di un nemico che, anziché piegato dai vaccini, pare d'un tratto furioso come Tamerlano e Gengis Khan.

Ma se Austria e Germania hanno drasticamente contratto la fiammata dicembrina con restrizioni mirate ai non vaccinati, viene da chiedersi quale sia il senso sciagurato di questo panico diffuso, con le Cassandre di turno che come cucù lanciano anatemi su un gennaio apocalittico.

Il prezzo della paura è altissimo, e ricade inevitabilmente non solo sui bilanci, ma altresì sull'umore collettivo già sfiancato da due anni di continua corrente alternata, on-off, apri-chiudi, zona bianca-zona rossa, vivi-sopravvivi. Ci venga detto con chiarezza se siamo davvero accerchiati, e con quali rischi concreti. Altrimenti, galleggiando a bagnomaria nella fifa preventiva, la battaglia è sicuramente persa.